MESSICO -

I marines messicani hanno catturato per l’ennesima volta il leader del cartello di Sinaloa. Nel garantire la sicurezza nazionale il loro ruolo è sempre più determinante

Recaptured drug lord Joaquin "El Chapo" Guzman is escorted by soldiers during a presentation in Mexico City

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La recente cattura di Joaquin “El Chapo” Guzman, così come quelle avvenute negli anni scorsi di Jesus Peña (alias “El 20”), di Miguel Angel Treviño (alias “El Z-40”) e di capi come Gonzalo Inzunza, El Macho Prieto, Heriberto Lazcano (alias “El Lazca”) e di Ezequiel Cárdenas Guillén alias Tony Tormenta, hanno qualcosa in comune: sono state portate a termine grazie al coinvolgimento della Marina messicana.

 

Al netto delle accuse di corruzione nei confronti delle forze di sicurezza messicane, alcuni dei cui membri hanno contribuito a rendere possibile l’ultima fuga di Guzman l’11 luglio 2015 dal carcere di massima sicurezza di Altiplano, in Messico le Forze Armate continuano ad avere più credibilità del governo stesso. E il blitz con cui la Marina l’8 gennaio ha arrestato “El Chapo” a Los Mochis, cittadina situata nello Stato di Sinaloa controllato dal suo cartello della droga, spiegano il perché. Se in Messico fino a qualche anno fa era l’esercito a godere della fiducia popolare, adesso – anche grazie a questi risultati – c’è la Marina in cima alle preferenze della gente.

 

Il Messico ha due principali istituzioni responsabili della difesa nazionale: la SEDENA (Segretaria della Difesa Nazionale), controllata dall’esercito e dalla quale dipende l’Aviazione messicana (FAM), e la SEMAR (Segreteria della Marina), controllata dall’Armata di mare, incaricata della protezione degli 11mila chilometri di costa nazionale, della Zona Economica Esclusiva (ZEE) e delle risorse naturali marittime. Allo stesso tempo, la SEMAR deve sostenere le popolazioni civili in caso di disastro naturale attraverso il Piano Marina. Per adempiere a tali compiti, conta su tre forze diverse: la flotta di superficie, l’Aviazione Navale e la Forza di Fanteria della Marina.

 

Oltre ad avere a suo carico la salvaguardia del territorio marittimo messicano, la SEMAR ha un ruolo cruciale nella lotta contro il crimine, e la sua attività d’intelligence è ormai sempre più determinante per la cattura dei narcos. Sono circa 60mila gli uomini e le donne che svolgono operazioni navali, terrestri e aeree, finalizzate al contrasto del narcotraffico e del crimine organizzato: i piloti dell’Armata del Messico proteggono lo spazio aereo corrispondente alla zona economica esclusiva marittima e pattugliano l’area con aerei ed elicotteri. In mare, invece, 230 navi di diverse dimensioni operano nelle acque nazionali e nella zona economica esclusiva, su una superficie calcolata in oltre 3 milioni di chilometri quadrati.

 

Soldier mans his machine gun atop an armored vehicle in a checkpoint at the hometown of Joaquin "El Chapo" Guzman in the municipality of Badiraguato

 

Tutti questi uomini si formano all’Heroica Escuela Naval Militar, dove gli ufficiali dell’Armata studiano per cinque anni (dieci semestri) e si laureano in Ingegneria delle Scienze Navali e Aeronavali, Idrografia, Meccanica Navale, Elettronica, Comunicazione Navale e Logistica.

 

La lotta al narcotraffico è stata la principale missione delle Forze Armate messicane già durante la presidenza di Felipe Calderón (2006-2012) e in questo periodo l’esercito è diventato il braccio armato del potere federale contro il crimine organizzato, raggiungendo risultati apprezzabili. Ma con l’arrivo del presidente Enrique Peña Nieto, la strategia contro la delinquenza ha subito dei cambiamenti e il nuovo scopo del governo federale non è più la disarticolazione delle organizzazioni criminali o la cattura dei loro leader, bensì lo sradicamento della violenza e l’implementazione della pubblica sicurezza.

 

I sei anni di governo di Felipe Calderón, comunque, hanno lasciato in eredità anche una Fanteria di Marina nuova. Sono state poste le basi per una forza moderna, altamente preparata e guidata da ufficiali e sottufficiali di rilievo. Le unità d’élite hanno dimostrato tutta la loro capacità attraverso le già citate azioni contro il crimine organizzato e sviluppato abilità in ambito internazionale (con importanti esercitazioni navali fra cui Unitas, Panamax e Fuerzas de Comando).

 

Insomma, in attesa della creazione della nuova Gendarmeria Nazionale e del potenziamento della Polizia Federale e delle Forze di sicurezza statali promesse da Peña Nieto – che richiederanno un processo di lungo periodo – è la Fanteria di Marina a portare avanti la lotta contro il crimine e la delinquenza. La popolazione messicana, che negli ultimi anni ha subito le pesanti conseguenze di un’ondata di violenza che ha causato oltre 120mila morti, vede proprio nei marines uno dei punti inamovibili dello Stato messicano.