MESSICO -

Catturato il narcotrafficante più ricercato del mondo, leader del cartello della droga di Sinaloa. L’annuncio su Twitter del presidente messicano Enrique Peña Nieto

PGR handout photo of Mexican drug kingpin Joaquin "Shorty" Guzman

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Joaquin Guzman Loera, meglio conosciuto come “El Chapo”, è stato arrestato. Lo ha annunciato poco fa con un tweet il presidente messicano Enrique Peña Nieto: “Missione compiuta. Lo abbiamo preso. Voglio informare i messicani che Joaquin Guzman Loera è stato arrestato”. Al momento il governo messicano non ha precisato né quando né dove sia avvenuta la cattura del narcotrafficante più ricercato del mondo, leader del potente cartello della droga di Sinaloa. Ferito a una gamba e al volto in un blitz della polizia messicana nello scorso ottobre in una zona montuosa nel nord-ovest del Paese, lo scorso 11 luglio Guzman era riuscito a compiere una fuga rocambolesca dal carcere di massima sicurezza Altiplano di Almoloya de Juárez, situato circa 90 chilometri a ovest della capitale Città del Messico, sfruttando la complicità di decine di agenti delle forze di sicurezza corrotti.

 

L’ultima evasione dal carcere

La sua è stata un’evasione che per mesi ha messo sotto pressione il governo del Messico. A sedici mesi dal suo arresto, avvenuto il 22 febbraio del 2014, l’11 luglio “El Chapo” aveva scelto un modo spettacolare per riprendersi la libertà riuscendo nell’impresa per la seconda volta. Nel 2001, dopo tredici anni passati dietro le sbarre, era infatti riuscito a fuggire dal carcere federale di Puente Grante a Guadalajara, nello Stato di Jalisco, nascondendosi in un carrello della lavanderia.

 

Batteries are stacked next to rails inside a tunnel in this undated photograph provided by Mexico's Federal Police

 

Per fuggire l’11 luglio il capo del cartello di Sinaloa ha scelto la via sotterranea infilandosi in un tunnel e spuntando a 1.500 metri di distanza in un edificio abbandonato senza che nessuno se ne accorgesse. L’ingresso al tunnel era stato ritagliato su misura (C50 x 50 cm) per un uomo di piccole dimensioni come lui, conosciuto anche come “Shorty” per il suo fisico tarchiato (è alto 1,67 metri). In tutto il percorso prevedeva tre canali: un primo di un metro e mezzo di profondità, un secondo di 10 metri di profondità e un terzo (collegato al secondo da una scala) lungo 1.500 metri. Non deve sorprendere la tattica di fuga utilizzata da “El Chapo”. Il cartello di Sinaloa, infatti, è specializzato nella costruzione di tunnel di cui da anni si serve non solo per organizzare evasioni ma anche per far arrivare carichi di droga e armi fino oltre il confine con gli Stati Uniti.

 

Sfruttando alcuni di questi tunnel “El Chapo” era riuscito a darsi alla macchia per anni prima di venire arrestato nel febbraio del 2014 mentre si trovava in un appartamento modesto insieme alla moglie e alle due figlie gemelle a Mazatlan, città situata lungo la costa del Pacifico a Sinaloa, nello stato in cui è nato e cresciuto. I reparti dell’intelligence americana che all’epoca avevano partecipato al suo arresto, hanno raccontato che Guzman pochi giorni prima della cattura era riuscito a scampare a un blitz nella capitale dello stato di Culiacán grazie a un tunnel costruito sotto il pavimento del bagno dell’abitazione in cui si trovava. Un sistema di fuga perfetto: bastava infatti premere un tasto situato dietro lo specchio per far inclinare il pavimento di 90 gradi e dileguarsi nella rete fognaria della città.

 

La storia di Joaquin “El Chapo” Guzman

Cinquantanove anni, Joaquin Guzman è il signore della droga più ricercato dell’emisfero occidentale, il narcotrafficante più ricco e potente del mondo secondo la rivista Forbes. “El Chapo” è diventato l’uomo più ricercato del Messico da quando è diventato il leader del cartello di Sinaloa all’inizio degli anni Ottanta. Sinaloa è considerata oggi la più potente organizzazione del narcotraffico nel mondo. Il suo business spazia dalla produzione e dal traffico locale di marijuana al contrabbando di cocaina, eroina e metanfetamine. Il gruppo è inoltre ritenuto responsabile dell’omicidio di più di 10.000 persone nella guerra della droga messicana.

 

The Drug Enforcement Administration DEA wanted poster of  fugitive Mexican drug kingpin Joaquin "El Chapo" Guzman

 

Arrestato la prima volta nel Chapas nel 1993 e condannato a 20 anni di carcere, nel 2001 Guzman è riuscito a fuggire dalla prigione di massima sicurezza Puente Grante di Guadalajara, nello Stato di Jalisco. Da allora è diventato un’icona cult in tutto il Messico. I “narcocorridos” gli hanno dedicato decine di canzoni. Anche il suo rapporto con gli Stati Uniti è “speciale”. Dopo l’uccisione di Osama Bin Laden è diventato l’uomo più ricercato dagli USA, che su di lui hanno posto una taglia di cinque milioni di dollari. Inoltre la città di Chicago lo ha nominato “Nemico Pubblico N. 1”, riconoscimento che negli States era stato concesso solo ad Al Capone nel 1930.

 

Il secondo arresto nel 2014 e, soprattutto, la fuga dell’11 luglio sono invece storia recente e rappresentano un nuovo capitolo di una storia di criminalità che in Messico, e non solo, è ormai diventata leggenda.