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L’intelligence americana diffonde un dossier esplosivo ma non verificato, che lancia accuse pesantissime sul neo presidente eletto. Ecco il documento integrale (scaricabile in pdf)

TRUMP RUSSIA DOSSIER PDF

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di Luciano Tirinnanzi

@luciotirinnanzi

 

Notizie false, una totale caccia alle streghe politica!. La pensa così il diretto interessato, Donald J. Trump, accusato dai servizi segreti americani di essere sotto ricatto da parte di Mosca sin da quando i russi hanno iniziato a monitorarlo raccogliendo informazioni compromettenti a suo carico, di natura personale e finanziaria, che vanno da una notte spesa al Ritz Carlton di Mosca con prostitute agli affari immobiliari di uomini molto vicini al neo-presidente eletto.

 

Peccato che il castello di carte cada già alle prime righe del dossier – che consta di 35 pagine e le cui parti più succulente sono sottolineate in giallo – che riportano la seguente frase: accuse esplosive, ma non verificate. Se non sono verificate, dunque, non sono neanche attendibili. Di conseguenza, ciò che stupisce è la tempistica con cui esce il dossier: proprio nel giorno in cui Trump dovrà tenere la sua prima conferenza stampa, a nove giorni dal giuramento.

 

TRUMP RUSSIA DOSSIER PDF

IL PDF DEL DOSSIER INTEGRALE SUI PRESUNTI RAPPORTI TRA TRUMP E IL CREMLINO

 

 

Il rapporto “esplosivo” fatto trapelare dai servizi americani – oltre a contenere formule inusuali e catalogazioni che non appartengono ai protocolli dei servizi d’intelligence – accusa l’entourage del Cremlino di aver coltivato per cinque anni la candidatura di Trump alla Casa Bianca allo scopo di creare divisioni nell’alleanza occidentale e di influenzarne la politica. Le 35 pagine sarebbero dunque collegate al rapporto classificato e più ampio sulla presunta interferenza da parte della Russia nell’elezione presidenziale degli Stati Uniti, che abbiamo già commentato.

 

Trump Putin(Danilovgrad, Montenegro: un manifesto ritrae insieme Trump e Putin)

 

 

Il dossier sarebbe opera di un ex agente dell’intelligence britannica, commissionato da alcuni oppositori repubblicani di Trump, che volevano tagliarlo fuori dalla corsa alle primarie. Ma, dopo che Trump ha sbaragliato la concorrenza nel partito, il dossier sarebbe finito nelle mani dei democratici, quindi dell’FBI e degli agenti segreti americani e, infine, sul tavolo dello stesso presidente Barack Obama. Il quale aveva prudentemente preferito non farlo pubblicare sinora, probabilmente perché è un patriota o perché consapevole che non avrebbe potuto incidere sulla nomina presidenziale del 20 gennaio. Ma ora lui stesso, o qualcuno che “vuole bene” a Obama e ha in odio Trump, ha deciso di far trapelare la notizia a poche ore dall’ultimo discorso alla nazione del presidente uscente, e adesso si gusta la sua personale vendetta osservando Trump sudare sette camicie per smentire la serie di accuse infamanti.

 

Che sia una “patacca” o un originale, in ogni caso il documento era tutt’altro che ignoto negli ambienti della politica americana e già da mesi circolava nelle redazioni dei media come fra gli esperti d’intelligence. Nessuno, però, aveva osato pubblicarlo sinora poiché le informazioni contenute in quelle 35 pagine non erano – e al momento non sono – verificabili.

 

CLINTON FBI

 

Ciò che sappiamo per certo, sinora, di questo dossier è che: i servizi americani lo hanno diffuso perché lo ritengono stranamente “credibile”; sia Donald Trump sia il convitato di pietra Vladimir Putin lo ritengono al contrario infondato; era stato commissionato per uscire durante le primarie del partito repubblicano; è stato redatto da un ex agente britannico e poi passato all’FBI; al momento, non contiene accuse provate.