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In crescita le relazioni commerciali tra Roma e Ottawa. Entro il 2018 l'obiettivo è portare l'export italiano al valore di 4 miliardi di euro

The Canadian flag flies on Parliament Hill in Ottawa

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Il Canada, pur essendo con i suoi circa 35 milioni di abitanti un mercato di modeste dimensioni, rappresenta il secondo Stato al mondo per estensione territoriale e uno dei Paesei con i migliori dati generali e i minori indici di rischio per gli investitori internazionali. Il suo business environment è promettente in ragione delle ottime condizioni del mercato del lavoro, della facilità nell’accesso al credito per le imprese, dell’efficienza della burocrazia locale, della stabilità del sistema politico e del ragionevole costo dei fattori produttivi. Per farsi un’idea, la procedura per la creazione di una nuova compagnia aziendale di proprietà estera a responsabilità limitata (LLC), si risolve in tempi inferiori ai 7 giorni.

 

A livello generale, anche in Canada – terzo detentore mondiale di riserve petrolifere – il crollo dei prezzi del greggio sta condizionando le performance economiche. Parliamo comunque di un Paese solido sul quale si può continuare a investire, e dopo una performance nel 2015 in sordina (+1,2% la crescita del PIL) per il 2016 le previsioni sono già moderatamente più ottimistiche (+1,8%).

 

Il nuovo governo progressista guidato dal giovane Justin Trudeau, vincitore delle elezioni politiche tenutesi nell’ottobre del 2015, appare determinato a lavorare per il rafforzamento della collaborazione commerciale transatlantica e nel 2016 dovrebbe concludersi anche il negoziato sul Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA), il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea che – in caso di approvazione – comporterebbe la soppressione del 98% delle barriere tariffarie.

 

Trudeau, Prime Minister of Canada attends the annual meeting of the World Economic Forum (WEF) in Davos

(Il primo ministro canadese Justin Trudeau)

 

I rapporti con l’Italia

Gli investimenti dell’Italia in Canada sono ancora modesti (21esima posizione a livello globale), ma esistono interessanti opportunità in alcuni settori nei quali il nostro Paese possiede know-how e competenze da esportare, soprattutto nei settori dell’aerospaziale, delle energie rinnovabili, dei macchinari e delle apparecchiature, delle costruzioni e dell’automotive.

 

Ad oggi l’interscambio bilaterale Italia-Canada è piuttosto consistente (oltre i 5,5 miliardi di euro nel 2014) e nell’ultimo biennio il nostro Paese ha scalato posizioni nel ranking dei fornitori arrivando a occupare l’ottava posizione (+13%).

 

La quota di mercato dell’Italia è però ancora ridotta (1,3%) rispetto alla concorrenza della Germania (3,1%), ma è comunque superiore ad altri importanti partner/competitor europei come Francia (1,2%) e Spagna (0,4%). Le relazioni con il Canada sono destinate ad approfondirsi ed entro il 2018 l’export italiano dovrebbe arrivare a sfiorare un valore complessivo di 4 miliardi di euro. Il comparto agroalimentare regalerà sicuramente in quest’ottica futura grandi soddisfazioni ed è già in costante crescita, ad esempio, l’interesse per il nostro vino.

 

Lo spazio da riempire è ancora amplissimo per le nostre eccellenze. Si tratta indubbiamente di un’opportunità utile per rendere le relazioni commerciali bilaterali più stabili, profonde e durature e cogliere appieno le potenzialità del mercato canadese per il Made in Italy.

 

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