COREA DEL NORD -

Il neo presidente americano respinge le ultime minacce di attacco nucleare lanciate Kim Jong Un. Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud preparano un piano di sanzioni per disinnescare il pericolo nordcoreano

Kim Jong Un

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di Priscilla Inzerilli

 

La ricerca e lo sviluppo di armamenti all’avanguardia in Corea del Nord sta procedendo attivamente e i preparativi per il test di lancio di un missile balistico intercontinentale sono prossimi alla conclusione. Questo è quanto annunciato il primo gennaio dal leader nordcoreano Kim Jong-un, nel suo consueto discorso di fine anno di fronte alle telecamere dell’emittente di Stato KCTV. Pyongyang ha ormai acquisito a tutti gli effetti lo status di potenza nucleare, ha affermato Kim Jong-un definendo la Corea del Nord una “potenza militare dell’Est”, che non teme l’attacco neanche da parte del “nemico più forte”.

 

La presa di posizione di Trump

Tra i primi briefing di intelligence richiesti dal neo presidente americano Donald Trump vi è proprio quello relativo al programma nucleare della Corea del Nord, i cui progressi iniziano a suscitare sentimenti di preoccupazione anche negli esperti più scettici.

 

Il tycoon newyorkese ha affidato a Twitter il proprio commento sull’operato del governo nordcoreano. “La Corea del Nord – si legge sul profilo ufficiale del neo presidente USA – ha appena affermato di essere prossima alla messa a punto di un’arma nucleare capace di raggiungere alcune aree degli Stati Uniti. Ciò non accadrà mai!”. Immediata è stata anche la reazione da parte della comunità internazionale, che ha duramente condannato le parole di Kim Jong-un. Dopo un meeting a Seoul, i delegati per il nucleare di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud si sono accordati per imporre nuove sanzioni contro la Corea del Nord, che comprendono la limitazione delle esportazioni di carbone, una delle principali fonti di reddito per Pyongyang.

 

Donald Trump(Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump)

 

I nuovi test missilistici annunciati da Pyongyang

L’eventuale successo del test di lancio di un missile balistico intercontinentale, comunemente detto ICBM (Intercontinental Ballistic Missile), rappresenterebbe infatti un serio pericolo per il territorio degli Stati Uniti e per i suoi alleati in Asia. Si stima che il missile balistico a medio raggio Musudan possieda infatti una gittata compresa tra i 2.500 e i 4.000 km, in grado dunque di raggiungere e colpire il Giappone e la vicina Corea del Sud, nonché le basi militari americane presenti sull’isola di Guam e nelle Hawaii.

 

ICBM Sohae Space Center(Un test di lancio di un missile balistico ICBM nella provincia nordcoreana di Cholsan County)

 

Il fulcro degli sforzi del governo nordcoreano è attualmente rappresentato da due aspetti. Il primo è l’implementazione di una tecnologia che consenta di realizzare un veicolo di rientro, dotato di caratteristiche strutturali che permettano di effettuare il rientro nell’atmosfera terrestre e il controllo del carico utile, ovvero la testata nucleare montata all’interno dell’ogiva del missile. L’esperimento più significativo in tal senso è stato effettuato da Pyongyang lo scorso febbraio 2016, con la prova di lancio di un razzo a lunga gittata, il cui scopo – puramente scientifico, secondo quanto dichiarato dalle autorità nordcoreane – sarebbe stato quello di testare la messa in orbita di un satellite.

 

Il secondo aspetto riguarda invece il processo di miniaturizzazione delle testate nucleari, permettendone il trasporto e il montaggio all’interno di missili a lunga gittata, come quello utilizzato sempre nel test del febbraio 2016 per la messa in orbita del satellite per le osservazioni terrestri “Kwangmyongsong-4”, che gli esperti americani, giapponesi e sudcoreani avevano però ritenuto essere un ICBM “mascherato” da razzo vettore. A guidare le decisioni di Kim Jong-un riguardo il prossimo test missilistico, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, che ha citato le parole di un ex ufficiale militare della Corea del Nord rifugiatosi a Seoul, sarà in buona parte l’atteggiamento dell’amministrazione Trump nei confronti dell’operato del governo nordcoreano.

 

Pyongyang ha inoltre minacciato di proseguire nello sviluppo della propria capacità di attacco nucleare preventivo, qualora gli Stati Uniti e la Corea del Sud continueranno a condurre esercitazioni militari congiunte e a portare avanti progetti di cooperazione militare, come quello relativo alla realizzazione del sistema anti-missile THAAD (Terminal High Altitude Area Defense); accordo che rischia però ora di saltare, dal momento che la presidente sudcoreana Park Geun-hye, investita da uno scandalo politico senza precedenti, sembra ormai prossima alle dimissioni.

 

Cronologia dei test compiuti dalla Corea del Nord nel 2016

 

COREA NORD NUCLEARE

 

 

6 gennaio 2016: Pyongyang esegue il test di detonazione di quella che le autorità nordcoreane hanno definito una bomba H. Tuttavia, secondo gli esperti internazionali, la potenza detonativa non corrisponderebbe a quella di una bomba a idrogeno. Nel marzo 2016, in risposta al test del 6 gennaio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adotta all’unanimità la risoluzione 2270, che espande le sanzioni esistenti e vieta alla Corea del Nord l’utilizzo della tecnologia dei missili balistici, anche se finalizzato al lancio di un satellite nello spazio.

 

6-7 febbraio 2016: Lancio di un razzo a lunga gittata dalla base di Tongchang-ri, finalizzato – secondo il governo nordcoreano – alla messa in orbita del satellite denominato Kwangmyongsong-4. Dopo aver sorvolato l’arcipelago di Okinawa, alcuni frammenti del razzo sono finiti nelle acque del Pacifico e nell’area compresa tra il Mar Giallo e il Mar Cinese Orientale.

 

15 aprile 2016: Per la prima volta la Corea del Nord effettua, senza successo, il test di lancio del missile balistico a medio raggio Musudan.

 

23 apr 2016: Lancio di un missile balistico da sottomarino, il cui volo termina dopo pochi minuti in un’esplosione. Una settimana dopo vengono lanciati altri due missili Musudan. Entrambi i test falliscono.

 

30 maggio 2016: Quarto test di lancio di un missile a medio raggio Musudan, anch’esso fallito.

 

21 Giugno 2016: Pyongyang svolge altri due test sui missili balistici Musudan. Questa volta, uno dei test può considerarsi un successo parziale.

 

9 Luglio 2016: Secondo lancio di un missile balistico sparato da un sottomarino.

 

3 agosto 2016: Viene effettuato il lancio di un ICBM che finisce a circa 124 miglia al largo delle coste giapponesi.

 

24 Agosto 2016: L’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap riferisce di un nuovo lancio di un missile balistico sottomarino al largo della costa orientale del Paese, nei pressi della città di Sinpo.

 

5 settembre 2016: La Corea del Nord effettua il lancio di tre missili a medio raggio di classe Rodong.

 

9 Settembre 2016: In occasione del 68° anniversario della fondazione della Corea del Nord, Pyongyang svolge il suo quinto test nucleare. Secondo alcune stime, l’esplosione sarebbe stata equiparabile se non più potente di quella provocata dalla bomba sganciata su Hiroshima.