CILE -

Dal 19 al 24 di gennaio Santiago ospita il Congresso del Futuro. L'evento è organizzato dal Senato cileno e vedrà partecipare 5 premi Nobel

Chile's President Bachelet looks through a microscope during the opening ceremony of the Congress of the Future event in Santiago

Vai alla scheda paese Commenta l'articolo (0)

Utilizzeresti un computer per non smarrire i tuoi ricordi? Quante città scompariranno dopo lo scioglimento dei ghiacciai del Polo Sud e Polo Nord? Come governare la società iperconnessa del XXI secolo? Sono queste alcune delle domande a cui il Cile intende dare una risposta. Un compito piuttosto complesso, ma che può essere realizzato attraverso forme di dialogo consapevoli e libere su cui sta puntando la società cilena.

 

Rientra in quest’ottica l’evento che dal 19 al 24 gennaio proietta il Cile al centro del dibattito scientifico internazionale con la quinta edizione del “Congresso del Futuro” ospitata a Santiago, l’appuntamento scientifico aperto ai cittadini più importante dell’America Latina, organizzato dal Senato cileno. La manifestazione riunirà attorno allo stesso tavolo cinque premi Nobel e numerosi scienziati e studiosi, i quali, insieme ai cittadini cileni di ogni età, affronteranno tematiche che spaziano dall’intelligenza artificiale all’energia, dal cambiamento climatico all’astronomia, dalla medicina del futuro alle prospettive della società 2.0 e dell’istruzione. I Nobel Aaron Ciechanover (2004), Ada Yonath (2009), Stefan Hell (2014), il fisico Steven Chu (1997) e il filosofo e sociologo francese Edgar Morin saranno alcuni dei relatori dell’evento.

 

La sfiducia nei confronti delle istituzioni cilene

Il senatore socialista cileno Guido Girardi, uno dei promotori dell’evento, ha parlato della situazione politica e sociale del Paese alla vigilia dell’evento. “La politica ancora non si è accorta che il mondo è cambiato – spiega -. Le scoperte in ambito scientifico e tecnologico ci stanno portando verso una nuova interazione con i cittadini. La verità è che siamo figli di una società estinta. La società, come la concepiamo, non esiste più”.

 

Il “Congresso del Futuro” sarà senza dubbio un’occasione d’oro per i politici cileni che, dopo un anno devastante per la credibilità delle istituzioni politiche ed economiche del Paese, in questo momento cercano di riconquistare la fiducia delle persone. “Stiamo approvando determinate leggi – prosegue il senatore Girardi – per risolvere il problema della corruzione e del finanziamento alla politica, ma non credo che riavremo la fiducia dei cittadini poiché la crisi è molto più grande. Riottenere la fiducia per me vuol dire ricostruire la comunità. Parlo di una comunità in cui la ricchezza non è sinonimo di risorse economiche e in cui non vi è spazio per l’individualismo”.

 

Le ombre sul governo del presidente Bachelet

Per il presidente del Cile, Michelle Bachelet, il 2015 si è chiuso con il punto più basso della sua carriera politica. Gli scandali sui finanziamenti illeciti e sulla corruzione hanno danneggiato forse irrimediabilmente il suo governo, soprattutto perché tra i principali accusati ci sono suo figlio e sua nuora. Nell’ultima intervista rilasciata lo scorso anno, il presidente ha riconosciuto che “il 2015 è stato il peggior anno. Non vedo l’ora che finisca. Spero che le cose migliorino”.

 

In un Paese come il Cile, in cui in una manciata di decenni si è passati dal vivere in una delle più feroci dittature al mondo al muoversi con una certa libertà e al boom economico dovuto principalmente all’esportazione del rame, i cittadini si trovano oggi in bilico tra le cicatrici del passato e la promessa di un futuro prospero. I cileni di oggi hanno però una caratteristica che li accomuna: non perdonano e ci vorranno perciò molte edizioni del “Congresso del Futuro” prima che possano tornare a guardare alle istituzioni con fiducia.