CUBA -

Leader della rivoluzione comunista cubana, è morto all’età di 90 anni. Storia e immagini, dalla Baia dei Porci al disgelo con gli USA

Fidel Castro

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di Rocco Bellantone

@RoccoBellantone

 

Fidel Castro, ex presidente cubano, leader della rivoluzione comunista nell’isola del Centro America, è deceduto all’età di 90 anni. Dato più volte per morto negli ultimi anni, da tempo le sue condizioni di salute non erano buone. La notizia della scomparsa è stata data la sera del 25 novembre (le 04:29 in Italia) dal fratello Raul, attuale presidente di Cuba, alla tv di stato cubana. “Caro popolo di Cuba: è con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della Nostra America e del mondo, che oggi 25 novembre del 2016, alle 10.29, ore della notte, è deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz. Nel compiere l’espressa volontà del compaño Fidel i suoi resti saranno cremati sabato 26 novembre”. “Hasta la victoria siempre”, ha concluso il suo messaggio Raul Castro visibilmente commosso.

 

Fidel Castro, dalla rivoluzione al disgelo con gli USA 

Politico e rivoluzionario, nato a Biran nel 1926, Fidel Castro irrompe nella storia cubana all’inizio degli anni Cinquanta del Novecento. All’epoca l’isola era sotto il regime militare di Fulgencio Batista, salito al potere nel 1934 guidando una sollevazione militare sostenuta dagli Stati Uniti. Dopo il fallimento di un primo tentativo insurrezionale nel 1953 (episodio noto come “assalto alla Caserma Moncada”), Fidel Castro, insieme al medico argentino Ernesto Che Guevara, organizza un esercito di volontari denominato “Movimento 26 Luglio” che, dalla Sierra Maestra attraversando l’intera isola, affronta l’esercito nazionale.

 

File picture of Fidel Castro smoking a cigar during interview with the press in Havana(Fidel Castro a L’Avana, 1975)

 

Con la decisiva battaglia di Santa Clara del 30 dicembre 1958, Batista è costretto a fuggire mentre Castro sale al potere come primo ministro avviando la Rivoluzione cubana, organizzata sotto il partito unico e caratterizzata dall’espropriazione dei latifondi e dalla nazionalizzazione di tutte le imprese. Questa politica compromette gli interessi delle compagnie americane e di conseguenza le relazioni con gli Stati Uniti: il 16 aprile 1961 il presidente americano Kennedy appoggia uno sbarco armato sulle coste della Baia di Porci nel tentativo, fallimentare, di organizzare una controrivoluzione. Dieci giorni dopo viene decretato l’embargo totale su Cuba, che da allora si appoggia economicamente all’Unione Sovietica. Nel 1962 l’installazione di impianti missilistici sovietici a Cuba porta alla cosiddetta “crisi dei missili”, che si conclude con un accordo tra Kennedy e Kruscev.

 

Fidel Castro_Ernesto "Che" Guevara(Fidel Castro insieme a Ernesto Che Guevara a L’Avana, foto degli anni Sessanta)

 

Dopo decenni di monopolio di Stato, negli anni Novanta il governo di Fidel Castro ha iniziato una politica di apertura economica verso investitori stranieri, promuovendo gradualmente lo sviluppo delle imprese private soprattutto nel settore turistico, diversificando la produzione agricola e introducendo una moneta parallela a quella nazionale per il turismo e l’acquisto di beni di lusso (peso cubano convertibile) il cui valore è pari a quello del dollaro statunitense.

 

Raul Castro(L’Avana, 25 novembre 2016: Raul Castro annuncia la morte del fratello Fidel)

 

Fidel Castro è rimasto saldamente al potere fino al 2008, quando ha annunciato il suo ritiro a favore del fratello Raul, oggi al suo secondo mandato presidenziale. Da allora, sono state adottate diverse riforme che hanno portato alla liberalizzazione di alcuni settori dell’economia. Il 19 aprile 2011 Fidel Castro si è dimesso anche dalla carica di segretario del Partito Comunista Cubano.

 

Fidel_Castro_Hugo_Chavez
(Fidel Castro insieme ad Hugo Chavez a L’Avana, 13 agosto 2006)

 

Riconosciuto fino al giorno della sua morte come il padre della rivoluzione cubana, nel 2015 ha assistito allo storico disgelo tra Stati Uniti e Cuba sancito dalla visita di Barack Obama all’Avana nel marzo scorso. Pochi mesi fa nel suo discorso di commiato al settimo congresso del Partito Comunista aveva di fatto annunciato la sua uscita di scena: “Presto sarò come tutti gli altri. Il tempo arriverà per tutti noi, ma gli ideali del comunismo cubano resteranno”.

 

Castro si è spento lasciandosi alle spalle immagini contrastanti: da una parte quelle di commozione a L’Avana, dove un intero Paese si raccoglierà per i suoi funerali; dall’altra quelle di gioia degli anti-castristi che hanno festeggiato per le strade di Little Havana a Miami la notizia della sua morte.

 

Ciò che è certo è che con la scomparsa di Fidel Castro se ne va un pezzo importante della storia del Novecento. Fidel Castro è stato il “leader maximo”, il rivoluzionario comunista capace di “sopravvivere” a dieci presidenti degli Stati Uniti. Per esuli e avversari politici un dittatore brutale che ha tenuto nella povertà il popolo cubano accentrando potere e ricchezze nelle sue mani. Per altri l’uomo in grado di condurre per oltre mezzo secolo quella che, nel bene e nel male, è stata la lotta di un piccolo popolo contro il capitalismo americano.