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Riad potrebbe finire in tribunale per il suo presunto ruolo nell’attentato alle Torri Gemelle. Ma prima la legge dovrà passare alla Camera dove saranno forti le pressioni delle lobbies pro-saudite

YEAREND PICTURES 2001.

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di Tersite

Ne avevamo già parlato il 21 aprile scorso, ma ora le testate giornalistiche di peso al di là e al di qua dell’Atlantico (New York Times, Financial Times, Corriere della Sera, Telegraph) rilanciano questa “non notizia”. Cioè che i familiari delle vittime dell’11 settembre potranno portare in tribunale l’Arabia Saudita per vagliare il suo ruolo nell’attentato, vale a dire nel supporto fornito ai 15 sauditi che facevano parte del gruppo di terroristi di Al Qaeda.

 

Ma il Justice Against Sponsors of Terrorism Act che potrebbe permetterlo – per la sua eccezione su fatti di terrorismo interno circa la non processabilità di nazioni estere – per adesso è stato approvato soltanto dal Senato, mentre la Casa Bianca ha già annunciato che opporrà alla legge il proprio veto. La legge deve poi arrivare alla Camera dei Rappresentanti e a quel punto, con l’opposizione del veto presidenziale, occorrerebbe una maggioranza di 2/3 dei seggi per approvarla.

 

Le pressioni delle lobbies

Ora, è assai discutibile che la legge passi anche alla Camera, perché lì possono avere maggiore audience numerica che non in Senato le pressioni delle lobbies pro-saudite, che possono convincere (o addirittura tentare di corrompere) i deputati: la lobby petrolifera, filo-saudita per definizione, oppure quella ebraica, che ha già dimostrato il proprio appoggio incondizionato al premier Benjamin Netanyahu in occasione del trattato con l’Iran. E Netanyahu è, nella contingenza, “alleato” dell’Arabia Saudita per la contrapposizione all’Iran e, indirettamente, per il connesso rovesciamento del presidente Bashar Assad e il conseguente indebolimento del gruppo sciita libanese Hezbollah. Tre fattori visti come cruciali per la sicurezza di Israele.

 

Seppure il Justice Against Sponsors of Terrorism Act passasse alla Camera dei Rappresentanti, sarebbe comunque quasi impossibile che gli venga lasciata raggiungere la maggioranza dei 2/3 necessaria a superare il veto presidenziale. Anche comprando o barattando uno alla volta i voti contrari, come avviene solitamente su questioni così cruciali.

 

U.S. President Barack Obama speaks with Saudi Arabia's King Salman during the summit of the Gulf Cooperation Council (GCC) in Riyadh

L’ANALISI: USA E ARABIA SAUDITA: STORIA DI UN MATRIMONIO INFELICE

 

Quale sarà la posizione del prossimo presidente USA?

Rimarrebbe a quel punto la decadenza del presidente Obama, prossimo alla fine del suo secondo e ultimo mandato, e la possibilità che il veto venga poi rimosso da Donald Trump, se questi verrà eletto a suo successore. Il che potrebbe anche accadere, visto quanto già esternato da Trump sull’Arabia Saudita e sulla sua promessa di desecretare le 28 pagine del rapporto del Congresso che riguarderebbero il coinvolgimento diretto dei sauditi nell’attentato alle Torri Gemelle.

 

Ma, seppure il tycoon verrà eletto a novembre, resta però la distanza abissale tra le promesse elettorali per divenire presidente e gli atti effettivi una volta insediato. E una volta alla Casa Bianca Trump verrebbe persuaso a comprendere che non è possibile creare un cataclisma di portata mondiale portando in tribunale l’Arabia Saudita per fare le pulci alle sue pretese attività finanziario-caritatevoli. Attività che ha svolto e svolge in tutto il mondo, musulmano e cristiano.

 

Republican U.S. presidential candidate Donald Trump speaks at a campaign rally in Costa Mesa, California

(Donald Trump) 

 

L’annuncio a titoloni che i familiari delle vittime del 9/11 potranno portare in tribunale l’Arabia Saudita è quindi una “non notizia”. Ubi maior minor cessat. In politica, e in geopolitica, vale il principio realistico e pragmatico della tutela dell’interesse primario. L’avevamo già scritto.

 

Le vittime hanno avuto e continueranno ad avere il compianto generale ma, per superiore interesse nazionale, non potranno avere giustizia. Ragion di Stato. Una legge non scritta che però è valsa anche in Italia per eventi come la stazione di Bologna, Ustica, il Cermis. E se è valso per questi eventi varrà a maggior ragione per l’attentato epocale alle Torri Gemelle.