IRAQ -

Il leader esorta a colpire Turchia e Arabia Saudita, a proseguire la lotta e il progetto del Califfato anche in caso di morte e chiede ai suoi uomini di andare in Libia

Abu-Bakr-al-Baghdadi

Vai alla scheda paese Commenta l'articolo (0)

di Luciano Tirinnanzi

 

In un audio ancora da verificare il leader dello Stato Islamico Abu Bakr Al Baghdadi torna a parlare dopo un anno di silenzio, e lo fa citando fatti recenti, invitando a resistere ai nemici del Califfato e commemorando i caduti come Abu Mohammed Al Adnani. Ma soprattutto, il Califfo Ibrahim invita a colpire “l’apostata Turchia” e l’Arabia Saudita fonte di ogni “progetto contro i musulmani”. E chiede il sacrificio per Mosul, una resistenza a oltranza che sia di esempio agli altri combattenti di fronte alla certezza che la coalizione di stati che li avversano è “la prova del segno promesso da Allah” e che in fondo a tutto li aspetta la vittoria.

 

La guerra totale e il grande jihad che lo Stato Islamico combatte aumenta solo la nostra ferma convinzione, se Allah vuole, che tutto questo sia un preludio alla vittoria” dice Al Baghdadi.

 

 

Nell’audio, i soldati del Califfato sono esortati ad obbedire ai capi locali, e alla province più lontane Al Baghdadi chiede di mantenere la compattezza di fronte ai nemici che intendono dividerle, in riferimento diretto forse in particolare alle manovre dei curdi. Inoltre, esalta la fiera resistenza a Sirte degli uomini ancora asserragliati in città e chiede ai suoi miliziani di raggiungere la Libia.

 

Dopo la notizia trapelata mercoledì 2 novembre da fonti curde secondo cui il capo dello Stato Islamico sarebbe nascosto a Mosul, arriva dunque la replica del leader stesso, che sceglie il momento più teatrale per fare il suo ritorno sulle scene, forse un segnale dell’esattezza dell’informazione e un tentativo di confutarla. Intanto, a Mosul la battaglia infuria con morti e feriti da ambo le parti, così come si combatte duramente a Tal Afar e più in generale in ogni quadrante siro-iracheno.

 

Se le speranze di una repentina capitolazione dello Stato Islamico sono ben riposte, è presto per dirlo. Ma ci sono alcune certezze in questa fase: che la guerra prosegue; che gli uomini dell’ISIS resisteranno con tutte le forze, indipendentemente dalle esortazioni del loro leader e dalla sua stessa morte, come peraltro affermato dallo stesso Al Baghdadi, che invita a proseguire in ogni caso il progetto del Califfato; che questo messaggio è funzionale al ricompattamento delle forze, al lancio di nuovi ordini e di una nuova strategia; che il Califfo sente più che mai la sua ora avvicinarsi.

 

Che sia il segno.