SVEZIA -

E' accaduto in pieno centro nella capitale svedese, diversi morti. Il premier svedese Kjell Stefan Löfven parla di «attacco terroristico». I precedenti rivendicati da ISIS

A truck have crashed into a department store Ahlens at Drottninggatan in the central of Stockholm

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Nuovi momenti di terrore in Europa dopo l’attacco terroristico a San Pietroburgo dello scorso 3 aprile. A Stoccolma un camion è finito contro la folla in pieno centro sulla via Drottninggatan, la strada pedonale e commerciale più famosa della capitale svedese, andando a sbattere contro uno degli ingressi di Ahlens City, il centro commerciale più grande della città. Secondo quanto riferisce la polizia citata dai media locali ci sarebbero almeno 4 morti e diversi feriti.

 

IL COMMENTO AUDIO DI STEFANO PIAZZA, AUTORE DEL LIBRO “ALLARME EUROPA” (G-RISK)

 

Nell’area sarebbero inoltre stati sparati dei colpi di arma da fuoco come riferito da un’emittente radio svedese, che però non ha precisato se i colpi siano stati sparati dalla polizia o meno. Stando a quanto scrive il quotidiano svedese Aftonbladet il camion era di proprietà della società Spendrups. Sarebbe stato dirottato e rubato mentre l’autista era in procinto di effettuare una consegna a un ristorante.

 

Il premier svedese Kjell Stefan Löfven ha subito parlato di «attacco terroristico».

 

La polizia svedese ha confermato l’arresto di due persone. Una sarebbe l’uomo al volante del camion, scappato subito dopo lo schianto. Secondo i media locali si tratterebbe di un uzbeko di 39 anni. L’altra avrebbe avuto legami con lui e forse lo avrebbe aiutato nell’organizzazione dell’attentato. Proseguono le ricerche di altre persone che potrebbero essere collegate all’attentato. Sempre secondo i media svedesi, a bordo del camion sarebbe stato trovato dell’esplosivo.

 

People killed in incident when a truck was driven Friday April 7 2017 into a department store in central Stockholm

 

Come confermato da testimoni sul posto sentiti da Lookout News, i militari hanno subito presidiato il centro con camionette ed elicotteri e per gli stranieri sono stati messi a disposizione taxi e navette per raggiungere l’aeroporto internazionale. La situazione rimane tesa ma sotto controllo e sono in corso operazioni in varie parti della città per ristabilire l’ordine.

 

I precedenti rivendicati da ISIS

Per la dinamica l’azione terroristica ricorda tre attentati verificatisi negli ultimi mesi, tutti rivendicati da ISIS. A Nizza, il 14 luglio del 2016, un uomo si è lanciato con un tir contro la folla durante i festeggiamenti per la Festa Nazionale francese (84 morti tra cui 6 italiani). A Berlino, il 19 dicembre del 2016, un tir si è schiantato contro la folla in un mercatino di Natale nel quartiere di Charlottenburg vicino alla Chiesa del Ricordo (12 morti tra cui un’italiana). A Londra, il 22 marzo 2017, un uomo alla guida di un suv si è lanciato sulla folla del ponte di Westminster sul Tamigi lasciando numerosi feriti per terra. In seguito è sceso dall’auto e ha accoltellato un poliziotto nel cortile del parlamento di Londra prima di essere eliminato da altri agenti della polizia. Il bilancio è stato di quattro morti e venti persone ferite.

 

La striscia di attentati contro l’Occidente con qualsiasi mezzo a disposizione era stata invocata da Abu Mohammad Al-Adnani, il portavoce dell’ISIS e numero due dell’organizzazione jihadista secondo solo al Califfo Abu Bakr Al Baghdadi, ucciso in un raid aereo vicino ad Aleppo nell’estate scorsa. Era stato lui con un messaggio lanciato pochi giorni prima delle stragi di Orlando, Parigi, Nizza, Ansbach e Rouen, ad aver ispirato l’ultima ondata di attacchi contro “gli infedeli”: «Monoteisti, ovunque siate cosa farete per aiutare i vostri fratelli dello Stato Islamico, attaccati da tutte le nazioni? Alzatevi e difendete il vostro stato, dovunque voi siate. Se potete uccidere un infedele americano o europeo – specialmente gli schifosi francesi – o un australiano o un canadese o un qualsiasi infedele, inclusi i cittadini delle nazioni che ci stanno facendo la guerra, allora abbiate fiducia in dio e uccidete in ogni modo. Uccidete il militare e il civile, sono la stessa cosa. Se non potete trovare un proiettile o una bomba, usate una pietra per rompergli la testa, o un coltello, o investitelo con l’automobile o gettatelo dall’alto, o strangolatelo oppure avvelenatelo. […] Se i tiranni vi hanno sbarrato la porta per raggiungere lo Stato Islamico aprite la porta del Jihad in casa loro. Davvero apprezziamo di più un’azione piccola commessa in casa loro che un grande gesto qui, perché così è più efficace per noi e più dannoso per loro. Terrorizzate i crociati, notte e giorno, fino a che ciascuno non avrà paura del proprio vicino […] Saremo sconfitti e voi vittoriosi se prenderete Mosul o Sirte o Raqqa o tutte le altre città e noi torneremo come all’inizio? No, la sconfitta è perdere la volontà e il desiderio di combattere».

 

(Notizia in aggiornamento)