STATI UNITI D'AMERICA -

Alla fine, s’incontreranno. Accadrà questa settimana ad Amburgo, durante il summit del G20. I due capi di stato discuteranno delle sanzioni economiche, del futuro della Siria e della NATO

TRUMP PUTIN

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di Luciano Tirinnanzi

 

Dopo una campagna elettorale americana velenosa e condizionata dallo spettro del Cremlino. Dopo accuse di collusione con Mosca e lo scandalo in larga parte artefatto che ha preso il nome di Russiagate. Dopo le dimissioni di una parte dello staff presidenziale, reo di aver “parlato” con i russi. E, infine, dopo che si è speculato a lungo sui possibili legami sotterranei tra i due presidenti, Donald Trump e Vladimir Putin s’incontreranno questa settimana al Summit G20, che si terrà ad Amburgo, in Germania, il 7 e l’8 luglio prossimi.

 

Alla CNN, che giusto questa settimana è stata sbeffeggiata dallo stesso presidente Trump (il quale ha postato su twitter un video in cui “picchia” rudemente un uomo che rappresenta l’emittente televisiva), stavolta la Casa Bianca ha concesso l’onore delle armi, fornendo uno scoop ai giornalisti del network: ovvero, ha rivelato il contenuto dell’incontro che i due capi di stato terranno a margine del G20.

 

«L’incontro tra Trump e Putin è la chiave per il futuro dell’Europa e del Medio Oriente – afferma la CNNC’è la questione delle sanzioni statunitensi contro la Russia per la sua incursione in Crimea, il futuro della Siria dopo l’imminente caduta dell’ISIS e come impedire alle forze americane e russe attive nel paese di scontrarsi, e la volontà degli Stati Uniti di sostenere gli alleati della NATO».

 

Trump announces Army Lt. Gen. H.R. McMaster as his National Security Adviser at his Mar-a-Lago estate in Palm Beach(Il consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente Trump H.R. McMaster)

 

Ciò nonostante, il consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster – che ha preso il posto del generale Michael Flynn, dimessosi proprio per lo scandalo legato al Russiagate – ha affermato che «non c’è un’agenda specifica. Il presidente parlerà di qualsiasi cosa preferirà parlare». E non è ancora chiaro se il dialogo sarà a favore di telecamere o meno.

 

Il Medio Oriente e la Crimea

Comunque vada, l’incontro segnerà un passaggio cruciale per la politica internazionale. Due nazioni forti e orgogliose, quasi sempre antitetiche e determinate a non cedere potere l’una all’altra, sono in procinto di definire i destini del Medio Oriente, dove dal 2001 è in corso una guerra internazionale che coinvolge numerosi paesi e che ha comportato la cancellazione dei confini del Novecento. Rimettere il genio nella lampada, insomma, è l’ardua missione che vede Mosca e Stati Uniti in prima fila, ciascuno con una propria idea sul come fare.

 

Vedremo se queste idee troveranno un terreno comune. Di certo, Vladimir Putin arriva al meeting appesantito da un logoramento delle truppe russe in Siria, che non gli consentirà di tirare troppo la corda. Dopo aver raggiunto lo scopo di assicurarsi l’accesso al Mediterraneo e mantenere in piedi il regime alleato di Assad, infatti, non potrà ancora a lungo investire truppe e denaro per frenare le numerose opposizioni che sono attive nella regione e che chiedono insistentemente terra e potere. Ma il presidente russo almeno ha un vantaggio in confronto al collega, poiché politicamente ha le mani libere e non deve affrontare i continui “check and balance” in patria che invece limitano pesantemente il potere di ogni presidente americano.

 

 

SIRIA IRAQ MAPPA

 

 

Donald Trump, per parte sua, ha bisogno di cogliere un risultato importante che dia un senso compiuto alla sua presidenza, indebolita dalle continue manovre politiche ostili da parte dell’opposizione democratica (ma anche repubblicana), e dall’ostilità di parte dell’opinione pubblica. Trump semplicemente non può permettersi di passare quattro anni a respingere accuse di comportamenti non consoni a un presidente in carica e deve allontanare dalla sua Amministrazione la sensazione che questa sia una congerie di dilettanti.

 

Per fare questo, il presidente Trump ha bisogno di risultati immediati. Che potrebbero anche passare per un via libera da parte di Putin per un intervento militare spettacolare, magari in Siria, o potrebbero portare a un reale miglioramento dei rapporti tra queste due nazioni. In mezzo ci sono i rapporti con la Cina (Putin ha appena incontrato il leader cinese Xi Jinping a Mosca) e la questione irrisolta della Crimea, la penisola che Mosca ha avocato a sé dopo la crisi in Ucraina del 2014. Su questo, Putin ha il fianco scoperto dalle sanzioni economiche comminate da USA e UE nonché la pressione ai confini dell’Europa orientale, dove la NATO gioca un ruolo determinante.

 

UCRAINA MAPPA

 

Clima molto teso

Sia come sia, la linea generale dell’incontro sembra averla già tracciata il sempre avveduto ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Lavrov, il quale ha espresso giusto la speranza che l’incontro tra i due leader possa portare «maggiore chiarezza nei rapporti tra i paesi».

 

TRUMP LAVROV(L’incontro alla Casa Bianca tra Trump, Lavrov e l’ambasciatore russo Kislyak)

 

Il che può significare che il clima è ancora molto teso e che le distanze restano, così come la sfiducia reciproca. Dunque, si potrebbe anche non ottenere poi molto da questo primo breve incontro. Il che, tuttavia, non gioverebbe a nessuno dei due.

 

Al netto del machismo che di certo ostenteranno entrambi i capi di stato e della delusione che potrebbe scaturire complessivamente dal G20, l’incontro Trump-Putin darà in ogni caso delle indicazioni importanti, che getteranno le basi per un vero dialogo o per uno scontro più acceso. Da cui discenderanno inevitabilmente un’accelerazione o un rallentamento dei disegni geopolitici che ciascuno dei due leader ha in mente per il futuro prossimo.