COREA DEL NORD -

Gli USA pronti a lanciare una guerra preventiva contro per fermare il dittatore Kim Jong Un. In attesa di nuovi test missilistici, Pyongyang risponde con la propaganda

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«Se mi chiedete se stiamo preparando piani per una guerra preventiva rispondo di sì». A dirlo è stato il 5 agosto in tv H.R. McMaster in tv, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Un affondo deciso sferrato nel giorno in cui dopo un accordo raggiunto con la Cina i Paesi membri delle Nazioni Unite hanno votato all’unanimità un piano di sanzioni economiche senza precedenti contro il regime di Kim Jong-un. «Trump è stato molto chiaro su questo – ha dichiarato McMaster -. Ha detto che non tollererà più le minacce della Corea del Nord. Per lui è intollerabile che abbiano armi nucleari che possano minacciare gli Usa. L’opzione militare è dunque sul tavolo».

 

Le navi e i caccia schierati dagli USA

Dunque il livello di tensione tra Washington e Pyongyang ha ormai raggiunto un picco storico, e non solo dal punto di vista diplomatico. La portaerei USS Carl Vinson stanzia da giorni al largo delle coste della penisola coreana insieme a tre cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke-class – lo USS Wayne E. Meyer, lo USS Michael Murphy e lo USS Stetham – e all’incrociatore classe Ticonderoga USS Lake Champlain. Alle forze navali statunitensi si sono aggiunti i cacciatorpediniere sudcoreani Yang Manchun e Sejong the Great. Nel complesso, si tratta di uno dei più imponenti “scudi” antimissile che siano mai stati schierati nelle acque del Pacifico.

 

Ohio-class guided-missile submarine USS Michigan(Il sottomarino USS Michigan nel porto sudcoreano di Busan)

 

Lo scorso primo maggio la US Air Force ha inoltre fatto decollare dei velivoli da guerra dalla base aerea di Andersen, nell’isola di Guam, dispiegando due bombardieri strategici B-1 nell’ambito di un’esercitazione congiunta con gli alleati sudcoreani e giapponesi. Gli stessi bombardieri già ad aprile avevano sorvolato i cieli della Corea del Sud, avvicinandosi allo spazio aereo dell’Australia e dell’area del Mar Cinese Meridionale.

 

Come era prevedibile, le operazioni trilaterali congiunte tra Washington, Tokyo e Seoul sono state immediatamente denunciate dai media nordcoreani come «provocazioni militari». Secondo l’emittente di stato KCTV, le operazioni stanno rendendo la situazione nella penisola coreana sempre più instabile e sempre più «vicina a una guerra nucleare».

 

Il contributo degli alleati asiatici

Secondo un portavoce della US Air Force, queste operazioni sono invece la prova della stabilità e della volontà di rafforzamento della cooperazione trilaterale tra gli alleati per contrastare «le minacce regionali comuni».

 

La minaccia nucleare nordcoreana ha spinto i vicini più prossimi di Pyongyang, Giappone e Corea del Sud, a stanziare ingenti risorse economiche e tecnologiche per implementare le proprie capacità militari, che rimangono in ogni caso fortemente vincolate al supporto degli Stati Uniti – presenti in Giappone con circa 50mila unità di personale militare e in Corea del Sud con poco meno di 40mila uomini – e al loro contributo tecnologico, come nel caso del sistema di difesa d’area terminale ad alta quota THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), recentemente dislocato a sud della capitale sudcoreana Seul.

THAAD

 

Il sistema antimissile THAAD è simile al suo corrispettivo per le unità navali, l’Aegis Ballistic Missile Defense System. È stato sviluppato dalla Lockheed Martin Space Systems e progettato per intercettare missili a raggio corto, medio e intermedio, come quelli di tipologia Scud, missile a corto raggio di derivazione sovietica, sul quale il regime di Pyongyang ha dichiarato di essere in grado di montare testate nucleari miniaturizzate, ma anche biologiche e chimiche. Questa tipologia di missile, frequentemente utilizzata dalla Corea del Nord per i test di lancio effettuati negli ultimi anni, è stata esportata anche all’estero dal regime nordcoreano. Tra gli acquirenti certi c’è la Repubblica Islamica dell’Iran, che ha ricevuto forniture della versione denominata Hwasong-6, missile di gittata compresa tra i 300 e i 500 chilometri.

di Priscilla Inzerilli

(Articolo pubblicato il 9 maggio 2017)