IRAQ -

La Casa Bianca annuncia l’invio di 450 addestratori nella provincia di Anbar a poche decine di chilometri da Ramadi. Ma ciò che manca agli USA è una chiara strategia militare per sconfiggere lo Stato Islamico

U.S. President Barack Obama meets Iraqi Prime Minister Abadi at the G7 Summit in Germany

Vai alla scheda paese Commenta l'articolo (0)

di Rocco Bellantone

Quattrocentocinquanta soldati scelti per l’addestramento delle truppe irachene e un nuovo centro operativo nei pressi della base militare di Taqaddum, nella parte orientale della provincia a maggioranza sunnita di Anbar, controllata dallo Stato Islamico.

 

Il presidente americano Barack Obama risponde così alle richieste di maggiori aiuti che il premier iracheno Haider Al Abadi gli aveva rivolto di persona nel corso dell’ultimo vertice dei G7 in Baviera. Con l’invio di queste nuove truppe, che dovrebbero raggiungere la provincia di Anbar già dalle prossime settimane, gli effettivi americani impegnati in Iraq saliranno così a 3.500. Il nuovo centro di addestramento verrà allestito vicino alla città di Habbaniya, a soli 25 chilometri da Ramadi. Va ad aggiungersi a un altro centro in cui gli americani sono già operativi da mesi, situato nella base militare di al-Asad nella parte occidentale di Anbar. Nel pacchetto di aiuti destinato al governo di Baghdad, Obama ha anche inserito la consegna di altre armi ed equipaggiamenti all’esercito iracheno e ai peshmerga curdi.

 

L’obiettivo è riconquistare Ramadi, da dove il mese scorso le truppe irachene sono state costrette a fuggire di fronte agli attacchi delle milizie jihadiste, e Falluja, sotto il controllo di ISIS da ormai un anno. Il compito che Obama affida ai suoi addestratori non sarà semplice. Dovranno infatti non solo fornire consigli di tattica militare agli ufficiali iracheni e addestrare le loro truppe, ma cercare anche di tenere unito il fronte anti-ISIS, compattando le milizie tribali sunnite e riducendo il più possibile l’influenza delle milizie sciite coordinate direttamente dai vertici militari iraniani.

 

Iraq's Shi'ite paramilitaries and members of Iraqi security forces gather in Nibai, in Anbar province

 Soldati dell’esercito iracheno e miliziani sciiti a Nibal, nella provincia di Anbar

 

L’amministrazione Obama è convinta che con questa mossa le truppe irachene saranno messe nelle condizioni di portare a termine la controffensiva per riprendere il controllo di Anbar. I Repubblicani del Congresso continuano però a sostenere che questa missione di addestramento non sarà sufficiente per sconfiggere lo Stato Islamico. Critica la posizione di John McCain, presidente della Commissione del Senato per le forze armate degli Stati Uniti, il quale ha denunciato l’assenza di una chiara strategia militare e il rischio che il nuovo contingente inviato ad Anbar rimanga isolato rispetto alle altre forze della coalizione internazionale.

 

D’altronde, il rischio che i militari che saranno di stanza nella base militare di Taqaddum finiscano nel mirino delle offensive dello Stato Islamico è reale. Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale di Obama, ha però garantito che sono state prese tutte le misure di sicurezza necessarie per evitare che vi siano vittime tra i soldati americani.

 

A far riflettere, in generale, è la disarmante confusione che accompagna la missione americana in Iraq. Nel sottolineare questo aspetto, il New York Times ha ricordato che lo scorso aprile il generale Martin E. Dempsey, capo di Stato maggiore delle forze armate americane, aveva affermato che Ramadi non era fondamentale per il futuro dell’Iraq. A due mesi di distanza, la città torna invece a essere l’obiettivo della campagna militare degli USA. Per riprenderla, sostiene sempre il New York Times, considerato il numero delle forze jihadiste arroccate nella città, serviranno almeno 3mila soldati iracheni in più rispetto agli attuali 5mila schierati da Baghdad. Per il loro addestramento, una mano agli Stati Uniti potrebbe arrivare a stretto giro dal Regno Unito, pronto a inviare 125 suoi soldati. Gli USA decideranno inoltre nei prossimi giorni se fornire agli iracheni elicotteri Apache per condurre le loro offensive.

 

Still image taken from video of a man purported to be the reclusive leader of the militant Islamic State Abu Bakr al-Baghdadi making what would be his first public appearance at a mosque in Mosul

 Il 10 giugno a Mosul parata militare di ISIS a un anno dall’inizio dell’avanzata in Iraq. È attesa la riapparizione in pubblico del Califfo Al Baghdadi

 

In attesa che la controffensiva irachena entri nel vivo, da Anbar arrivano notizie di blitz effettuati dai soldati di Baghdad attorno a Ramadi e Falluja, dove nelle ultime 24 ore sarebbero stati eliminati circa 30 miliziani jihadisti e distrutti rifugi, campi di addestramento e veicoli blindati di ISIS. La vera battaglia per il controllo di Anbar deve però ancora cominciare. Il 10 giugno a Mosul ISIS ha organizzato una imponente parata militare a un anno dalla presa della città che ha sancito l’ascesa del Califfato in Iraq. Adesso nella capitale dello Stato Islamico in Iraq c’è grande attesa per una possibile riapparizione in pubblico del Califfo Al Baghdadi.

@RoccoBellantone