KUWAIT -

La piccola monarchia del Golfo non bada a spese nonostante la crisi del petrolio. Finmeccanica in prima fila nella fornitura di 28 caccia Eurofighter Typhoon

A pilot walks towards an Italian Eurofighter EF-2000 Typhoon at the Gioia del Colle NATO Airbase in southern Italy

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Nonostante la crisi del petrolio, il Kuwait continua a non badare a spese e a beneficiare dei suoi investimenti, soprattutto nel settore degli armamenti, sarà anche l’Italia. Per il 31 gennaio è infatti prevista la firma di un contratto che prevede la fornitura di 28 caccia Eurofighter Typhoon allo Stato del Golfo da parte di Finmeccanica. Alla sigla dell’intesa, che è stata condotta in porto dopo diversi rinvii, dovrebbe essere presente anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

 

Del consorzio Eurofighter oltre a Finmeccanica, che vi partecipa attraverso Alenia Aermacchi e Selex ES, fanno parte l’inglese Bae Systems, il gruppo Airbus, Germania e Spagna. Il contratto ha un valore di circa 7,5 miliardi di euro, di cui il 50% dovrebbe andare a Finmeccanica in qualità di capocommessa.

 

L’ordine presentato dal Kuwait arriva a seguito dell’approvazione di un disegno di legge da parte del parlamento dell’emirato, attraverso cui è stato sbloccato lo stanziamento di 10 miliardi di dollari per l’acquisto di materiale bellico. Una scelta dovuta, sostengono i regnanti del piccolo Stato (17.000 km2 di superficie e poco più di 3 milioni di abitanti), alla necessità di aumentare il bilancio destinato alla difesa per due motivi: offrire un maggiore sostegno all’intervento militare dell’Arabia Saudita in Yemen, dove Riad guida una coalizione di Paesi arabi contro l’insurrezione dei ribelli sciiti Houthi sostenuti dall’Iran; garantire un contributo più significativo alla comunità internazionale per fermare l’avanzata dello Stato Islamico in Siria e Iraq. Per centrare entrambi gli obiettivi, oltre gli Eurofighter verranno presto firmati dei contratti anche con la Francia, pronta a fornire al Kuwait 24 elicotteri prodotti da Caracal, navi da guerra e mezzi blindati per un valore di 2,5 miliardi di euro.

 

Jordan's King Abdullah and Kuwait's Emir Sheikh Sabah al-Ahmad al-Sabah review Bedouin honour guards at Amman airport

(Amman: il re giordano Abdullah insieme all’emiro del Kuwait Sheikh Sabah al-Ahmad al-Sabah)

 

Spese rilevanti che, unite al calo del prezzo del petrolio da cui dipende la quasi totalità delle esportazioni del Paese, potrebbero far chiudere alla monarchia il bilancio del 2016 in deficit. Sarebbe la prima volta dopo 16 anni di utile che hanno portato nelle casse dello Stato entrate derivate dalla vendita del greggio pari a circa 600 miliardi di dollari.