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Con l’anticipo delle elezioni al prossimo 8 giugno il premier punta a legittimare la sua leadership. Gli ultimi sondaggi danno i conservatori nettamente favoriti sui laburisti

THERESA MAY

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«Snap election», ossia «voto anticipato». Sono queste le parole del momento in Gran Bretagna dopo che oggi, martedì 18 aprile, il premier Theresa May ha annunciato l’intenzione di voler indire elezioni anticipate il prossimo 8 giugno.

 

Domani, mercoledì 19 aprile, la proposta verrà sottoposta al voto della Camera dei Comuni, dove per essere approvata avrà bisogno di una maggioranza di due terzi. Traguardo alla portata della May, considerato che Jeremy Corbyn, leader del Partito Laburista, ha commentato positivamente la decisione di voler porre fine a questa legislatura, la cui scadenza naturale è prevista nel 2020.

 

Durante una conferenza stampa tenuta al civico 10 di Downing Street, nel motivare la sua scelta la May ha affermato che il ritorno alle urne è l’unico modo per garantire stabilità al Paese e permettere al futuro governo di condurre nella maniera più proficua possibile per gli interessi nazionali i negoziati con Bruxelles sulla Brexit.

 

Il premier non ha lesinato accuse nei confronti dei partiti di opposizione. Secondo la May il Partito Laburista, il Partito Liberaldemocratico e il Partito Nazionale Scozzese starebbero portando avanti un preciso «gioco politico» a Westminster con l’unico obiettivo di ostacolare a oltranza le trattative con l’Unione Europea.

 

REGNO UNITO PREMIER

 

Per evitare di farsi logorare ulteriormente dai suoi avversari, la May ha perciò deciso di spiazzare tutti rinnegando la linea della continuità con il suo predecessore David Cameron che in questi nove mesi da primo ministro aveva sempre difeso. Nei giorni scorsi si è prima assicurata del sostegno totale della sua squadra di governo. Poi, lunedì 17 aprile, ha telefonato alla Regina Elisabetta comunicandole la decisione presa.

 

Il suo piano appare piuttosto chiaro. Superato ormai da quasi un anno lo shock del referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016 che portò alle dimissioni di Cameron, per i Conservatori sembrano adesso maturi i tempi per affrontare nuovamente le urne.

 

Secondo un sondaggio effettuato oggi dalla BBC, i Tory sono davanti a tutti con il 43% dei consensi, seguiti dai Laburisti al 25%, dall’UKIP (Partito per l’Indipendenza del Regno Unito) all’11% e dai Lib-Dem al 10%. Con questo margine di vantaggio i Conservatori potrebbero così aggiudicarsi in maniera piuttosto agevole la guida di un esecutivo forte (con una maggioranza di un centinaio di seggi) adesso che i negoziati sono ancora in fase preliminare.

 

BBC SONDAGGI REGNO UNITO

 

Prolungare i tempi avrebbe significato invece far slittare il voto in prossimità dei momenti più delicati delle trattative, quando il partito della May con una risicata maggioranza parlamentare (solo 15 deputati) avrebbe dovuto definitivamente mettere da parte gli slogan, armarsi di pragmatismo e cercare da una posizione di debolezza il miglior compromesso possibile con i vertici dell’UE.