Bandiera
  • Capitale: L'Avana
  • Ordinamento: Repubblica popolare
  • Superficie: 110.860 km²
  • Popolazione: 11.075.244
  • Religioni: cattolica, animista
  • Lingue: spagnolo
  • Moneta: peso cubano (CUP)
  • PIL pro capite: 9.900 USD
  • Livello di criticità:

Politica

L’indipendenza dell’isola dal dominio coloniale spagnolo viene dichiarata ufficialmente nel 1902, in seguito all’occupazione di Cuba da parte degli Stati Uniti. E, grazie all’appoggio degli Stati Uniti e delle grandi compagnie dello zucchero, nel 1934 una sollevazione militare porta al potere il sergente Fulgencio Batista, che rimane in carica per quasi vent’anni. Dopo il fallimento di un primo tentativo insurrezionale nel 1953 (episodio noto come “assalto alla Caserma Moncada”), il politico e rivoluzionario Fidel Castro, insieme al medico argentino Ernesto “Che” Guevara, organizzano un esercito di volontari denominato Movimento 26 Luglio che, dalla Sierra Maestra attraversando l’intera isola, affronta l’esercito nazionale. Con la decisiva battaglia di Santa Clara del 30 dicembre 1958, Batista è costretto a fuggire mentre Castro sale al potere come Primo Ministro avviando la Rivoluzione cubana, organizzata sotto il partito unico e caratterizzata dall’espropriazione dei latifondi e dalla nazionalizzazione di tutte le imprese. Questa politica compromette gli interessi delle compagnie americane e di conseguenza le relazioni con gli Stati Uniti: il 16 aprile 1961 il presidente Kennedy appoggia uno sbarco armato sulle coste della Baia di Porci nel tentativo, fallimentare, di organizzare una controrivoluzione. Dieci giorni dopo viene decretato l’embargo totale su Cuba, che da allora si appoggia economicamente all'Unione Sovietica. Nel 1962 l’installazione di impianti missilistici sovietici a Cuba porta alla cosiddetta “crisi dei missili”, che si conclude con un accordo tra Kennedy e Kruscev. Fidel Castro è rimasto saldamente al potere fino al 2008, quando ha annunciato il suo ritiro a favore del fratello Raul - oggi al suo secondo mandato presidenziale. Da allora, sono state adottate diverse riforme che hanno portato alla liberalizzazione di alcuni settori dell’economia. Il 19 aprile 2011 Fidel Castro si è dimesso anche dalla carica di segretario del Partito Comunista Cubano.

Economia

Dopo decenni di monopolio di Stato, negli anni Novanta il governo di Fidel Castro ha iniziato una politica di apertura economica verso investitori stranieri, promuovendo gradualmente lo sviluppo delle imprese private soprattutto nel settore turistico, diversificando la produzione agricola e parificando la valuta nazionale con quella statunitense. Malgrado questi sforzi, il problema della disoccupazione non è ancora stato risolto, a causa soprattutto della recessione di mercati chiave come quelli dello zucchero e del nichel, per l’aumento del prezzo del petrolio e per le catastrofi causate dagli uragani. Per quanto riguarda l’agricoltura, oltre alla canna da zucchero, le altre colture d’esportazione su cui Cuba investe sono il caffè e il tabacco, di cui è nota la reputazione. Il governo ha sostenuto molto anche lo sviluppo del settore ittico. Cuba è tra i principali produttori mondiali di nichel ma dispone anche di altri giacimenti quali cromo, rame, ferro, amianto, zolfo, pirite, sale e depositi di manganese, mentre guarda con interesse al Golfo del Messico per possibili giacimenti di petrolio inesplorati. Il turismo rimane una risorsa fondamentale per l’economia nazionale. I partner commerciali di Cuba sono Cina, Spagna, Canada, Stati Uniti, Germania, Italia, Paesi Bassi, Belize e Russia.

Criticità

La situazione politica a Cuba può considerarsi relativamente stabile, tenendo conto della presenza massiccia di polizia e militari e del rigido controllo esercitato dal governo. Lo Stato applica forti restrizioni alla libertà di espressione e limita la possibilità per i cittadini cubani di uscire dal Paese, per cui i dissidenti sono spesso costretti a fuggire in maniera clandestina. Dal gennaio 2013, però, una legge promette di far cadere la necessità del rilascio di un permesso per allontanarsi dall’isola. Per quanto riguarda fenomeni eversivi, il rischio di atti di terrorismo internazionale o di matrice islamica è pressoché nullo. Nonostante gli Stati Uniti menzionino Cuba tra gli Stati sponsor del terrorismo, il governo dell’Havana non sembra fornire supporto ai vari gruppi rivoluzionari americani quali l’ETA e il FARC. Le statistiche ufficiali sulla criminalità non vengono rese pubbliche dal governo cubano, ma secondo le autorità americane e inglesi i fenomeni di microcriminalità sull’isola sono in aumento, pur riguardando episodi di carattere non violento. In generale, anche nelle aree più centrali delle principali città (L’Havana, Santiago, Bayamo, Cienfuegos) il rischio di rimanere vittime di atti criminosi è basso ma aumenta durante le ore notturne. Per ciò che riguarda eventuali manifestazioni di protesta, normalmente esse si svolgono con un certo preavviso e in maniera abbastanza pacifica. Durante la stagione delle piogge il livello delle precipitazioni può aumentare in maniera consistente e possono verificarsi violenti uragani.