COREA DEL NORD -

Il nuovo test missilistico di Pyongyang e le esercitazioni navali congiunte tra Mosca e Pechino nelle acque del Mar Cinese Meridionale alimentano le preoccupazioni di Washington e lo stato di tensione nello scacchiere asiatico

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Di Priscilla Inzerilli

Nella mattina di martedì 20 settembre la Corea del Nord ha dichiarato di aver effettuato un nuovo test di lancio per la messa in orbita di satelliti. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa nordcoreana KCNA, che ha diffuso la notizia, il test di accensione – avvenuto con successo – di un nuovo motore ad alta potenza per razzi vettori, sarebbe finalizzato al lancio di vari tipi di satellite, “compreso quello che permette di osservare tutta la Terra”.

Le operazioni, supervisionate da Kim Jong-un in persona, si sono svolte nella costa nordoccidentale di Sohae, nel medesimo sito in cui lo scorso febbraio si è svolto il test di lancio di quello che Pyongyang aveva definito un razzo-satellite, ma che la comunità internazionale aveva invece condannato, considerandolo una sperimentazione per la messa a punto di una tecnologia balistica a lunga gittata, mascherata da test scientifico.

Secondo KCNA, il test del funzionamento del motore ad alta potenza rientrerebbe nel programma di esplorazione dell’universo portato avanti dal governo nordcoreano.

 

L’ultimo test nucleare effettuato da Pyongyang lo scorso 9 settembre, che ha provocato un’esplosione di entità simile a quella della bomba atomica sganciata su Hiroshima, ha destato i timori del presidente americano Barack Obama. All’ultima Assemblea Generale delle Nazioni Unite Obama ha incontrato il premier cinese Li Keqiang, con il quale ha discusso la necessità di una maggiore cooperazione per far fronte a minacce alla sicurezza come quella rappresentata dal nucleare nordcoreano.

Ad accrescere le preoccupazioni di Washington si sono poi aggiunti i war games, denominati Joint Sea 2016, condotti la scorsa settimana da Mosca e Pechino nelle acque del Mar Cinese Meridionale, un’area ricca di risorse su cui la Cina e diversi altri Paesi, come le Filippine e il Vietnam, rivendicano la propria sovranità esclusiva.

Secondo una sentenza emessa dal Tribunale dell’Aja – immediatamente respinta da Pechino come “unilaterale” – le pretese di sovranità territoriale della Cina sono state definite in contrasto con la convenzione ONU sul diritto del mare, non essendoci più “alcuna base legale per rivendicare diritti storici sulle risorse del Mar Cinese Meridionale”.

Secondo gli esperti militari, tuttavia, la zona in cui si sono svolte le operazioni – nelle acque a largo della provincia del Guangdong – si troverebbe al di fuori dell’area oggetto di contesa.

Lo schieramento delle forze navali russe e cinesi (che comprendono i cacciatorpediniere anti-sommergibile come l’Admiral Tributs e l’Admiral Vinogradov e i cacciatorpediniere multiruolo tipo 052B classe Guangzhou e tipo 052C classe Zhengzhou) in una zona “calda” come quella del Mar Cinese Meridionale, sono apparse come una dimostrazione di forza nei confronti dei progetti di egemonia USA nella regione.

Queste esercitazioni navali si tengono in realtà regolarmente da cinque anni e fanno parte di un più ampio programma di cooperazione militare tra i due Paesi, avviato nel 2005.

La cooperazione militare tra Cina e Russia, ha affermato il vice comandante della Marina russa Alexander Fedotenkov, non è diretta contro alcun Paese in particolare, ma vuole focalizzarsi sulla lotta contro la pirateria e sul sostegno alla libera navigazione, con l’unico proposito di “difendere i comuni interessi e garantire la sicurezza in tutte le aree degli oceani del mondo”.