STATI UNITI D'AMERICA -

A distanza di oltre un secolo e mezzo le memorie del conflitto sopravvivono ancora nella politica americana

A combination photo of Republican U.S. presidential candidate Donald Trump and Democratic U.S. presidential candidate Hillary Clinton

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di Alfredo Mantici

L’aspetto più singolare del successo di Donald Trump nelle primarie del “Super Tuesday” non risiede tanto nell’aver sconfitto (di misura) i suoi due principali avversari, Ted Cruz e Marco Rubio, che pure “giocavano in casa” essendo tutti e due uomini del Sud. La vera sorpresa è che un repubblicano di New York abbia raccolto tanti consensi in stati meridionali come la Georgia, il Tennessee, l’Alabama, l’Arkansas e la Virginia, tutti stati nei quali è ancora viva la memoria della sconfitta della Confederazione del Sud nel 1865, al termine della guerra civile, e nei quali i repubblicani sono la rappresentazione permanente dell’odiato Nord, industriale, consumista e cosmopolita.

 

Può sembrare un paradosso che a distanza di oltre un secolo e mezzo le memorie della guerra civile sopravvivano ancora nella politica e nella società americane ma non è così, se si pensa che la bandiera a stelle e strisce venne issata per la prima volta sul municipio di Atlanta in Georgia (dove ancora non dimenticano l’incendio della città da parte delle truppe del Nord agli ordini del generale Sherman) soltanto nel 1947.

 

Fu proprio l’elezione, per la prima volta nella storia americana, di un candidato repubblicano alla Casa Bianca nel novembre del 1860 a dare avvio alla secessione del South Carolina che, seguito poi a ruota da altri dieci stati meridionali, nell’aprile successivo scatenò una guerra fratricida durante la quale morirono oltre 600.000 soldati delle due parti e un numero mai calcolato di civili, specialmente del Sud.

 

Abraham Lincoln, il presidente eletto nel 1860, era un uomo del Nord e alle elezioni vinse soltanto per una decisione politicamente suicida dei democratici, che non essendo riusciti ad accordarsi su un nome, lasciarono competere tre candidati che si annullarono a vicenda. Lincoln ebbe il 39% dei voti mentre i suoi avversari, tutti del partito democratico, ottennero rispettivamente il 29,5% (Douglas), il 18,1 (Breckinridge) e il 12,6% (Bell) dei voti popolari.

 

U.S. President Barack Obama unveils a portrait of President Abraham Lincoln during the dedication ceremony at Ft. McNair in Washington

(Barack Obama accanto a un quadro raffigurante Abraham Lincoln)

 

Lo scontro tra i due partiti ai tempi della guerra

Il pensiero comune sostiene che la guerra civile americana scoppiò per l’insanabile dissenso sul tema della schiavitù. In realtà le cause furono più complesse e politicamente ed eticamente più articolate. Fin dagli anni successivi alla guerra d’indipendenza contro gli inglesi, gli Stati Uniti si divisero progressivamente in due zone a sviluppo economico e sociale del tutto differenti. Il Nord, che era tra l’altro la porta d’ingresso per milioni di immigrati europei, ebbe un forte e costante sviluppo industriale che oltre a contribuire a far crescere il livello di vita delle popolazioni, garantiva con la libera intrapresa una dinamica mobilità sociale (tutti i grandi magnati americani iniziarono la loro ascesa dai gradini più bassi della società), pari opportunità per tutti i cittadini e una crescita economica tumultuosa legata al libero mercato.

 

Il Sud era invece una macro-regione nella quale l’economia era totalmente legata alla coltivazione del cotone e del tabacco. Tutta l’area era divisa in grandi piantagioni governate in modo paternalistico da un “padrone” e la società era tutta WASP (White Anglo Saxon and Protestant) e quasi priva di mobilità sociale (le classi erano rigidamente separate e difficilmente un bianco povero poteva salire di qualche gradino nell’ordine sociale stabilito). Gli unici “immigrati” presenti nel Sud erano i tre milioni di neri che lavoravano in condizioni di schiavitù nelle piantagioni.

 

Confederate troops fire on the Federal (Union) postions during re-enactment activities recognizing the 150th anniversary of the U.S. Civil War battle in Gettysburg

 

Le differenze sociali ed economiche tra Nord e Sud divennero oggetto di un feroce dibattito politico quando negli anni Cinquanta dell’Ottocento il Congresso di Washington, sotto la spinta del partito repubblicano, decise di proibire l’importazione di nuovi schiavi nei territori che la giovane nazione stava via via conquistando ad Ovest del “Grande paese”.

 

Il Sud, molto semplicemente, senza la schiavitù (definita pudicamente “the peculiar institution”) non poteva sopravvivere né economicamente né socialmente e di fronte all’offensiva abolizionista che veniva dal Nord decise di combattere per la sua esistenza. Con la guerra civile, quasi tutta combattuta nei territori del Sud, e con la sconfitta del 1865 gli stati meridionali che avevano aderito alla Confederazione secessionista furono soggetti a una sorta di “pulizia etnica” sociale ed economica dalla quale non si sono più ripresi. Un modello sociale, patriarcale, signorile e conservatore venne completamente spazzato via da un “vento del nord”, liberista e modernista, che ancora oggi nel meridione degli Stati Uniti viene identificato nel partito repubblicano.

 

Da allora negli stati del Sud hanno sempre dominato esponenti del partito democratico, un partito peraltro segnato a sua volta da una profonda ambiguità che ha delle matrici geografiche molto nette: i democratici del Nord sono liberal, progressisti, laici e riformisti, mentre quelli del Sud sono conservatori, ancora contrari alla completa integrazione dei neri e molto religiosi. Tutti comunque uniti contro un partito repubblicano ritenuto erede di quell’Abraham Lincoln la cui elezione segnò la fine definitiva di un modello di vita abbattuto con la forza delle armi.

 

Democratic U.S. presidential candidate Hillary Clinton addresses a 'Hillary for America' rally in New York

(Hillary Clinton) 

 

Una traccia significativa del solco che la guerra civile ha indubbiamente lasciato nella società americana è desumibile anche da una curiosità semantica: per decisione del Congresso, dalla fine della guerra la parola Stati Uniti in inglese va declinata al singolare (“the United States is…) per sottolineare anche con il linguaggio che l’Unione ha vinto.

 

Per tutte queste ragioni appare singolare che un uomo d’affari arrivista e spregiudicato come Donald Trump, candidato repubblicano alla Casa Bianca, abbia fatto breccia nel cuore di tanti elettori del profondo sud americano. È un segno che indica che forse le ferite della guerra civile si stanno finalmente rimarginando.