FRANCIA -

Parigi sotto attacco a tre giorni dal primo turno delle presidenziali. L’esito del voto è ancora incerto. In testa il duo Macron-Le Pen

PARIGI ATTENTATO

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A soli tre giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi, in programma domenica 23 aprile, torna il terrore a Parigi. Intorno alle 21:30 della serata di ieri, giovedì 20 aprile, c’è stata una sparatoria sugli Champs Elysees. Un uomo armato di kalashnikov ha ucciso un agente della polizia francese, successivamente è stato eliminato. L’attacco, rivendicato da ISIS, è avvenuto davanti a uno negozio di “Marks & Spencer”, grande magazzino britannico.

 

È in questo clima di tensione altissima che la Francia si avvicina al voto. Marine Le Pen, leader del Front National, e Francois Fillon, candidato del partito di centro-destra Les Repubblicains, hanno annullato i loro impegni previsti per oggi, ultimo giorno di campagna elettorale. A 72 ore dall’apertura delle urne, l’esito del voto è ancora decisamente incerto. Solo il 53% dei potenziali elettori, infatti, ha già scelto per quale candidato votare, mentre il restante 47% è definito dai sondaggisti «ancora molto volatile».

 

Sono soltanto quattro i candidati in lizza con qualche chance di raccogliere voti sufficienti per andare al secondo turno e conquistare l’Eliseo. Dopo una tempestosa serie di elezioni primarie che hanno visto uscire dai giochi candidati illustri come l’ex presidente Francois Sarkozy, restano Marine Le Pen, leader del movimento xenofobo di estrema destra Front National e capofila degli euroscettici francesi; Emmanuel Macron, già ministro delle finanze del presidente uscente Francois Hollande, socialista democratico moderato ed europeista che corre come indipendente di centro; Francois Fillon, già primo ministro per ben cinque anni durante la presidenza Sarkozy, in quota centrodestra, anch’egli favorevole all’Unione Europea; Jean Luc Melenchon, l’outsider post comunista paradossalmente vicino alle posizioni antieuropeiste della Le Pen.

 

Emmanuel Macron, head of the political movement En Marche !, or Onwards !, and candidate for the 2017 French presidential election, reacts during his visit to the headquarters of the KRYS group in Bazainville(Emmanuel Macron)

 

Ai quattro candidati che hanno le maggiori possibilità di accedere al ballottaggio del 7 maggio, si deve aggiungere il candidato ufficiale del partito socialista del presidente Hollande, Benoit Hamon, che tuttavia stando ai sondaggi è già fuori gara, non essendo finora mai riuscito a superare l’8% delle intenzioni di voto nei sondaggi.

 

Supporters wait for the start of a campaign rally for Marine Le Pen, French National Front (FN) political party leader and candidate for French 2017 presidential election, in Paris(Congresso del Front National)

 

La chimera dei sondaggi

Già, i sondaggi: mai come in queste elezioni le rilevazioni degli istituti demoscopici hanno mostrato un’incertezza diffusa nelle intenzioni di voto dei francesi. Nessuno dei candidati, infatti, svetta sugli altri e la corsa per il secondo turno resta molto incerta, mentre ancora più difficile è prevedere cosa succederà il 7 maggio al secondo turno.

 

L’ultimo sondaggio, pubblicato il 18 aprile da Le Figaro vede in testa con il 24% dei consensi potenziali il centrista Emmanuel Macron, tallonato da Marine Le Pen con il 23% (un punto in meno rispetto ai sondaggi precedenti). L’ex primo ministro Fillon, la cui corsa all’Eliseo è cominciata in salita per uno scandalo di corruzione che lo ha coinvolto insieme a sua moglie, cresce rispetto alle precedenti rilevazioni al 18,5%, mentre il candidato della sinistra estrema Jean Luc Melenchon raggiunge un inaspettato 18%.

 

Anche se, vista l’incertezza palese dell’elettorato d’oltralpe, che per circa la metà appare ancora indeciso, i sondaggi vanno presi con le molle. Quello che appare evidente finora è soltanto l’esistenza di un fronte di elettori moderato che si esprime nelle intenzioni di voto a favore di Macron, di Fillon e del socialista Hamon e che totalizza oltre il 50% dei consensi (che con ogni probabilità confluiranno su quello che dei tre candidati meno estremisti riuscirà a raggiungere il secondo turno).

 

Francois Fillon, 2017 presidential election candidate attends a news conference at his campaign headquarters in Paris(Francois Fillon)

 

Secondo tutti i sondaggisti e gli analisti politici francesi, infatti, anche se sia la Le Pen che Melencon dovessero riuscire ad arrivare al ballottaggio, viste le rispettive posizioni estremiste difficilmente potrebbero conquistare i voti dell’elettorato moderato, mentre altrettanto difficilmente gli elettori di sinistra di Melechon farebbero convergere i loro consensi sulla “neofascista” Le Pen (o viceversa) pur di sconfiggere il candidato moderato. Insomma, stando alle misurazioni chiunque dei due candidati moderati, l’indipendente Macron o il repubblicano Fillon, andasse al secondo turno, avrebbe le potenziali energie elettorali sufficienti per conquistare l’Eliseo.

 

Ma l’esperienza del voto sulla Brexit e l’elezione inaspettata di Donald Trump insegnano che i sondaggi possono non essere del tutto affidabili. Per cui è bene, in questi ultimi giorni prima del voto, essere molto cauti in termini di previsioni. Tuttavia, per tentare di anticipare cosa succederà in Francia il 23 aprile e il 7 maggio, può essere utile guardare al mondo inglese delle scommesse, popolato di gente che dovendo investire il proprio denaro nelle previsioni, tende ad essere più riflessiva e cauta nell’analizzare un evento elettorale rispetto al semplice cittadino interpellato al telefono da un sondaggista.

 

Jean-Luc Melenchon of the French far left Parti de Gauche and candidate for the 2017 French presidential election, attends a political rally in Dijon(Jean-Luc Melenchon)

 

I risultati secondo i bookmakers

Secondo la società di betting britannica Coral, le previsioni degli scommettitori d’oltre Manica su chi sarà il nuovo inquilino dell’Eliseo sono le seguenti: Marine Le Pen dovrebbe qualificarsi per il secondo turno, per essere poi sconfitta al ballottaggio da Macron (vincitore più probabile) o da Fillon. Se per ipotesi al ballottaggio dovessero andare Fillon e Macron, gli scommettitori punterebbero il loro denaro sulla vittoria di quest’ultimo. A metà aprile, secondo Coral, queste erano le quotazioni dei candidati alla presidenza francese al botteghino delle scommesse: Emmanuel Macron viene dato alla pari; Marine Le Pen e Francois Fillon, ambedue 3 a uno; Jean Luc Melenchon 7 a uno, mentre l’improbabile Benoit Hamon quota 200 a uno.

 

Macron, quindi, per i bookmaker inglesi sarebbe in netto vantaggio ma, come detto, con circa la metà degli elettori ancora incerti, tutto potrebbe cambiare nei prossimi giorni. Specie se la Francia dovesse essere sconvolta da nuovi episodi di terrorismo. Un nuovo clamoroso attentato, infatti, potrebbe provocare emozioni su scala nazionale che probabilmente potrebbero influenzare l’elettorato inducendolo a propendere per un candidato “forte”, e in tal caso la Le Pen potrebbe veder crescere i suoi consensi.

 

French CRS police stand in front of the venue for the campaign rally of Francois Fillon, former French Prime Minister, member of the Republicans political party and 2017 French presidential election candidate of the French centre-right, in Lille(Polizia presidia un comizio)

 

Che la minaccia terroristica sia concreta e attuale lo testimonia non solo la sparatoria di ieri sera a Parigi sugli Champs Elysees ma anche l’arresto a Marsiglia il 17 aprile di due francesi di origini arabe, sospettati di essere in procinto di compiere un attentato alla vigilia delle elezioni. Al momento dell’arresto i due sono stati trovati in possesso di armi ed esplosivi e, secondo il neo ministro dell’interno francese Matthias Fekl, si tratta di due estremisti islamici «pronti a compiere nei prossimi giorni un attentato sul suolo francese».

 

Felk ha anche dichiarato che nei giorni delle elezioni verranno impiegati oltre 50mila tra poliziotti e soldati in funzione antiterrorismo. «Faremo il massimo per garantire la sicurezza durante questo grande evento» ha affermato il ministro, ricordando che la Francia è ancora in stato di emergenza dopo gli attentati in serie del 2015 e 2016. Uno stato di emergenza che scandisce anche questo difficile turno elettorale, segnato in Francia oltre che dall’incertezza anche dalla paura.

 

Alfredo Mantici