MESSICO -

Manuel Trillo è accusato di aver finanziato la fuga di Joaquin Guzman dal carcere di Altiplano. Anche Argentina, Cile e Bolivia in allarme per l’evasione del leader del cartello di Sinaloa

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In Messico prosegue la caccia a Joaquin “El Chapo” Guzman, fuggito lo scorso 11 luglio dal carcere di massima sicurezza di Altiplano ad Almoloya de Juárez attraverso un tunnel sotterraneo lungo 1,5 km. Tra i suoi complici l’ultimo a essere condannato al carcere è stato Manuel Rodolfo Trillo Hernández, meglio noto con il nome di “La Trilladora”. Trillo è uno dei banchieri di Sinaloa, l’uomo che gestisce le casse del potente cartello del narcotraffico guidato da Guzman. È accusato di aver finanziato la fuga del Chapo mettendo insieme la somma necessaria per corrompere i responsabili e le guardie del carcere di Altiplano, per la costruzione del tunnel in cui il narcotrafficante si è calato dalla doccia della sua cella per evadere, ma anche per l’acquisto di un appezzamento di terreno su cui è stata costruita una casa per camuffare la via d’uscita della galleria.

 

Trillo era noto da tempo alle autorità messicane che monitoravano gli affari illeciti che da anni conduceva sotto falso nome riciclando denaro in attività di copertura: ristoranti, agenzie per il cambio di valuta e locali collegati alla catena The Italian Coffe Company, che però ha negato di aver avuto a che fare con lui. Con i soldi sporchi del narcotraffico tra il 2012 e il 2015 ha anche acquistato immobili del valore di diversi milioni di dollari.

 

In manette era finito lo scorso 19 agosto a San Pedro Cholula, nello stato centrale di Puebla, per possesso di un’arma da fuoco. Tre giorni dopo era stato posto in detenzione preventiva perché considerato implicato nella fuga del Chapo. Secondo gli inquirenti non solo ha finanziato l’ultima fuga di Guzman, ma in più occasioni in passato si sarebbe occupato di fornire a lui e ai suoi uomini nascondigli in cui rifugiarsi e spostamenti in aereo da una pista di decollo e atterraggio di sua proprietà situata ad Atlixco.

 

A motorcycle modified to run on rails is seen inside a tunnel connected to the Altiplano Federal Penitentiary and used by drug lord Guzman to escape, in Almoloya de Juarez(Un passaggio del tunnel utilizzato da Guzman per fuggire dal carcere di Altiplano)

 

Ironia della sorte, il procuratore generale della Repubblica che segue le indagini ha deciso di fargli scontare la pena proprio nel carcere di Altiplano, dove Trillo è riuscito a corrompere anche il direttore della struttura per far evadere El Chapo. Con lui in galera, sale a 34 il numero di complici finora accusati di aver contribuito alla fuga di Guzman.

 

Su che fine abbia fatto il leader di Sinaloa regna invece l’incertezza totale. In questi quattro mesi i tentativi di arrestarlo sono falliti. Pare che Guzman sia stato ferito in un blitz compiuto dalla polizia messicana il mese scorso. Per alcuni sarebbe nascosto nello Stato di Sinaloa dove è nato, nel nord-ovest del Messico, o al massimo nei vicini Stati di Chiuhuhua e Durango.

 

Altri invece danno per certo il suo trasferimento in Argentina, vicino Bariloche in Patagonia, da dove presto potrebbe spostarsi per valicare la Cordigliera delle Ande e sconfinare in Cile. L’allerta è massima anche in Bolivia. Il presidente Evo Morales ha detto di aver acquistato 13 radar per vigilare sugli spostamenti che si registrano lungo i confini con Cile, Perù, Paraguay, Argentina e Brasile. E indagini sono in corso anche per verificare se vi siano collegamenti tra ex ufficiali della polizia e delle forze speciali boliviane e uomini dell’entourage del Chapo.