UCRAINA -

Il governo ucraino non si rassegna allo stallo delle trattative per la risoluzione del conflitto. L’ambasciatore a Roma Yevhen Perelygin critica le ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Lavrov

Combatants fire their weapons in honour of Aleksey Mozgovoi, a militant leader of the separatist self-proclaimed Luhansk People's Republic, during the funeral of Mozgovoi and his subordinates in Alchevsk

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Il 12 febbraio del 2015 sono stati firmati gli accordi di Minsk II, intesa raggiunta dai governi di Kiev e Mosca, con la mediazione di Germania e Francia, per porre fine al conflitto in Ucraina. A quasi un anno di distanza la questione ucraina rimane però di fatto sospesa: scomparsa praticamente dai radar dei media e, soprattutto, retrocessa dalla comunità internazionale tra le priorità di seconda fascia rispetto alle crisi in Siria, Iraq e Libia.

 

In attesa di capire se ci saranno sviluppi nei vertici fissati per i prossimi giorni – un incontro dovrebbe tenersi a Berlino tra i ministri degli Esteri di Germania, Francia, Russia e Ucraina, mentre a Monaco dal 12 al 14 febbraio è in programma la Conferenza sulla sicurezza – il governo ucraino non intende rassegnarsi a questo stallo e attraverso il suo ambasciatore in Italia, Yevhen Perelygin, esprime il proprio disappunto riguardo le recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sul Memorandum di Budapest. Chiunque lo volesse può contattare la nostra redazione per replicare alle sue dichiarazioni.

 

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Ogniqualvolta si sentono le affermazioni del Cremlino si rimane sbalorditi dalle dichiarazioni menzognere che vengono rilasciate. Stessa osservazione può essere riferita anche al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Sicuramente Lavrov possiede tutte le conoscenze necessarie riguardo la situazione in diverse parti del mondo, e quindi ci domandiamo come mai dica delle falsità sull’Ucraina, sulla presenza militare russa in Siria e su diverse altre questioni.

La risposta più semplice che possiamo trovare è che questo è lo stile diplomatico adottato nella Russia autocratica di oggi. Il capo della diplomazia russa ci inganna sul Donbass, sulla Crimea nonché sugli obblighi internazionali assunti dalla Federazione Russa, in particolare riguardo al Memorandum di Budapest. In una recente conferenza stampa Lavrov ha dichiarato che la Russia non avrebbe violato il Memorandum di Budapest perché esso contiene solo l’obbligo “di non usare armi nucleari contro l’Ucraina”.

 

Tale affermazione è palesemente falsa e assurda. Vorrei ricordare ai lettori italiani che il Memorandum di Budapest è stato firmato dai presidenti di Russia (all’epoca Boris Eltsin), degli Stati Uniti, dell’Ucraina e del primo ministro del Regno Unito. Gli articoli del documento prevedono, in cambio dell’eliminazione di tutte le armi nucleari strategiche in Ucraina, che Russia, Regno Unito e Stati Uniti assumano l’impegno per:

 

- “Rispettare l’indipendenza e la sovranità e dei confini esistenti in Ucraina”;

 

- “Astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica dell’Ucraina”;

 

- “Astenersi dalla coercizione economica che mira a subordinare ai propri interessi l’esercizio da parte dell’Ucraina dei diritti inerenti alla sua sovranità”;

 

- Fornire assistenza “se l’Ucraina dovesse essere vittima di un atto di aggressione od oggetto di una minaccia di aggressione con l’utilizzo di armi nucleari”.

 

Russian Foreign Minister Lavrov leaves after giving a news conference in Moscow

 (Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov)

 

Nella stessa conferenza stampa il capo della diplomazia russa ha “deliziato” il mondo affermando che la Russia non ha usato armi nucleari contro l’Ucraina. Ma la Russia ha usato la forza militare per annettere illegalmente la Crimea, ha sostenuto il separatismo armato in Ucraina orientale con finanziamenti, con l’invio di armi pesanti e disponendo l’intervento di unità regolari dell’esercito russo. Mosca ha anche imposto un embargo commerciale nei confronti dell’Ucraina. Tali azioni violano la maggior parte delle disposizioni del Memorandum di Budapest, inoltre Mosca aveva pure boicottato le consultazioni dei Paesi firmatari di questo Memorandum nel 2014. Quindi, che tipo di partenariato nelle questioni internazionali si può avere con la Russia alla luce delle falsità dette dalla sua diplomazia e del suo disprezzo per l’opinione pubblica internazionale?