UCRAINA -

Kiev lamenta la perdita di cinque soldati, il tributo di sangue più alto in cinque mesi di combattimenti sporadici lungo la prima linea. S’inasprisce il livello di scontro

Members of Ukrainian self-defence battalion "Donbass" fire their weapon near the town of Pervomaysk

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di Claudio Stellari

 

Nel Donbass prosegue una guerra di basso profilo ma di alta intensità, nonostante i termini del cessate-il-fuoco previsto dagli accordi di Minsk del febbraio 2015: cinque soldati ucraini sono rimasti uccisi solo nelle ultime ventiquattrore ore e altri venti sarebbero stati feriti, oltre a due tank andati completamente distrutti. Sul fronte separatista, si conterebbero invece due caduti, che però secondo il comando militare ucraino sarebbero in realtà ben venticinque. È questo il primo (contestato) bilancio di una serie di scontri violenti che si registrano dal 20 dicembre vicino a Svitlodarsk, nella regione di Lugansk, tra i governativi di Kiev e forze ribelli filorusse.

 

Gli osservatori dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che monitora il rispetto degli accordi internazionali, lamentano il fatto che entrambe le parti stanno impedendo loro di raggiungere le zone di conflitto e riferiscono di aver udito almeno 680 colpi di artiglieria e 20 cannonate di carri nell’arco di sole sei ore.

 

Secondo il governo di Kiev, l’esercito regolare ha respinto un’offensiva condotta dai separatisti filorussi che puntava alla città strategica di Debaltseve, che al momento è diventata la prima linea del conflitto: “Combattimenti sono in corso lungo tutta la linea di contatto nel settore di Debaltseve” ha confermato ilportavoce dei ribelli, Maj Andriy Marochko, dalla vicina regione di Luhansk.

 

Members of Ukrainian self-defence battalion "Donbass" are seen at their positions near the town of Pervomaysk(L’autoproclamato battaglione ribelle “Donbass”)

 

Entrambe le parti in conflitto parlano di scambi di colpi d’artiglieria: secondo Kiev, in particolare, i ribelli avrebbero bombardamento da Kalinovka, Vuglehirsk e Debaltseve, usando queste aree popolate da civili come copertura, in aperta violazione degli accordi di Minsk. L’esercito ucraino ha riferito anche di bombardamenti ribelli a Shyrokyne, un villaggio strategico vicino alla città portuale di Mariupol, oggi in mano ai governativi.

 

Per Kiev la perdita di cinque soldati rappresenta il tributo di sangue più alto in cinque mesi di combattimenti sporadici lungo la prima linea e prefigura un possibile inasprimento del livello di scontro di un conflitto passato in secondo piano rispetto alla guerra in corso in Medio Oriente. Eppure, le ripercussioni di questa guerra a bassa intensità peseranno non poco nei futuri rapporti diplomatici tra USA, UE e Federazione Russa.

 

Di certo non giova alla distensione la dichiarazione di Vladimir Parasjuk, deputato della Verkhovna Rada, il parlamento monocamerale dell’Ucraina, che ha definito “un eroe” l’attentatore che ad Ankara ha ucciso l’ambasciatore russo in Turchia, Andrej Karlov.

 

  • Beppe Rossi

    quando finirà tutta questa violenza inutile?