AZERBAIJAN -

L’esercito azero distrugge sistemi di difesa antiaerea armeni schierati nell'area contesa di Fizuli-Khovajend. Le immagini esclusive dal fronte dei combattimenti

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Foto di Luciano Tirinnanzi

 

Torna a salire la tensione nel Nagorno-Karabakh, regione situata nel sud del Caucaso dal 1991 anni oggetto di contesa tra Armenia e Azerbaijan. Enclave armena in Azerbaijan, il Nagorno-Karabakh è formalmente noto come Repubblica Indipendente di Artsak, entità goveenativa non riconosciuta né dall’ONU né da alcun paese al mondo.

 

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In questa terra martoriata da oltre 25 anni di conflitto, il 15 maggio si è registrata una nuova offensiva dell’esercito azero. Il ministero della Difesa di Baku ha dichiarato di aver distrutto dei sistemi di difesa antiaerea armeni OSA (sistemi di fabbricazione sovietica i cui componenti sono montati su un unico veicolo. Gli obiettivi centrati si trovavano nella zona di Fizuli-Khovajend in una delle aree contese e sono stati colpiti poiché rappresentavano «una minaccia per l’aviazione azera».

 

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Le autorità del Nagorno-Karabakh hanno confermato di aver subito danneggiamenti ai loro sistemi di difesa antiaerea, specificando però di non aver registrato alcuna vittima tra i militari a bordo dei veicoli. «Questa provocazione non verrà lasciata senza risposta», hanno dichiarato in un comunicato.

 

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L’attacco delle forze azere arriva a tre mese di distanza dagli scontri che nello scorso mese di febbraio avevano provocato diversi morti, in prevalenza soldati dell’Azerbaijan.

 

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L’ultima grave escalation di violenza risale invece all’aprile del 2016, quando i morti da entrambe le parti in conflitto furono almeno 110, non solo militari ma anche in buona parte civili. Dopo questo episodio la Russia, che lungo il confine dell’Armenia – Paese alleato di Mosca – stanzia migliaia di truppe e veicoli militari, ha mediato un nuovo accordo per l’imposizione del cessate-il-fuoco. Di fatto, però, nel Nagorno-Karabakh non si è mai smesso di combattere e nel conflitto a bassa intensità in corso, seppur sporadicamente, si registrano scambi di colpi di artiglieria o imboscate improvvise.

 

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La storia del Nagorno Karabakh in 7 punti

1. Le montagne del Nagorno- Karabakh sono contese tra azeri e armeni sin dal Novecento, ma dopo la Rivoluzione d’Ottobre l’Unione Sovietica decide di ricomprendere la regione nell’Azerbaijan, reprimendo ogni spinta autonomista.

 

2. Un anno prima del crollo del muro di Berlino, nel 1988, il parlamento regionale del Nagorno- Karabakh vota per il ricongiungimento con l’Armenia.

 

LookOut-Report-Nagorno-Karabakh

NAGORNO-KARABAKH: IL REPORTAGE ESCLUSIVO DI LOOKOUT NEWS  

 

 

3. Nel 1991, con la fine dell’Unione Sovietica, l’Azerbaijan si rende indipendente da Mosca ma il Nagorno-Karabakh non accetta di sottostare al governo di Baku, e dichiara a sua volta l’indipendenza.

 

4. Inizia una guerra che farà oltre 30mila morti tra il 1992 e il 1994. Grazie alla mediazione di Mosca viene stipulato l’accordo di Bishkek, un cessate-il- fuoco che ferma il conflitto ma non le rivendicazioni reciproche.

 

5. Il Nagorno-Karabakh da allora è sotto controllo militare dell’Armenia.

 

6. Dalla fine degli anni Novanta sotto gli auspici dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) viene costituito il “Minsk Group”, un tavolo di trattativa permanente composto da USA, Russia e Francia per trovare una via d’uscita pacifica alla disputa.

 

7. Nell’aprile del 2016 sono riprese improvvisamente le ostilità.