GERMANIA -

Modalità e tempistiche, oltre al linguaggio nella lettera di rivendicazione, gettano ombre e dubbi sulla reale matrice dell’attentato. Potrebbe essere un cambio di tattica degli islamisti, ma per ora il condizionale è d’obbligo

DORTMUND ATTENTATO STADIO

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di Luciano Tirinnanzi 

Vi sono alcune singolarità nel caso dell’attentato di Dortmund avvenuto martedì 11 aprile 2017 al passaggio del pullman della squadra di calcio del Borussia Dortmund, poco prima che questa raggiungesse lo stadio per disputare la partita di Champions League contro il Monaco.

 

La pista islamista inizialmente battuta dagli inquirenti ancora non convince appieno. Non solo per il dietrofront delle autorità giudiziarie tedesche, che giovedì 13 aprile hanno smentito la pista dell’islamista iracheno inizialmente arrestato – «non avrebbe alcun legame con l’attentato», dicono – e che rafforzano così i dubbi su questo “strano attentato”, ma anche per alcuni elementi. In particolare, la dinamica e la rivendicazione.

 

Il tipo di esplosivo usato

Il primo dubbio riguarda l’esplosivo rinvenuto sul posto: plastico militare oppure bombe carta? Di certo, sappiamo che le tre bombe erano nascoste tra i cespugli, pronte per essere azionate a distanza nel momento in cui sarebbe passato il pullman dei giocatori, come peraltro poi avvenuto con uno solo di questi ordigni, che ha provocato danni per fortuna risibili (un vetro rotto e un solo ferito non grave).

 

Solitamente, i jihadisti prediligono l’uso di bombe artigianali per praticità e per necessità, avendo raramente a disposizione del plastico di tipo militare, che almeno in Europa è più difficile da reperire (anche se non impossibile, vedi gli attentati in Francia).

 

DORTMUND ATTENTATO

 

Ma di certo non confezionano bombe carta, che sono invece una prerogativa degli ambienti degli ultras calcistici così come degli anarco-insurrezionalisti e dei black bloc. Ancora non sappiamo con precisione quale tipo di esplosivo sia stato usato con precisione ma, in ogni caso, non è questo il principale elemento che getta incertezza sul fatto.

 

La rivendicazione

L’elemento a destare maggiori dubbi riguarda la rivendicazione: tre lettere identiche che sarebbero state rinvenute nei pressi del pullman e del luogo dell’attentato. Ecco il testo:

 

«Nel nome di Allah il misericordioso e il compassionevole, 12 infedeli sono stati uccisi in Germania dai nostri fratelli. Ma apparentemente, Merkel, non t’importa dei tuoi sporchi, miseri sudditi. I tuoi Tornado stanno ancora volando sul califfato per uccidere musulmani. Noi, nonostante ciò, non cediamo grazie ad Allah. In questo momento, tutti gli infedeli attori, cantanti, atleti e altre persone note in Germania e nelle altre nazioni dei crociati sono sulla lista della morte dello Stato Islamico. E sarà così fino a quando non saranno soddisfatte queste condizioni: ritirate i Tornado dalla Siria; la base aerea di Ramstein deve essere chiusa».

 

BORUSSIA DORTMUND PULLMAN ATTENTATO(La fiancata del pullman del Borussia Dortmund colpita dall’esplosione)

 

Ora, la richiesta di ritirare i «Tornado dalla Siria» e di chiudere «la base aerea di Ramstein» apparentemente stride – e non poco – con i classici comunicati che la galassia jihadista, e lo Stato Islamico in particolare, solitamente diffonde dopo un attacco. Il linguaggio usato, i riferimenti e soprattutto le richieste al governo non appartengono pienamente alla mentalità islamista.

 

Ecco, ad esempio, un tipico comunicato ufficiale dello Stato Islamico, in questo caso relativo alle bombe all’aeroporto di Zaventem, Belgio, del 22 marzo 2016: «Combattenti dello Stato Islamico hanno effettuato oggi una serie di attacchi con cinture esplosive e ordigni, prendendo di mira l’aeroporto e una stazione (centrale) della metropolitana nel centro della capitale belga Bruxelles, Paese che partecipa alla coalizione internazionale contro lo Stato Islamico. I combattenti dello Stato Islamico hanno aperto il fuoco all’interno dell’aeroporto di Zaventem. Molti di loro hanno fatto detonare le loro cinture esplosive, come ha fatto uno dei martiri che ha azionato la sua cintura esplosiva nella stazione della metropolitana di Maelbeek. Gli attacchi hanno portato più di 230 morti e feriti».

 

Questa, invece, la rivendicazione del 14 luglio 2016, in seguito all’attentato nizzardo, quando un islamista si è gettato sulla folla con un tir: «L’autore dell’attacco condotto a Nizza è un soldato dello Stato Islamico. Ha eseguito l’operazione in risposta agli appelli lanciati per colpire i cittadini di Stati che fanno parte della coalizione che combatte lo Stato islamico».

 

La propaganda del jihadismo

Come si nota, entrambi i testi sono diretti agli stessi sostenitori del Califfato, mentre non contengono richieste ad alcun governo. Anche se i governi possono essere citati, raramente sono gli interlocutori e i reali destinatari delle rivendicazioni dei jihadisti. Non è, infatti, questo il loro obiettivo. Attraverso gli attacchi terroristici gli islamisti puntano principalmente a fare propaganda offrendo a un pubblico, il più vasto possibile, continue dimostrazioni della loro forza e della loro pericolosità.

 

Per questo motivo i jihadisti, e lo Stato Islamico in particolare, diffondono le rivendicazioni esclusivamente tramite i social network e attraverso Amaq – la de facto agenzia stampa del Califfato – e mai con lettere, che evidentemente sono destinate ai soli inquirenti.

 

AMAQ ISIS ATTACK (Il comunicato di Amaq con cui ISIS ha rivendicato l’uccisione di 100 soldati iracheni a Fallujah, maggio 2016)  

 

 

Inoltre, solitamente le rivendicazioni arrivano dopo almeno 24 ore dal fatto, per dare il tempo ai complici, ai basisti e agli eventuali terroristi che sono sopravvissuti all’attacco di darsi alla fuga. Nel caso di Dortmund, invece, è tutto il contrario. Si fa ritrovare una lettera, come accadeva nel secolo scorso; ci si rivolge direttamente alla Merkel; si fanno alcune richieste esplicite al suo governo. Un modus operandi che sembra riflettere più la mentalità europea figlia del terrorismo degli anni Settanta e Ottanta, che non del jihadismo moderno.

 

Vedremo nelle prossime ore se gli inquirenti forniranno ulteriori elementi per decifrare l’attacco e comprenderne la reale matrice. L’attacco contro il Borussia Dortmund potrebbe anche segnalare un cambio di tattiche da parte dei jihadisti. Per il momento, tuttavia, il condizionale è d’obbligo.