COREA DEL NORD -

Terzo approfondimento sulla crisi in Corea del Nord: la capacità missilistica di Pyongyang, il sistema di difesa americano, gli scenari in caso di attacco nucleare

kim jong un_trump

Vai alla scheda paese Commenta l'articolo (0)

Scenari apocalittici giungono dalla penisola coreana, dove le esercitazioni congiunte Stati uniti-Corea del Sud-Giappone di marzo e la minaccia di nuove sanzioni non hanno determinato la de-escalation sperata. Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha, infatti, ribadito gli anatemi classici che la propaganda del regime affida da sempre alle pagine del quotidiano ufficiale del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord. Si profila dunque un periodo di crescenti tensioni nell’area.

 

Ma qual è oggi il rischio concreto dell’escalation militare asiatica?

 

A costituire uno scenario imprevedibile è invece la minaccia di un attacco nucleare. La dottrina strategica globale degli Stati Uniti non prevede la libera proliferazione del nucleare e non permetterà mai che uno Stato, classificato come «rogue» ossia “canaglia”, si discosti da questo comandamento. Per anni, gli esperti statunitensi hanno monitorato gli accadimenti a nord del 38esimo parallelo, in ragione della crescente attività militare segreta del regime di Pyongyang. Raggiunta l’effettiva capacità nucleare, le attenzioni degli americani si sono progressivamente concentrate sui lanci in orbita dei missili nordcoreani e sull’applicazione possibile di questa tecnologia (principalmente, di provenienza russa).

 

COREA NORD MISSILI

 

Il problema che si pongono gli americani è, ovviamente, la distanza che i missili nordcoreani potrebbero coprire. Facile affermare che un attacco improvviso avrebbe come principale obiettivo Seoul. Ma potrebbe Pyongyang aver previsto anche un attacco missilistico diretto verso gli Stati Uniti? Questo è il punto per Washington.

 

Come già dimostrato dal successo del lancio in orbita di un satellite nel dicembre 2012, la Corea del Nord dispone certamente di un missile balistico intercontinentale (ICBM) in grado di minacciare direttamente gli USA (ben oltre le isole Hawaii). Tale capacità d’impatto era stata prevista sin dal 2008 e dimostrerebbe che la Corea del Nord è ormai in grado di miniaturizzare testate nucleari da montare sui missili, sufficientemente accurati per rappresentare una seria minaccia nucleare per gli Stati Uniti, le cui basi anti-missilistiche a Guam, in Alaska e California avrebbero comunque sufficiente capacità di deterrenza. Qui è operativo il famoso sistema THAAD, Terminal High Altitude Area Defense, concepito dalla Lockheed Martin nel 2008.

 

 

THAAD USA COREA NORD

L’attacco EMP

Ciò che il Pentagono teme di più – e di cui non si parla mai – è però un attacco “EMP”: ossia un attacco da impulso elettromagnetico. Si tratta di un dispositivo che, per raggiungere il suo scopo, non necessita di grande precisione e che potrebbe detonare ovunque nei cieli americani, anche ad alta quota (fino a 30 chilometri di altezza). Ciò significa che anche un solo aereo nordcoreano sfuggito ai radar sarebbe in grado di costituire una seria minaccia. È, per dirla con la cinematografia, l’arma finale che Pyongyang avrebbe in serbo per Washington, anche se a dirla tutta si tratta di supposizioni e non vi sono prove concrete che quest’arma sia operativa.

 

EMP ATTACK USA

 

In ogni caso, l’esplosione di una simile testata, specie se nucleare, sarebbe capace di generare un impulso simile a una tempesta solare, in grado di annientare in un attimo tutte le difese elettroniche con evidenti conseguenze per le infrastrutture critiche di un paese altamente tecnologico come gli Stati Uniti: la rete elettrica, le telecomunicazioni, la rete idrica, le banche potrebbero essere disattivate da un solo missile, compromettendo drasticamente il livello di civiltà raggiunto dagli USA e riportandoli a una situazione comparabile con quella degli anni Cinquanta.

 

È un po’ la teoria degli attacchi hacker alle infrastrutturecritiche, ma questa via sarebbe ancora più semplice e veloce. A conferma dell’esistenza in Corea del Nord di una testata cosiddetta “Super EMP” vi sarebbero fonti sia dell’intelligence russa che cinese, le quali hanno certo avuto un ruolo nell’operazione, che tuttavia potrebbe costituire anche una messinscena per ragioni di propaganda e deterrenza.

 

LEGGI ANCHE

APPROFONDIMENTO 1: SCONTRO POLITICO

APPROFONDIMENTO 2: ATTACCO CONVENZIONALE