ITALIA -

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il pacchetto di misure voluto dal ministro dell’Interno per contrastare l’immigrazione illegale. La speranza è che adesso la legge non venga sacrificata sull’altare delle convenienze politiche

MIGRANTI MEDITERRANEO

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di Luciano Tirinnanzi

Insieme alla primavera e alle prevedibili nuove ondate migratorie, arriva anche il decreto sull’immigrazione illegale che l’Italia aspettava da tempo. La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il cosiddetto “Decreto Minniti” con 240 sì e 176 contrari, 12 astenuti. Adesso, dunque il pacchetto di misure voluto dal ministro dell’Interno per contenere e contrastare il fenomeno dell’immigrazione illegale è legge. Lo scopo? Snellire i tempi e le procedure per definire i destini dei migranti.

 

Del resto, il trend parla chiaro: secondo Frontex, per il 2017 si registra un incremento del 30% in più lungo la rotta del Mediterraneo, destinato a far esplodere i centri di accoglienza e a far impazzire le forze di polizia e i soccorritori in mare. Certo, una legge non basterà a chiudere la questione.

 

Ma l’Italia almeno stavolta batte un colpo: il decreto prevede in fatti l’applicazione di nuove regole per i richiedenti asilo, la velocizzazione delle procedure giudiziarie e per il riconoscimento della protezione internazionale, la scomparsa dei CIE, ovvero i “Centri di Identificazione ed Espulsione” che hanno creato innumerevoli scandali e proteste, al posto dei quali arrivano i CPR, acronimo di “Centri di Permanenza per il Rimpatrio”, la cui rete dovrà essere ampliata con nuove strutture distribuite lungo tutto il territorio nazionale.

 

MINNITI ORLANDO(Da sinistra i ministri dell’Interno e della Giustizia Andrea Orlando e Marco Minniti)

 

Se il ministro dell’Interno Marco Minniti non può che dirsi soddisfatto dell’approvazione della legge, il ministro della giustizia Andrea Orlando è già sulla difensiva, dopo che da sinistra gli sono piovute le prime critiche, in particolare sull’eliminazione di un grado di giudizio nei ricorsi contro il no all’asilo. Essendo già in campagna elettorale in vista delle primarie del Partito Democratico, di cui Orlando è parte, il ministro ha affermato in proposito: «Abbiamo sperimentato questa via e siamo disponibili eventualmente anche a correggerla […] ma è esattamente in linea coi principi del giusto processo europeo e si accompagna a un rafforzamento delle garanzie del richiedente di fronte alle commissioni amministrative». Speriamo che adesso la legge non venga sacrificata sull’altare delle convenienze politiche, ma che possa fare da apripista a una serie di interventi non più rimandabili in tema d’immigrazione e sicurezza, vero punto debole della politica estera italiana e comunitaria.

MIGRANTI 2016


Ecco i punti previsti dal “Decreto Minniti”

 
- 26 Sezioni Specializzate - Vengono istituite 26 sezioni specializzate (tante quante le sedi di Corte d’appello) “in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea”. Le sezioni sono competenti in materia di mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia e accertamento dello stato di cittadinanza italiana. I giudici che compongono le sezioni specializzate sono scelti tra quelli “dotati di specifiche competenze” o che seguiranno corsi di formazione ad hoc.

 

- Salta un grado di giudizio – Il testo prevede misure per la semplificazione e l’efficienza delle procedure davanti alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e, soprattutto, per la semplificazione e l’efficienza dei procedimenti giudiziari di riconoscimento dello status di persona internazionalmente protetta. Di fatto, viene disegnato un nuovo modello processuale basato sul cosiddetto “rito camerale” che delimita i casi nei quali si prevede l’udienza orale e riduce da 6 a 4 mesi il termine entro il quale è definito il procedimento “con decreto che rigetta il ricorso” o “riconosce lo status di rifugiato o di persona cui è accordata la protezione sussidiaria”. Salta l’appello, contro il decreto si può ricorrere solo in Cassazione, entro 30 giorni.

 

MIGRANTI AUGUSTA ITALIA(Un gruppo di migranti africani sbarcati al porto di Augusta in Sicilia)

 

 

- Commissioni territoriali potenziate – Per mettere la Commissione nazionale per il diritto di asilo e le Commissioni territoriali in condizioni di far fronte al boom di domande, il ministero dell’Interno è autorizzato, per il biennio 2017-2018, a bandire concorsi e ad assumere fino a 250 unità di personale a tempo indeterminato, altamente qualificato, “per l’esercizio di funzioni di carattere specialistico”.

 

- Tempi di notifica degli atti - Riformulate le disposizioni in materia di notifiche degli atti delle Commissioni territoriali: nei confronti degli “irreperibili” si perfezioneranno solo previo deposito, per 20 giorni, presso le questure. Più in generale, le disposizioni in tema, ritenute eccessivamente complesse, sono state semplificate. Previsto anche che il richiedente possa fare richiesta di non avvalersi della videoregistrazione del colloquio.

 

- Basta CIE, nascono I CPR – Scompaiono i CIE. La denominazione “Centro di identificazione ed espulsione” è sostituita da quella di “Centro di permanenza per il rimpatrio”. La rete delle nuove strutture dovrà essere ampliata, in modo da assicurarne la distribuzione “sull’intero territorio nazionale”. I nuovi Cpr saranno allestiti nei siti e nelle aree esterne ai centri urbani “che risultino più facilmente raggiungibili”, dovranno essere di capienza limitata (100-150 posti al massimo) e dovranno garantire “condizioni di trattenimento che assicurino l’assoluto rispetto della dignità della persona”. Al Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale vengono riconosciuti “tutti i poteri di verifica e di accesso”.

 

 

MIGRANTI CATANIA (Migranti africani in attesa di trasferimento al porto di Catania)

 

- Lavori socialmente utili – I prefetti, d’intesa con i Comuni interessati, promuovono “ogni iniziativa utile all’implementazione dell’impiego di richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore delle collettività locali”. Possibile la predisposizione di progetti ad hoc, anche in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore, progetti “da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo”.

 

- I “punti di crisi” - Lo straniero che arriva illegalmente in Italia viene condotto “per le esigenze di soccorso e di prima assistenza” presso appositi “punti di crisi”: qui avvengono le operazioni di rilevamento foto dattiloscopico e segnaletico. Il “rifiuto reiterato” di sottoporsi al rilevamento configura “rischio di fuga” ai fini del trattenimento nei centri.