FRANCIA -

Un uomo armato di kalashnikov ha ucciso un agente della polizia francese, successivamente è stato eliminato. Rivendicazione di ISIS

Police secure the Champs Elysees Avenue after one policeman was killed and another wounded in a shooting incident in Paris

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Sparatoria a Parigi sugli Champs Elysées. Intorno alle 21:30 di giovedì 20 aprile un uomo armato di kalashnikov ha attaccato un furgone della polizia. Sceso da un’auto, ha aperto il fuoco contro degli agenti uccidendone uno e ferendone altri due, successivamente ha provato a fuggire a piedi ma è stato eliminato. L’attacco è avvenuto davanti a uno negozio di “Marks & Spencer”, grande magazzino britannico. La polizia è sulle tracce di uno o forse più complici dell’attentatore che sarebbero arrivati a Parigi dal Belgio.

 

PARIGI ATTENTATO

 

Ieri sera, poco dopo l’attentato, il presidente francese Francois Hollande ha subito confermato la pista terroristica. L’attentatore ucciso era noto al DGSE, i servizi di intelligence transalpini, e alla polizia. Si tratta di Karim Cheurfi, un francese di 39 anni. Era schedato con la lettera che indica gli individui radicalizzati a rischio di perpetrare attentati. Due ore dopo l’attacco lo Stato Islamico, attraverso la sua agenzia ufficiale Amaq, ha rivendicato l’azione dichiarando che il suo “soldato” entrato in azione è Abu Yusuf al-Baljiki (il Belga).

 

IL COMMENTO DI STEFANO PIAZZA, AUTORE DEL LIBRO “ALLARME EUROPA” (G-RISK)

 

Se confermata la dinamica che collega questo attentato al Belgio, ciò potrebbe significare che elementi della cellula jihadista belga di Verviers, autrice degli attacchi di Parigi del novembre del 2015 e di Bruxelles del marzo 2016, sono ancora operativi in Europa, ben armati e in grado di colpire in qualsiasi momento.

 

Come spiega Guido Olimpio del Corriere della Sera, nello scacchiere europeo il Belgio si configura pertanto come una “base di prossimità” per attentati da compiere in altri Paesi, dunque come un “territorio franco” in cui i jihadisti hanno più facilità di trovare rifugio, ricevere armi e supporto logistico. È una tattica che contraddistingue da anni il modus operandi di Al Qaeda e che è stata ripresa dallo Stato Islamico.

 

 Masked police stand on top of their vehicle on the Champs Elysees Avenue after a shooting incident in Paris(Agenti delle forze speciali francesi sul luogo dell’attentato)

 

La tempistica scelta da ISIS per questo attacco, consumatosi a soli tre giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi in programma domenica 23 aprile, richiama – seppur con le dovute differenze tanto per il bilancio delle vittime quanto per il nucleo di fuoco entrato in azione – quanto accaduto in Spagna nel marzo del 2004. Allora le esplosioni alla stazione dei treni di Atocha, opera di Al Qaeda, influirono in modo rilevante sull’esito delle elezioni generali vinte dal socialista Zapatero dopo che il leader del Partito Popolare José María Aznar era stato costretto a ritirarsi per aver attribuito pubblicamente all’organizzazione terroristica basca ETA la responsabilità dell’attentato.

 

Sulle presidenziali francesi l’irrompere del terrorismo jihadista, oltre a rimarcare l’obiettiva impossibilità per le forze di sicurezza transalpine di monitorare costantemente circa 16mila persone ritenute potenzialmente pericolose, ha già prodotto due effetti immediati. Ha destabilizzato ulteriormente il clima di queste elezioni, già esasperato dalle misure di sicurezza, dalla presenza massiccia di militari nelle strade di Parigi e delle altri principali città, nonché dall’arresto il 18 aprile a Marsiglia di due francesi legati all’integralismo islamico sospettati di essere pronti a compiere un attentato. Ha costretto due dei candidati favoriti, la leader del Front National Marine Le Pen e il leader del partito di centro-destra Les Repubblicains Francois Fillon, ad annullare i loro impegni previsti per oggi, ultimo giorno di campagna elettorale.

 

Resta da stabilire, infine, il riflesso potenziale di quanto accaduto sul voto del 23 aprile. Diversi analisti sostengono che parte dell’elettorato indeciso potrebbe essere spinto a optare al primo turno per Marine Le Pen, la candidata che in modo più netto si è schierata in questi mesi di accesa campagna elettorale contro l’islamizzazione della società francese (10% della popolazione totale con punte del 40% in città come Marsiglia) promettendo metodi forti per affrontare la minaccia del terrorismo. Ma è invece più probabile che in una fase di massima incertezza gli indecisi scelgano di affidarsi a figure politiche che trasmettono più “solidità” e capacità di governare il Paese anche in tempi difficili come questi, vale a dire Fillon e o il leader di En Marche Emanuel Macron.

 

(Ultimo aggiornamento 21 aprile 11:00)

Rocco Bellantone