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Expo 2015: i padiglioni di Cile, Argentina ed Ecuador

An Alitalia hostess looks at a model of Airbus 330 before a press conference at Malpensa Airport  near Milan

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di Mariana Diaz Vasquez

 

La fiducia che manca in Italia abbonda in America Latina. Per i Paesi del continente sudamericano l’Expo di Milano rappresenta un’opportunità unica per mostrare al mondo gli sviluppi registrati in ambito sociale, economico e scientifico. Dei 145 Paesi che saranno presenti all’appuntamento, 80 sono nazioni in via di sviluppo. Il Sud America sfrutterà la vetrina di Milano per la promozione dei prodotti che esporta in questi Stati e nel resto del mondo.

 

I rappresentanti diplomatici in Italia dell’Ecuador, Paese che per la prima volta partecipa a un’Expo con un proprio padiglione, affermano di aver investito dieci milioni di dollari. “Con quel denaro avremmo potuto costruire cinque scuole ma abbiamo scelto di essere presenti in Italia – affermano -. Questo dimostra il grande sacrificio che stiamo facendo. Per noi Milano è molto importante”. Gli ambasciatori latinoamericani in Italia si sono riuniti in un evento promosso da Mediatrends America, un osservatorio sull’America Latina, per discutere di ciò che l’Expo può fare per la diffusione della cultura (e non solo) del Sud America.

 

Cile, Argentina, Colombia, Messico, Venezuela sono solo alcune delle nazioni che avranno il proprio padiglione. Nel caso del Cile si tratta di uno spazio di circa 2mila metri quadrati, costruito interamente in legno. “Siamo un Paese di oltre 4mila chilometri di lunghezza e con grandi diversità – spiega l’ambasciatore cileno Fernando Ayala -. Il nostro padiglione comprenderà tutto ciò, dal deserto alla Patagonia. Ci sarà spazio per la letteratura, la musica, la danza e l’alimentazione”. Il padiglione sarà inaugurato il primo maggio in presenza del ministro degli Esteri cileno. A giugno, invece, è prevista la visita del presidente Michelle Bachelet.

 

Per il governo argentino, Milano sarà lo scenario internazionale in cui far conoscere la propria posizione riguardo temi come la finanza internazionale, la disuguaglianza e l’integrazione. Il ministro plenipotenziario dell’ambasciata argentina in Italia, Carlos Cherniak, sottolinea che si tratta di “un’opportunità di mostrarci così come siamo, senza intermediari”. Il ministro svela inoltre i quattro assi su cui punta l’Argentina: “L’Argentina alimenta il suo popolo, il mondo, la conoscenza e il dibattito”.

 

Dunque il mondo latinoamericano guarda oltre le polemiche legate all’Expo e mira ad approfittare al massimo della visibilità che avrà nei sei mesi di durata dell’evento, nella convinzione che anche l’Italia riuscirà a essere all’altezza della situazione. La domanda, però, sorge spontanea: fanno bene a essere così fiduciosi nel nostro Paese?