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Non solo l'emergenza migranti nel Mediterraneo. Da anni la presenza delle organizzazioni non governative nelle crisi in Medio Oriente e Africa è in continua crescita

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di Tersite 

Non passa giorno che lo Human Rights Watch (HRW) e il Syrian Observatory for Human Rights – puntualmente rilanciati dai media occidentali e dalle emittenti televisive dei Regni del Golfo – non creino scalpore amplificando lo scempio di civili a carico del governo siriano. HRW è il gruppo che nel 2013 ha lanciato l’accusa al governo del presidente Bashar Assad di aver usato gas contro i civili nel sobborgo Ghouta di Damasco. Accusa ripresa istantaneamente dai governi di Francia e Inghilterra per promuovere un intervento armato occidentale. Investigazioni giornalistiche e indagini di gruppi locali – uno sotto la guida della suora cattolica Agnes Mariam – hanno poi evidenziato che il gas era stato usato dai ribelli per provocare l’intervento occidentale.

 

Il giornalista investigativo Seymour Hersh, premio Pulitzer per le inchieste su guerre e servizi segreti, ha dimostrato che l’intelligence USA era implicata nella fabbricazione delle false prove per incolpare il governo (in pratica, un ricalco di quelle create per dimostrare l’utilizzo di “armi di distruzione di massa” da parte dell’esercito di Saddam Hussein), mentre il New York Times aveva ritrattato il sostegno alla notizia in base alle supposte prove telemetriche.

 

Ma chi c’è dietro Human Rights Watch? È una ONG, cioè un’Organizzazione Non Governativa, vale a dire neutrale, indipendente, dunque formalmente non ha alcun obbligo verso il governo. Di ONG ve ne sono oggi centinaia di migliaia che operano in tutto il mondo, di ogni tipo e natura. Le più importanti traggono rilievo sui media occidentali per il richiamo di comunanza con quelle conosciute a livello mondiale per il loro impegno umanitario come OXFAM, Danish Refugee Council, Medecins sans Frontieres. Per loro e per i loro sostenitori ONG è sinonimo di umanitarismo, indipendenza, sacrificio, dunque dalla parte del bene. Seppure anch’esse per operare devono scendere a compromessi.

 

Human Rights Watch Executive Director Kenneth Roth attends a conference in Beirut

 (Il direttore di HRW Kenneth Roth)

 

Le ONG, pertanto, appaiono spesso come “un paravento per tutte le stagioni”. Caso estremo, ma non così raro, di camuffamento da ONG umanitaria è quello del citato Syrian Observatory for Human Rights, gestito da Rami Abdulrahman dalla sua casa di Coventry. Abdulrahman non è un attivista dei diritti umani ma un oppositore di Assad e fautore del suo rovesciamento. Questa organizzazione formata da un solo uomo, finanziata dall’UE e dalla Gran Bretagna, non è certo un osservatorio neutrale. Però, in forza del nome che porta e degli sponsor che la sostengono, le sue false e amplificate notizie sulla guerra in Siria vengono costantemente rilanciate sui media.

 

Rami-Abdulrahman-008

(Rami Abdulrahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani)

 

L’ascesa delle ONG

Le ONG hanno avuto un incredibile sviluppo dopo il crollo dell’Unione Sovietica. La Russia è subito divenuta terreno privilegiato con all’opera, per “risollevare il Paese”, tra le 400mila e il milione di ONG, in maggioranza non registrate. La loro missione era formalmente quella dell’intervento umanitario. In realtà la loro agenda comune era quella di influenzare culturalmente, politicamente ed economicamente la società russa, approfittando dello sbandamento generale del Paese per allinearla agli interessi occidentali.

 

Così, dopo anni il procuratore generale russo, su indagine di membri della Duma, ha richiesto il bando dalla Russia di più ONG per le loro attività antirusse. Le ONG svolgevano cioè propaganda contro il governo russo, che non è di per sé un reato, non fosse che erano straniere e finanziate da fonti governative straniere.

 

Sempre la Duma ha conseguentemente approvato una legge che obbliga le organizzazioni operanti in Russia con finanziamenti dall’estero a essere registrate presso il governo. Il Dipartimento di Stato americano ha subito protestato gridando a un attacco alla democrazia, ma dimenticando – in linea con la propaganda sul “baluardo della democrazia”che erge gli Stati Uniti sempre al di sopra di tutto – che negli USA qualsiasi organizzazione che acquisisca fondi da un Paese straniero deve registrarsi presso il governo nel Foreign Agents Registration Act. E ciò deve avvenire anche se i fondi vengono da Paesi alleati come Inghilterra, Giappone, Canada. Figurarsi se venissero dalla Russia, dalla Cina o dall’Iran.

 

Anti-government demonstrators unload a shipment of humanitarian aid consisting of food and medicine from Egypt at Tobruk

(Libia, Tobruk: aiuti umanitari inviati a gruppi anti-gheddafiani nel 2011)

 

Negli USA organismi stranieri finanziati da governi “ostili” che facessero propaganda e proselitismo contro la politica della Casa Bianca, verrebbero immediatamente smantellati dall’FBI. Storie di complotti e tradimenti che nel corso della storia degli Stati Uniti hanno visto spesso coinvolti cittadini americani. La Commissione per la repressione delle attività antiamericane, diretta all’inizio degli anni Cinquanta del Novecento dal senatore Joseph McCarthy, dovrebbe ricordare qualcosa a molti.

 

Ma se vengono messe sotto accusa le ONG americane scatta subito il meccanismo delle alte grida per l’attacco a organismi umanitari. Meccanismo che coinvolge i media grazie alla suddetta “aureadi santità” delle ONG per effetto dell’ombrello creato da quelle effettivamente e globalmente impegnate in compiti umanitari. La messa al bando di ONG non è stata poi avviata soltanto dalla Russia. Nel marzo del 2102 l’Egitto ha richiesto mandato di arresto all’Interpol per sei cittadini americani accusati di aver sobillato e partecipato illegalmente a proteste antigovernative. I sei appartenevano a ONG americane finanziate da Washington “per promuovere la democrazia” in Egitto e Medio Oriente.

 

Il Dipartimento di Stato ha versato 5 milioni di dollari per la difesa dei sei, e ha poi esercitato pressioni sull’Interpol per respingere le richieste dell’Egitto, nel mentre che il governo USA persisteva nel negare un suo qualsiasi coinvolgimento in quelle ONG che erano viste con ostilità anche in altri Paesi della regione. Tra questi gli Emirati Arabi Uniti che, pur prossimi agli USA, hanno bandito una ONG americana, il National Democratic Institute, e quella similare tedesca Konrad Adenauer Foundation.

 

L’India, per suo conto, ha dichiarato nel luglio del 2014 che le ONG occidentali erano portatrici di interessi stranieri che minano l’economia e la sicurezza del paese.

(Continua)