Bandiera

Spagna

  • Capitale: Madrid
  • Ordinamento: Monarchia parlamentare
  • Superficie: 505.370 km²
  • Popolazione: 47.042.984
  • Religioni: cattolica (94%)
  • Lingue: spagnolo (74%), catalano (17%)
  • Moneta: euro (EUR)
  • PIL pro capite: 30.500 USD
  • Livello di criticità:

Politica

Erede del maestoso Impero spagnolo che dominò il XVI e XVII secolo, la Spagna ha conosciuto un lento e parziale declino con la fine del colonialismo. Mai abbandonata la monarchia, nel Novecento conobbe la guerra civile (1936) che portò al potere Francisco Franco, esponente militare del neonazionalismo spagnolo, contrario all’instaurazione della repubblica e sostenuto dalla Germania nazista e dall’Italia fascista. Durante la seconda guerra mondiale, la Spagna restò neutrale sotto la dittatura franchista. Dopo 36 anni di dittatura, nel 1975 la morte di Francisco Franco e la nomina di Juan Carlos a re di Spagna riportano in Spagna la democrazia e la conducono a una nuova Costituzione nel 1978. Dopo un tentativo di golpe militare nel 1981, la Spagna ha proseguito il cammino verso la democratizzazione e lo sviluppo entrando a far parte della NATO nel 1982 e della Comunità Europea nel 1986. Uno dei problemi interni della Spagna democratica è stato a lungo l’indipendentismo di alcune regioni: oltre alle mire autonomiste della Catalogna (la regione di Barcellona), è stato il terrorismo basco dell’ETA, gruppo nazionalista radicale, a minare per oltre 40 anni la pace nel Paese. Il sistema politico spagnolo è basato sul multipartitismo, ma la scena è stata dominata da due partiti principali: il conservatore Partito Popolare (PP) e il Partito Socialista (PSOE). Nel 2004, complici anche la guerra in Iraq e l’attentato terroristico di Madrid, il PP di Aznar perde le elezioni e viene inaugurato il governo socialista di Zapatero. Nel 2011 la profonda crisi economica spinge Zapatero ad anticipare al novembre 2011 le elezioni previste per il 2012, quando il PP vince con una larga maggioranza. L’attuale premier è Mariano Rajoy.

Economia

La crisi economica globale ha influenzato fortemente il mercato, provocando inizialmente una diminuzione del Pil nel biennio 2008/2009 – rispettivamente di 2 e 4 punti percentuali, minimo storico degli ultimi 15 anni – e causando un galoppante aumento annuale del rapporto tra debito pubblico e Pil (72% nel primo trimestre 2012). Ma nel marzo 2013 il Pil ha segnato un +0,4% rispetto all’ultimo trimestre del 2012: il primo risultato positivo dopo cinque anni. Per il biennio 2014/2015 si attende addirittura una crescita del Pil di  1,5 punti percentuali. Anche la disoccupazione, pur rimanendo attorno al 25%, mostra lievi segnali di miglioramento per la prima volta dal 2008. Nel 2013 si è registrata un’incoraggiante ripresa del settore edilizio, grazie anche a investimenti statunitensi. L’export continua a mostrare segnali positivi di crescita, attestandosi intorno a una media annua del 10%.

Criticità

In Spagna, come in altri paesi europei, l’allerta terrorismo rimane alta. La Spagna ha sperimentato sia la violenza del separatismo basco, che quello dell’estremismo islamico. I casi più recenti sono l’attentato all’aeroporto di Madrid del 2006 a opera dell’ETA, e l’attentato dell’11 marzo ai convogli ferroviari a opera di cellule terroristiche locali affiliate ad Al Qaeda. Nel caso dell’ETA, nel 2011 il gruppo ha annunciato il cessate il fuoco permanente, consegnando le armi nel gennaio 2014.