STATI UNITI D'AMERICA -

Il vertice del partito si schiera irritualmente contro il suo candidato, nel timore di non riuscire a controllarlo se eletto presidente. Il GOP si spacca sulla figura di Trump. (LEGGI IL TESTO INTEGRALE)

Republican U.S. presidential nominee Donald Trump speaks to the Detroit Economic Club at the Cobo Center in Detroit, Michigan

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Appena resa pubblica la sua orgogliosa ricetta economica, e nel bel mezzo della bufera per la battuta choc “il popolo del secondo emendamento (quello delle armi, ndr) potrebbe fermare Hillary Clinton“, Donald Trump deve affrontare anche un serio problema in casa propria. Una lettera parta firmata da 50 autorevoli esperti repubblicani della sicurezza nazionale diffida i repubblicani dal votare Donald Trump alle presidenziali di novembre poiché “sarebbe il più spericolato Presidente nella storia Americana”. L’irrituale, ambigua e persino scorretta lettera aperta irrompe nella campagna elettorale nel momento di maggior difficoltà apparente di Trump, e tenta di influenzare negativamente la sua corsa alla Casa Bianca facendo appello ai rischi per la sicurezza interna di un paese che potrebbe pentirsi di aver affidato a Trump “il comando dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti”.

 

Donald Trump non si è fatto scalfire dalla lettera al vetriolo dei suoi colleghi di partito che hanno militato nelle istituzioni quando ancora lui non aveva in testa la carriera politica, e ha bollato l’iniziativa come il prodotto della “failed Washington élite” ovvero l’élite dei falliti repubblicani che cercano un posto al sole nei palazzi del potere della capitale senza più riuscire a trovarlo. Tra questi, c’è anche l’ex direttore della CIA Michael Hayden, oltre a numerosi altri “ex” che hanno servito il paese coltivando principalmente le sue relazioni estere.

 

 

 

Protesters shout outside the Republican National Committee where Trump was meeting Speaker of the House Paul Ryan on Capitol Hill in Washington(proteste durante una convention repubblicana a Washington D.C.)

 

Il passaggio forse più sentito di questa missiva è quello in cui si sottolinea il timore che The Donald sconvolga l’ordine costituito in politica estera e si complimenti “con insistenza con i nostri avversari e minaccia i nostri alleati e amici” (leggasi Russia e Vladimir Putin) quando invece, secondo i firmatari della lettera, dovrebbe conformarsi alle linee guida delle precedenti amministrazioni. Ma, soprattutto, stupisce l’analisi psicologica e la lettura caratteriale del candidato. Scrivono i “ribelli” repubblicani che “a Mr. Trump manca il temperamento per essere presidente” così come“mancano il carattere, i valori” e ancora “gli manca l’auto-controllo e agisce impetuosamente”.

 

Se questa lettera aperta potrebbe anche far sorridere per la banalità e l’ovvietà delle argomentazioni, è pur vero che lo sgambetto dei “50 autorevoli esperti repubblicani” non è un fatto positivo per il GOP. Il partito repubblicano rischia seriamente di spaccarsi sulla figura presidenziale di Trump, eppure lo ha eletto lo stesso alla convention di Cleveland e il suo consenso tra il popolo dell’elefantino – che lo ha votato a valanga – ha letteralmente sconvolto quanti nel Grand Old Party erano abituati a tutt’altre dinamiche interne. Lo stravolgimento dei riti repubblicani ha disorientato totalmente la dirigenza del partito, che adesso si ritrova isolata rispetto al popolo che, come Clint Eastwood (il suo è l’ultimo di una serie di endorsement del mondo dello spettacolo), è stanco di ipocrisie e di infingimenti dettati dal calcolo politico. E tutto si può dire di Trump tranne che non sia trasparente, anche quando non converrebbe esserlo.

 

Speaker of the U.S. House of Representatives Paul Ryan (R-WI) speaks at the Republican National Convention in Cleveland(lo speaker della Camera, Paul Ryan)

 

Questa schizofrenia al vertice del partito deriva forse dalla constatazione che i repubblicani in sella al Congresso temono di perdere a breve sia il proprio posto di lavoro sia la maggioranza conquistata durante i due mandati dell’Amministrazione Obama. Rivelatore di questi timori è il recente caso del mancato endorsement di Trump alla rielezione al Congresso dello speaker della Camera Paul Ryan, un appoggio che nei giorni scorsi gli aveva negato gettando scompiglio nel Grand Old Party, salvo poi fare dietrofront su suggerimento del suo vice Mike Pence. “Non saremo d’accordo su tutto – ha chiuso la questione Trump sul caso Ryan – ma come accade tra amici, e non smetteremo mai di lavorare insieme per la vittoria. E soprattutto verso un vero cambiamento di rotta”.

 

In definitiva, la lettera dei 50 segnala tanto le paure del partito repubblicano quanto la consapevolezza diffusa delle forti chance che Donald Trump ha di insediarsi a novembre alla Casa Bianca, soprattutto dopo aver mostrato agli americani la sua ricetta economica che promette “meno tasse per tutti”.

 

Ecco il testo integrale dei “50 esperti repubblicani”:

 

“Gli individui sottoscritti hanno tutto servito nella sicurezza nazionale storica e/o in posizioni di politica estera nelle Amministrazioni Repubblicane, da Richard Nixon a George W. Bush. Abbiamo lavorato direttamente su questioni di sicurezza nazionale con questi presidenti repubblicani e/o con i loro principali consulenti in tempo di guerra e di altri periodi di crisi, attraverso successi e fallimenti. Conosciamo le qualità personali richieste a un Presidente degli Stati Uniti.

 

Nessuno di noi voterà per Donald Trump.

 

Dal punto di vista della politica estera, Donald Trump non è qualificato per essere Presidente e comandante in Capo.
Anzi, siamo convinti che egli sarebbe un Presidente pericoloso e metterebbe a rischio la sicurezza nazionale del nostro paese e il benessere. Più fondamentale ancora, a Mr. Trump mancano il carattere, i valori, e l’esperienza per essere presidente. Lui indebolisce l’autorità morale degli Stati Uniti come il leader del mondo libero. A lui sembrano mancare le conoscenze di base e la fiducia nella Costituzione degli Stati Uniti, nelle leggi degli Stati Uniti, e nelle istituzioni degli Stati Uniti, compresa la tolleranza religiosa, la libertà di stampa, e una giustizia indipendente.

 

 

Inoltre, il signor Trump ha dimostrato più volte di comprendere poco gli interessi nazionali vitali dell’America, il suo complesso di sfide diplomatiche, le sue alleanze indispensabili, e i valori democratici su cui deve basarsi la politica estera degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, si complimenta con insistenza con i nostri avversari e minaccia i nostri alleati e amici. A differenza di presidenti precedenti che avevano una limitata esperienza negli affari esteri, Mr. Trump non ha mostrato alcun interesse a educare se stesso. Egli continua a mostrare una allarmante ignoranza circa i fatti alla base delle politiche internazionali contemporanee. Nonostante tale mancanza di conoscenze, Mr. Trump sostiene di capire gli affari esteri e “saperne di più sull’ISIS di quanto non ne sappiano i generali”.

 

A Mr. Trump manca il temperamento per essere presidente. Nella nostra esperienza, un Presidente deve essere disposto ad ascoltare i suoi consulenti e capi dipartimento; deve incoraggiare la considerazione di opinioni contrastanti; e deve
riconoscere gli errori e imparare da essi. Un presidente deve essere disciplinato, controllare le emozioni, e agire solo dopo un’attenta riflessione e deliberazione. Un Presidente deve mantenere rapporti cordiali con i leader dei paesi di diversa provenienza e deve avere il loro rispetto e fiducia.

 

 

A nostro giudizio, Mr. Trump non ha nessuna di queste qualità cruciali. Egli è incapace o non vuole separare la verità dalla menzogna. Egli non incoraggia opinioni contrastanti. Gli manca l’auto-controllo e agisce impetuosamente.
Egli non può tollerare la critica personale. Egli ha allarmato i nostri alleati più stretti con il suo comportamento eccentrico. Tutte queste sono pericolose qualità in un individuo che aspira a essere presidente e comandante in Capo, con il comando dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti.

 

 

Sappiamo che molti Americani sono profondamente frustrati nei confronti del governo federale e della sua incapacità a risolvere la pressione interna e i problemi internazionali. Sappiamo anche che molti hanno dubbi su Hillary Clinton, come molti di noi. Ma Donald Trump non è la risposta alle scoraggianti sfide dell’America e a questa cruciale elezione. Noi siamo convinti che, una volta nello Studio Ovale, sarebbe il più spericolato Presidente nella storia Americana”.
Leggi il documento originale e i nomi di tutti i firmatari:

 

https://assets.documentcloud.org/documents/3007589/Nationalsecurityletter.pdf