COREA DEL SUD -

Washington e Seoul pronte a installare in territorio sudcoreano il sistema di difesa d’area THAAD in risposta alla minaccia nucleare della Corea del Nord. Pechino teme però un’invasione di campo

North Korean leader Kim smiles as he guides a test fire of a new multiple launch rocket system in this undated photo released by North Korea's KCNA in Pyongyang

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di Priscilla Inzerilli

Venerdì 4 marzo, durante la riunione inaugurale tenutasi presso il ministero della Difesa sudcoreano, gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno annunciato l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto che dovrà negoziare lo schieramento di un Sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), ovvero una difesa d’area terminale ad alta quota, ad oggi il sistema antimissile più avanzato del mondo.

 

Colloqui informali tra Washington e Seoul, riguardo la possibilità di installare il sistema THAAD in Corea del Sud, erano già stati avviati all’indomani del lancio del razzo a lunga gittata effettuato dalla Corea del Nord lo scorso 7 febbraio per la messa in orbita del satellite Kwangmyongsong-4. Secondo i servizi segreti americani e sudcoreani, quest’ultimo test di carattere “scientifico” condotto dalla Corea del Nord avrebbe in realtà avuto come scopo quello di testare un modello più avanzato di missile balistico intercontinentale.

 

Le operazioni congiunte USA-Corea del Sud

Stati Uniti e Corea del Sud hanno inoltre dato il via alla più massiccia esercitazione militare congiunta degli ultimi anni, sempre in risposta alle recenti mosse di Pyongyang. Il regime, negli ultimi due mesi, ha intensificato i test missilistici e nucleari suscitando l’unanime condanna del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che nei giorni scorsi ha approvato la risoluzione 2270, a quanto pare la più rigida di sempre. Le nuove sanzioni introducono ispezioni obbligatorie dei veicoli da trasporto merci che transitano all’interno e all’esterno del territorio nordcoreano, con la proibizione di esportare carbone, ferro, oro, carburante per aviazione e altri materiali impiegabili all’interno del programma nucleare e missilistico di Pyongyang. Le operazioni congiunte USA-Corea del Sud, che si svolgeranno fino alla fine del mese di aprile, coinvolgeranno circa 320.000 uomini tra soldati americani e sudcoreani.

 

South Korean defense ministry's Director General Major General Jang Kyung-soo shakes hands with U.S. Forces Korea's Major General Robert Hedelund in Seoul

 (Seoul, 4 marzo 2016: i generali di USA e Corea del Sud Robert Hedelund e Jang Kyung-soo)

 

Le preoccupazioni di Russia e Cina

L’agenzia di stampa Yonhap News Agency ha riportato le dichiarazioni del ministero della Difesa sudcoreano, che ha definito il sistema THAAD un contributo “alla difesa della Corea del Sud dalle minacce missilistiche nucleari della Corea del Nord”. Cina e Russia hanno invece manifestato la propria preoccupazione per lo schieramento del sistema antimissile e per l’avvio delle esercitazioni militari congiunte.

 

È Pechino, in particolare, a essere preoccupata per la sicurezza dei propri “interessi strategici”. Il radar di controllo tiro in Banda-X, associato alle batterie THAAD, è infatti un sistema di rilevamento a lunghissimo raggio, in grado di monitorare un’area fino a 1.000 chilometri di distanza e di intercettare un missile nemico in fase di discesa a una distanza di 200 chilometri, prima che esso raggiunga il suolo, sia all’interno che al di fuori dell’atmosfera terrestre.

 

La Cina ritiene che questo sistema di difesa antimissile di matrice americana, installato sul territorio sudcoreano, potrebbe avere lo scopo “occulto” di monitorare e intercettare eventuali lanci di missili cinesi, sfruttando il considerevole raggio d’azione del radar di controllo, in grado di coprire gran parte dello spazio aereo della Cina e del Mar Cinese Meridionale. Una batteria THAAD è attualmente dispiegata sull’isola di Guam.

 

Come funziona il sistema THAAD

Il sistema THAAD consta di quattro componenti: i lanciatori montati su automezzi ruotati, gli intercettori, il radar e un centro di comando e controllo. I lanciatori, tra i quattro e i sei, possono montare fino a otto missili intercettori.

 

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Il radar rileva la minaccia e trasferisce l’informazione all’unità di controllo C2BMC (Command, Control And Battle Management Network), che gestisce tutte le componenti del THAAD in maniera integrata. Il sistema radar fornirà poi le indicazioni sulla traiettoria di intercettazione, e il bersaglio verrà distrutto direttamente dall’impatto con il “kill vehicle”, che dopo essersi separato dal booster colpirà il missile nemico in arrivo, disintegrando la testata contenuta in esso – di qualunque tipo si tratti – senza provocare danni al suolo.