MESSICO -

Nonostante le tensioni e gli scontri negli stati di Oaxaca, Guerrero e Chiapas, secondo Miguel Ruíz-Cabañas alle elezioni del 7 giugno il Paese ha espresso una soddisfacente prova di democrazia

A man next his son is seen as casts his ballot during midterm elections in Mexico City

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In attesa della verifica definitiva dei voti, che dovrebbe essere completata dall’Istituto Nazionale Elettorale entro domenica 14 giugno, in Messico a tenere banco sono le analisi sui risultati delle elezioni di medio termine del 7 giugno.

 

Sul piano politico, nonostante il calo di consensi registrato rispetto alle ultime elezioni, il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) del presidente Enrique Peña Nieto continua a essere la prima forza politica del Paese e, salvo improvvisi cambiamenti di strategia, dovrebbe trovare l’accordo con il Partito Verde Ecologista (PVEM) e con Nuova Alleanza per la formazione del nuovo governo.

 

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Questo, ovviamente, non è però l’unico dato emerso dall’ultima tornata elettorale. A emergere, secondo diverse testate giornaliste messicane, è una generale sfiducia nei confronti dei partiti tradizionali. Un fattore testimoniate da almeno due elementi certi: da una parte l’alto livello dell’astensionismo (meno della metà degli 83 milioni di aventi diritto si è recata alle urne, il 48% del totale); dall’altra la prima storica affermazione di un candidato indipendente in un governatorato, Jaime Rodriguez Calderon (conosciuto come “El Bronco”) vincitore nello stato settentrionale di Nuevo Leon.

 

Military policemen recover electoral materials outside a polling station vandalised by members of the teacher's union CNTE in Juchitan

 

L’altro volto delle elezioni è rappresentato dalle tensioni che hanno accompagnato la vigilia del voto e il giorno dell’apertura delle urne. Gli Stati meridionali di Oaxaca, Guerrero e Chiapas sono quelli in cui si sono registrati i disordini maggiori con seggi e uffici del PRI assaltati, schede elettorali date alle fiamme e scontri tra manifestanti e forze di sicurezza.

 

A Guerrero, in particolare, a protestare in maniera più vibrante è stato il blocco compatto formato da insegnanti e studenti che continuano a chiedere al governo la verità sull’omicidio di 43 giovani tirocinanti avvenuto nel settembre del 2014 nella città di Iguala. In altre aeree del Paese si sono invece verificati scontri a fuoco tra polizia, gruppi di autodifesa e gruppi legati ai cartelli del narcotraffico. Il 7 giugno, poche ore prima del voto, nella cittadina di Xolapa a nord di Acapulco, nello Stato di Guerrero, 16 persone sono rimaste uccise in uno scontro armato tra una formazione di vigilantes, chiamata Frente Unido por la Seguridad y el desarrollo del Estado de Guerrero (Fusdeg), e alcuni criminali. Questo e altri episodi di violenza non sono stati evitati nonostante il governo abbia dispiegato 40mila uomini delle forze di sicurezza per garantire il regolare svolgimento del voto.

 

Il commento dell’ambasciatore messicano in Italia

 

miguel-ruiz-cabanas-izquierdo-comuneveneziaitPur riconoscendo la rilevanza di questi elementi, l’ambasciatore messicano in Italia Miguel Ruíz-Cabañas traccia un bilancio positivo del voto. “Queste elezioni si sono potute svolgere in modo soddisfacente – afferma l’ambasciatore – come dimostrano i riscontri dell’Istituto Nazionale Elettorale, organismo elettorale indipendente del Messico, e della Missione degli Osservatori Stranieri dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA). L’INE ha notificato che con il sostegno di 743.241 cittadini è stato possibile installare 148.387 seggi elettorali nei 2 milioni di chilometri quadrati del territorio nazionale”.

 

“Inoltre – prosegue Ruíz-Cabañas – come sottolinea in un comunicato l’OEA, durante la giornata elettorale i cittadini hanno potuto votare in un ambiente nel quale ha regnato la tranquillità ed il 99,4% delle urne hanno funzionato regolarmente per registrare il voto cittadino. Il governo del Messico, attraverso il presidente della Repubblica, si è congratulato per la realizzazione di questa giornata repubblicana, alla quale hanno partecipato milioni di messicane e messicani e che costituisce un passo ulteriore nel consolidamento della nostra democrazia”.