Bandiera

Corea del nord

  • Capitale: Pyongyang
  • Ordinamento: Repubblica socialista
  • Superficie: 120.538 km²
  • Popolazione: 24.589.122
  • Religioni: buddismo, confucianesimo, altre
  • Lingue: coreano
  • Moneta: won nordcoreano (KPW)
  • PIL pro capite: 1.800 USD
  • Livello di criticità:

Politica

Divisa dalla Corea del Sud al 38° parallelo dal 1945, la Repubblica Popolare Democratica di Corea è uno Stato socialista nato nel 1948. Nel corso degli anni ha ricercato l’indipendenza dalla sfera d’influenza sia dell’URSS che della Cina, isolandosi così sul piano internazionale. La dittatura di Kim Il-Sung, durata fino alla sua morte nel 1994, è stata caratterizzata da una forte militarizzazione e dallo sviluppo di un programma nucleare che ne ha accentuato l’isolazionismo e ha ulteriormente impoverito il Paese, dirottando risorse anche in tempo di carestia. Con la successione al potere del figlio Kim Jong-Il, è stato informalmente istituito un regime comunista dinastico, confermato dalla nomina a presidente della commissione nazionale difesa (il più alto organo amministrativo) di Kim Jong-Un, terzogenito di Kim Jong-Il, deceduto nel dicembre 2011. La contraddittoria politica di distensione mescolata a segnali di aggressione e chiusura, rimane una caratteristica della Corea del Nord. Dopo i tentativi della Corea del Sud di riaprire i negoziati per una possibile riunificazione delle due Coree come entità federale - che avevano fatto sperare in un esito positivo - le relazioni con Seoul e con il resto della comunità internazionale sono nuovamente deteriorate a causa del ravviamento dei test nucleari nel 2006 e di alcuni incidenti verificatisi al largo delle coste coreane fra le navi di Seoul e Pyongyang.

Economia

Decenni di pianificazione economica centralizzata, di embargo internazionale, di cattiva gestione e di sviluppo primario dell’industria pesante a fini militari hanno impoverito il Paese che, a crescita record per qualche anno dopo il 1948, ha poi sperimentato una recessione a partire dagli anni Settanta, dalla quale non si è più ripreso. La chiusura verso l’esterno ha limitato il commercio all’area dei Paesi comunisti, ma il crollo del blocco sovietico ha ridotto ulteriormente gli scambi. L’economia è dunque in perenne fase critica dovendo fare affidamento sugli aiuti internazionali senza i quali la Corea del Nord non può sopravvivere. Nonostante gli attriti e le tensioni, Corea del Sud e Stati Uniti hanno fornito a Pyongyang ingenti aiuti per fare fronte alla carestia degli anni 1995-96 e durante la quale si stima siano morte per malnutrizione circa 2 milioni di persone. Nel 2005 il regime ha chiuso le frontiere a quasi tutte le organizzazioni umanitarie e ha dichiarato che non avrebbe più accettato aiuti internazionali, anche se in seguito ha poi ridato l’accesso ad alcune agenzie internazionali e acconsentito a ricevere finanziamenti sotto diversa denominazione. Le infrastrutture ferroviarie sono vecchie e scarse, come scarsa è la disponibilità di energia elettrica. La mancanza di investimenti e rigidi controlli sull’economia pianificata hanno fatto sì che la Corea detenga il quarto esercito più grande del mondo, ma non adeguatamente equipaggiato e addestrato.

Criticità

Data la chiusura e la militarizzazione del Paese, non sono molti i dati verificabili. Tuttavia, si stima che decine di migliaia di nordcoreani cerchino di passare la frontiera con la Cina per riuscire a sfuggire alla carestia, alle precarie condizioni economiche e alla repressione politica. La Corea del Nord è considerato un Paese dove vengono sistematicamente violati i diritti umani. Nonostante Pyongyang non permetta l’accesso di osservatori indipendenti - tra cui anche la UE -, vi sono testimonianze di pubbliche esecuzioni, campi di deportazione e di “rieducazione” dove la mortalità è estremamente alta. Abusi, stupri e torture sono anch’essi indicati come pratica comune. Sul piano internazionale, vari incidenti e provocazioni (gli ultimi, il lancio di un satellite che Pyongyang aveva annunciato poter raggiungere gli Stati Uniti nell’aprile 2012 e il terzo test nucleare, dopo quelli del 2006 e del 2009, nel febbraio 2013) continuano a minare i tentativi di apertura e di distensione della comunità internazionale.