- 4 aprile 2013 - 18:20

Politiche aggressive contro la deflazione: la nuova ricetta di Tokyo

In occasione del vertice della Banca Centrale giapponese sono stati annunciati provvedimenti drastici per abbassare il tasso di inflazione al 2%. L’obiettivo è ridare ossigeno all’economia sperando che lungo il 38° parallelo la situazione non degeneri

Costretto a dover far fronte alla minaccia nordcoreana, nella giornata di oggi il Giappone ha lanciato due messaggi precisi agli Stati Uniti e ai mercati finanziari. Riferendosi alle provocazioni sempre più insistenti di Kim Jong Un, il primo ministro Shinzo Abe ha tenuto fede alla linea imposta da Washington, affermando che il suo governo sta assumendo ogni strumento a sua disposizione per raccogliere informazioni utili e cooperare con Stati Uniti e Corea del Sud, sottolineando che il regime nordcoreano non otterrà nulla continuando a sfidare la comunità internazionale.

Le risposte più rilevanti arrivano invece dalla Banca Centrale del Giappone, che questa mattina ha annunciato che presto varerà una politica aggressiva per abbattere la deflazione. L’obiettivo del premier Shinzo Abe è mantenere la promessa fatta sin dal giorno del suo insediamento. Abe ha infatti inserito fra le priorità del suo mandato la necessità abbassare il tasso di inflazione al 2% entro due anni. Il primo ministro è infatti convinto che la fase di stallo che tiene in apnea l’economia giapponese sia dovuta in gran parte anche alla politica troppo attendista su cui il Paese ha puntato per anni.

 

Per tentare la risalita, “Abenomics” (così è stato ribattezzato il premier) ha spinto per la nomina di Haruhiko Kuroda (nella foto) a capo della BoJ (Bank of Japan), che a febbraio a preso il posto di Masaaki Shirakawa.  Kuroda ha illustrato la sua ricetta per sollevare dalla depressione l’economia nazionale in occasione del primo vertice della Banca tenuto sotto la sua guida.

L’inflazione sarà portata al 2% attraverso un’accelerazione e un ampliamento delle misure di allentamento monetario. “La banca centrale – si legge in un comunicato diramato al termine del vertice – condurrà operazioni di money-market al fine di aumentare la sua base monetaria tra i 60 mila e i 70 mila miliardi di yen l’anno (645-755 miliardi di dollari)”. Oltre a ciò, la BoJ allargherà anche il fronte delle sue acquisizioni di obbligazioni di Stato puntando su asset a tempo indeterminato e su titoli più rischiosi. In questo modo verranno immessi miliardi di yen nell’economia del Paese.

Il fine è arginare la deflazione che da vent’anni impedisce la ripresa dei consumi, sperando ovviamente che lungo il 38° parallelo la situazione non degeneri. 

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