STATI UNITI D'AMERICA -

Le esplosioni riportano all’attenzione il problema della mancanza negli Stati Uniti di un servizio di sicurezza interno. Un limite che il Paese ha già pagato a caro prezzo con gli attacchi dell’11 settembre

New York terrorismo

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di Alfredo Mantici

Se la matrice islamista degli attentati avvenuti a New York e in New Jersey nella notte tra il 17 e il 18 settembre non è finora accertata, è invece sicuro che si tratti di un atto di terrorismo di tipo “domestico”. Un atto di terrorismo, cioè, concepito, pianificato ed attuato all’interno dei confini americani e non all’esterno. Non a caso, mentre l’ISIS si è affrettata ad attribuirsi il gesto dell’accoltellatore somalo del Minnesota, si è finora ben guardata dal rivendicare a suo nome l’esplosione di Manhattan.

 

Le modalità dell’azione richiamano in modo singolare quelle dell’anarco-insurrezionalismo italiano con l’unica differenza che gli anarchici di casa nostra colpiscono sempre obiettivi di alto valore simbolico – come questure, banche, caserme dei carabinieri, uffici giudiziari – evitando accuratamente azioni indiscriminate contro luoghi come uno shopping center o un bar frequentati da civili innocenti. Per il resto, il modello operativo degli attentatori dell’America post 11 settembre, dalla maratona di Boston alla bomba piazzata a Chelsea, sembrano compiuti da quelli che nel modello anarchico italiano e greco si chiamano “gruppi di affinità”. Non si tratta di formazioni organizzate e strutturate su base gerarchica proprie di Al Qaeda, ma di gruppetti di parenti e amici che si organizzano in modo autonomo e compiono attentati artigianali per poi rientrare nel bacino sociale nel quale vivono.

 

New York_bomba_esplosione

 

Anche l’ordigno utilizzato ha un “copyright” italiano. La pentola a pressione riempita di esplosivo e di chiodi è stata usata per la prima volta in Italia quando gli anarchici della Cooperativa Artigiana Fuochi e Affini della FAI (Federazione Anarchica Informale) colpirono la questura di Genova con due ordigni di questo tipo. Il modello si è diffuso grazie a internet, dove anche in lingua inglese si può trovare il “manuale dell’anarchico esplosivista” che insegna con dovizia di particolari le regole operative dei gruppi di affinità e le modalità di costruzione degli ordigni artigianali.

 

New York esplosione - mappa

 

I limiti dell’FBI

Come detto si è trattato sicuramente di un atto di terrorismo interno. Quali che ne siano la matrice e le motivazioni, esso è stato sicuramente compiuto da cittadini americani. Questo evento riporta all’attenzione il problema della mancanza negli Stati Uniti di un servizio di sicurezza interno. Nonostante abbiano 17 agenzie di intelligence, gli americani delegano la sicurezza interna all’FBI, una forza di polizia che, come tale, agisce solo in presenza di una notizia di reato. Mentre i servizi di sicurezza di gran parte dei Paesi europei, compreso il nostro, non essendo dotati di poteri di polizia giudiziaria operano per prevenire le minacce, l’FBI come tutte le forze di polizia del mondo opera per prevenire l’esecuzione di crimini.

 

C’è una profonda differenza tra i due modelli in quanto un servizio di sicurezza interno può esercitare la sua attività informativa in ambienti potenzialmente minacciosi senza che si abbia tuttavia notizia dell’imminenza di un crimine. È evidente che questo tipo di attività può coinvolgere cittadini non inquadrabili direttamente in senso criminale, ma esercitando una pressione informativa sugli ambienti più “sensibili” sotto il profilo della sicurezza interna può dimostrarsi efficace nella prevenzione di atti di terrorismo ben prima che si pianifichi l’esecuzione di un crimine.

 

Ahmad Khan Rahami

 

Quando si è discusso negli Stati Uniti sull’opportunità di istituire un servizio di sicurezza interno, si è deciso che non era concepibile una struttura autorizzata a “spiare” cittadini americani non collegati direttamente a ipotesi di reato. Per comprendere la debolezza di questo approccio è sufficiente un esempio storico. Agli inizi dell’estate del 2001 un agente dell’FBI si recò dal suo supervisore con la notizia che “cinque arabi frequentavano lezioni di volo ma non erano interessati agli atterraggi”. La risposta del supervisore alla richiesta di approfondire l’informazione fu: “dov’è il reato?”. I cinque si sarebbero poi schiantati l’11 settembre sulle Torri Gemelle.