VENEZUELA -

Scontri a fuoco, morti e decine di arresti durante le proteste antigovernative a Caracas. Le immagini dalla capitale militarizzata

An opposition demonstrator throws a petrol bomb while clashing with riot police during the so called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

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Due manifestanti e un poliziotto uccisi e oltre trenta persone arrestate. È questo il bollettino della “madre de todas las marchas”, la “madre di tutte le marce” organizzata ieri, mercoledì 19 aprile, dalle forze di opposizione venezuelane per protestare contro il governo del presidente Nicolas Maduro. Le vittime tra i civili sono un diciottenne colpito alla testa da un proiettile nel quartiere di San Bernardino a Caracas, e una ventitreenne freddata a San Cristobal, nello stato di Tachira. È invece un sergente della Guardia Nazionale di 35 anni l’agente che ha perso la vita a San Antonio, alle porte della capitale. Da quando ha avuto inizio a fine marzo questa nuova ondata di proteste, le vittime sono salite a otto.

 

Demonstrators rally during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Demonstrators clash with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Demonstrators clash with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Demonstrators clash with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Maduro in Caracas

 

Alla marcia di Caracas, organizzata il 19 aprile in corrispondenza del 207esimo anniversario dello scoppio del conflitto per l’indipendenza dalla Spagna (1810), hanno partecipato oltre diecimila persone: non solo sostenitori della piattaforma delle opposizioni MUD (Mesa de Unidad Democratica) guidata da Enrique Capriles, governatore dello stato di Miranda e leader del partito Primero Justicia, ma anche da centinaia di cittadini dei quartieri poveri di Caracas, per anni fedelissimi dell’ex presidente Hugo Chavez ma che ora si sentono traditi dal suo successore Maduro.

 

Venezuela's President Nicolas Maduro gestures to supporters during a rally in Caracas

 

Venezuelan opposition leader and Governor of Miranda state Capriles tries to catch his breath after being affected by tear gas while participating on the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Maduro in Caracas

 

Le opposizioni chiedono elezioni anticipate, la liberazione dei prigionieri politici (tra cui Leopoldo López, ex sindaco del comune di Chacao, nel distretto metropolitano di Caracas, in carcere dal 2014), l’apertura di corridoi umanitari per far arrivare dall’estero forniture di beni alimentari e di medicine, la restituzione di piene funzioni all’Assemblea Nazionale (dove l’opposizione detiene la maggioranza dei seggi) e il licenziamento dei consiglieri della Corte suprema che il 30 marzo avevano esautorato il parlamento dei suoi poteri.

 

A demonstrator clashes with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Maduro in Caracas

 

Demonstrators clash with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Maduro in Caracas

 

A demonstrator clashes with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Maduro in Caracas

 

An opposition demonstrator uses a home made gas mask while clashing with riot police during the so called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Maduro ha risposto da far suo a queste richieste. Per attutire l’effetto mediatico delle proteste anti-governative, il presidente ha convocato una manifestazione dei suoi sostenitori di fronte al palazzo di Miraflores, dove ha sede il governo. Nelle stesse ore squadre di agenti della Guardia Nazionale e gruppi di paramilitari chavisti (i cosiddetti colectivos) hanno impedito ai manifestanti di raggiungere l’ufficio della Defensoría del Pueblo usando non solo gas lacrimogeni e proiettili di gomma ma anche proiettili veri come dimostrano i due manifestanti morti. «Oggi hanno cercato di prendere il potere ma li abbiamo sconfitti di nuovo. Sono determinato a difendere il mio Paese e il mio popolo» ha detto il presidente in uno dei suoi discorsi accorati.

 

Riot police take position while clashing with demonstrators during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

A demonstrator clashes with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Riot police take position while clashing with demonstrators during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Da mesi ormai il Venezuela è un Paese militarizzato. Un clima esasperato prima dalla decisione della Corte suprema di esautorare il parlamento dei suoi poteri (poi ritirata a seguito dell’intervento diretto del procuratore generale Luisa Ortega Diaz), in seguito dalla decisione di sospendere dai pubblici uffici per i prossimi quindici anni il leader dell’opposizione Capriles, il che gli impedirà di correre alle prossime presidenziali in programma nel 2018.

 

An injured demonstrator stands near police during protests against unpopular leftist President Nicolas Maduro in San Cristobal

 

Riot police take position while clashing with demonstrators during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Riot police take positions during the so called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Police help an injured colleague during clashes with opposition supporters during protests against unpopular leftist President Nicolas Maduro in San Cristobal

 

Riot police officers take position while clashing with demonstrators during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

Le critiche interne non hanno però scalfito finora Maduro. Ma senza gli introiti del petrolio e con gli indici di inflazione e disoccupazione ormai totalmente fuori controllo, il presidente appare sempre più isolato. Il 17 aprile la maggioranza dei Paesi dell’OAS (Organizzazione degli Stati americani), con in testa Brasile, Argentina e Messico, sono tornati a chiedere al governo venezuelano di rispettare il diritto del popolo a protestare pacificamente.

 

A demonstrator throws back a tear gas grenade while clashing with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Nicolas Maduro in Caracas

 

An injured demonstrators is been helped by another protester after clashing with riot police during the so-called "mother of all marches" against Venezuela's President Maduro in Caracas

 

Al loro appello si è poi aggiunto quello del segretario di Stato americano Rex Tillerson: «Siamo preoccupati per il fatto che il governo di Maduro sta violando la Costituzione non consentendo all’opposizione e al popolo venezuelano di esprimere liberamente le proprie opinioni». Spettatori interessati di questa crisi per via degli interessi petroliferi, gli USA si espongono per la prima volta contro Maduro da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca. Da quando è morto Chavez nel 2013, la loro influenza nel Paese a favore del fronte delle opposizioni è cresciuta in modo esponenziale. Adesso i nuovi disordini di Caracas potrebbero offrire loro il pretesto giusto per dare la spallata decisiva al presidente venezuelano.

Rocco Bellantone