BRASILE -

Sospesa per i prossimi 180 giorni la Rousseff dovrà difendersi dall’accusa di falsificazione dei bilanci dello Stato. Coinvolto nell’inchiesta anche il leader dell’opposizione Aecio Neves

Brazil's President Rousseff arrives to a meeting with jurists at Planalto Palace in Brasilia

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Dopo la Camera anche il Senato brasiliano ha approvato la procedura di impeachment a carico del presidente Dilma Rousseff. L’esito del voto – 55 pareri a favore e 22 contrari – è arrivato al termine di una sessione durata 20 ore e mezza. L’atteso passaggio parlamentare comporta adesso la sospensione della Rousseff dal suo incarico per i prossimi 180 giorni, durante i quali una commissione parlamentare d’inchiesta creata appositamente condurrà le indagini sul caso.

 

 

Durante questo periodo la carica di presidente sarà assunta ad interim dal vice della Rousseff, Michel Temer. Dilma Roussef è imputata per violazioni della normativa fiscale compiute tra il 2014 e il 2015 dalla sua amministrazione per mascherare problemi di bilancio.

 

“L’altra vera spada di Damocle che aleggia su Brasilia scrive Emiliano Guanella, inviato de La Stampa a Rio de Janeiro è la maxi inchiesta sulla corruzione partita dal giro di tangenti nella compagnia petrolifera pubblica Petrobras. Un’inchiesta che non colpisce solo l’ex presidente Lula da Silva, che da oggi torna ad essere un cittadino comune indagato dalla procura di Curitiba, ma anche esponenti della nascente maggioranza di governo. La Corte Suprema deve rispondere alla domanda di revoca dell’immunità parlamentare per il senatore Aecio Neves, presidente del PSDB, il principale partito d’opposizione alleato a Temer e Romero Juca, neoministro di programmazione economica. Lo stesso Temer è stato citato nella delazione del senatore pentito Delcidio Amaral”.