FEDERAZIONE RUSSA -

Quattro regioni su sei dove un tempo proliferavano i qaedisti dichiarano di sottomettersi alla volontà di Abu Bakr Al Baghdadi. Lo scioglimento di Al Qaeda, dunque, è reale e funzionale alla moltiplicazione del Califfato

Ibragimkhalil Daudov, a leader of an Islamist rebel group in the North Caucasus, poses for a picture in a forest in Dagestan

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Abu Muhammad al Qadari, al secolo Rustam Asilderov, è il leader del Caucaso del Nord e uno dei capi militari dello Stato Islamico nella repubblica russa del Daghestan. Secondo il “Caucasian Knot”, il 21 giugno quattro regioni del Nord del Caucaso denominate “Emirato del Caucaso” hanno giurato fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi, califfo dello Stato islamico, il quale ha accettato il giuramento e ha annunciato anche la creazione di alcuni “uffici di ISIS” nella regione.

 

Il portavoce dello Stato Islamico, Abu Muhammed al-Adnani, ha sigillato l’affiliazione pubblicando online (su Youtube) una dichiarazione nella quale annuncia egli stesso la nascita del “Governatorato del Nord Caucaso”, confermando che a guidarlo è appunto Abu Muhammad al-Qadari. Lo Stato Islamico ha dunque proclamato il “Wilayat Qawqaz”, ennesima provincia del Califfato ad aver giurato fedeltà ai sunniti di Mosul, ma il primo “Wilayat” che ISIS ottiene sul territorio della Russia.

 

 

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L’annuncio di Al Adnani, segue di alcuni giorni altre adesioni al Califfato: i leader dei gruppi islamici delle regioni di Dagestan, di Cecenia, Inguscezia e KBK (Kabarda, Balkaria e Karachay) da oggi sono riuniti sotto la bandiera nera dello Stato Islamico. L’emergere del “Governatorato” su quattro delle sei regioni già parte dell’Emirato del Caucaso a suo tempo proclamato da Al Qaeda, dimostra come fossero da prendere sul serio le parole del leader di Al Qaeda Ayman Al Zawahiri di alcuni mesi fa, secondo cui i membri di Al Qaeda potevano ritenersi svincolati dal giuramento di fedeltà prestato ai tempi di Osama Bin Laden ed erano liberi di aderire a nuove formazioni jihadiste. Cosa che è puntualmente avvenuta. A non aver ancora condiviso il passaggio di fedeltà a favore del Califfo sono rimaste le due regioni di Cherkessia e Nogay.

 

 

Sarà anche per questo che Vladimir Putin ha preso il telefono e ha chiamato Barack Obama il 24 giugno 2015? Se è inverosimile parlare di disgelo tra Washington e Mosca, tuttavia ci sono forse questioni cruciali per le quali vale la pena soprassedere alle prove muscolari in corso nell’Europa dell’Est.