SIRIA -

A cosa è servito il cessate-il-fuoco proclamato lo scorso febbraio? Da allora ad oggi le opposizioni si sono rinforzate e hanno inflitto perdite pesanti ai governativi e ai loro alleati

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di Luciano Tirinnanzi @luciotirinnanzi

 

Dopo il cessate-il-fuoco introdotto il 27 febbraio sulla Siria per volere della comunità internazionale, sono ripresi durissimi scontri e importanti manovre militari, praticamente in ogni settore dove si combatte. La terza settimana di maggio, in particolare, segna un’escalation nel conflitto a danno soprattutto dei governativi e dei russi.

 

Sebbene siano ben 59 i gruppi armati che hanno aderito al processo di riconciliazione che ha avuto inizio proprio con l’introduzione del cessate-il-fuoco, quest’ultimo non si applica alle principali forze antagoniste al governo di Damasco, ovvero il Fronte Al Nusra e lo Stato Islamico, che continuano i loro sforzi per recuperare il terreno.

 

Schermata 2016-05-24 alle 15.23.08(La base aerea Tiyas 4 vista dal satellite dopo l’attacco)

 

ISIS attacca la base russa T4

 

E così, dopo l’ondata di attacchi suicidi e autobombe a firma dell’ISIS che lo scorso 23 maggio hanno fatto strage a Tartus e Jableh – regione di Latakia, cuore dei feudi del governo di Damasco dove posizionate anche le forze armate russe – oggi si apprende di un nuovo pesantissimo attacco a danno dei russi.

 

La scorsa settimana lo Stato Islamico ha colpito duro la base aerea russa T4 (Tiyas), situata tra Homs e Palmira, distruggendo 4 elicotteri d’assalto e 20 camion da trasporto, e danneggiando seriamente alcuni aerei siriani e un deposito logistico. Fonti russe hanno inizialmente parlato di un incendio nella base ma le immagini satellitari statunitensi, escludendo un sabotaggio dall’interno, suggeriscono piuttosto uno scenario in cui la base T4 è stata vittima dei colpi d’artiglieria dei miliziani di Al Baghdadi.

 

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Il Fronte Al Nusra punta su Aleppo

 

Mentre l’ISIS prosegue la violentissima campagna di primavera intitolata ad Abu Ali Al Anbari, importante gerarca del Califfato, anche il Fronte Al-Nusra si ricompatta intorno alla città di Aleppo, che rimane il punto più caldo delle attività di Al Nusra. Qui i jihadisti hanno raccolto una forza di circa 6.000 combattenti, in preparazione di un’imminente offensiva. Lo scopo, secondo Mosca, è bloccare le truppe governative in città bersagliandole da est e impedire l’accesso alla città di Nubl da nord, per tagliare i rifornimenti agli assadisti.
Oltre che intorno ad Aleppo, i miliziani hanno rivitalizzato i propri sforzi anche nelle province di Latakia e Hama, mentre si segnalano movimenti importanti alle porte di Damasco. A Ghouta e Darayya, sobborgo di Damasco, i combattenti di Al Nusra e i loro affiliati sono riusciti a riorganizzarsi e rafforzare le loro posizioni, grazie a nuovi rifornimenti di armi e munizioni.

 

Dunque, il teatro di guerra siriano si complica non poco per i russi, che devono fare i conti con il fatto che il cessate-il-fuoco è stato controproducente sotto molti punti di vista. È evidente, infatti, che le opposizioni hanno sfruttato la calma apparente per ricevere nuovi rifornimenti di armi e mezzi camuffati da vettovagliamenti e aiuti umanitari per la popolazione, con i quali hanno ora l’opportunità e l’intenzione di proseguire la guerra.

 

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Le prospettive dello scontro in atto

 

Mentre le operazioni dei russi e degli uomini di Damasco si stanno concentrando lungo la provincia di Homs, nel deserto siriano verso Raqqa, è però Deir al-Zour, la città contesa sulla strada per il confine con l’Iraq, il vero punto di svolta possibile. Qui l’esercito di Assad è rimasto a lungo isolato e non ha potuto far altro che tentare di mantenere la posizione, per evitare di consegnare l’intera provincia allo Stato Islamico.

 

Questi nuovi rivolgimenti e le perdite subite dai governativi e anche dai russi, ci consegnano una primavera di sangue che certifica le crescenti difficoltà del regime siriano di tenere testa a un’opposizione più resiliente e coriacea di quanto ci si aspettasse.

 

Chi e come abbia rifornito le prime linee dei jihadisti durante il cessate-il-fuoco non è dato sapere, ma è ormai praticamente certo che sia accaduto. Il che dovrebbe far riflettere seriamente sull’opportunità di insistere con questa fallimentare strategia di guerra, che invece di portare a una cessazione delle ostilità, ha soltanto radicalizzato lo scontro facendo emergere definitivamente il Fronte Al Nusra e lo Stato Islamico quali protagonisti assoluti dell’opposizione al regime di Assad.