Sui social, l'immagine della donna si muove tra vecchi stereotipi e un'estetica sempre più filtrata, dove il confine tra reale e digitale si assottiglia. Le ragazze e le donne si trovano spesso a gestire la pressione verso un aspetto perfetto, cercando allo stesso tempo spazi di autenticità.
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Dall'ideale patinato alla perfezione filtrata
I primi social visuali hanno consolidato un ideale femminile molto stretto, fatto di corpi magri o iper-tonici e pelle levigata. Instagram e poi TikTok hanno amplificato questo modello, rendendolo costante attraverso feed personalizzati che propongono ripetutamente lo stesso tipo di corpo considerato desiderabile. A questo si è aggiunto negli ultimi anni il ruolo dei filtri di bellezza e delle app di fotoritocco, capaci di modificare i tratti del viso con un tocco. Studi recenti mostrano come l'uso frequente di questi strumenti possa creare una distanza dolorosa tra il volto reale e quello mostrato online, alimentando insoddisfazione corporea.
Infine, la tendenza dei social media, tramite gli algoritmi, a mostrare account simili anche per estetica. Se la bellezza è un vantaggio e non può essere condannata, di sicuro non deve diventare lo standard con il quale misurare la propria vita.
Un confronto costante che genera bassa autostima
La ricerca conferma che sono soprattutto i contenuti centrati sull'aspetto fisico, più che l'uso generico dei social, a incidere sull'immagine corporea delle donne.
Le giovani donne risultano in media più esposte a piattaforme come Instagram e TikTok e riportano livelli più alti di insoddisfazione verso il proprio corpo rispetto ai coetanei maschi. Un'indagine del Dove Self-Esteem Project mostra che una ragazza su due collega i consigli di bellezza tossici trovati sui social a un calo della propria autostima.
Nove ragazze su dieci seguono almeno un account che le fa sentire meno belle, ma oltre sette su dieci affermano di sentirsi meglio dopo aver smesso di seguire quel tipo di contenuti. Eppure, proprio per la forza degli algoritmi, sono gli account delle persone più attraenti ad avere successo.
Filtri, chirurgia estetica e normalizzazione degli interventi
L'uso dei filtri non si limita a un gioco visivo, perché spesso offre un'anteprima digitale di ciò che si potrebbe ottenere con la chirurgia o la medicina estetica.
Una ricerca condotta su utenti Instagram ha rilevato che filtri e contenuti degli influencer possono rafforzare l'idea che trattamenti come filler e botox siano interventi leggeri, minimizzandone rischi e complessità.
Questo intreccio tra estetica filtrata e promozione di procedure cosmetiche contribuisce a normalizzare l'idea di correggere il proprio corpo per aderire a standard sempre più omogenei.
Per molte ragazze il riferimento non è più solo la celebrità irraggiungibile, ma l'influencer vicina che racconta il proprio percorso di trasformazione, rendendo quel cambiamento desiderabile e apparentemente alla portata.
C’è una differenza abissale tra com’era prima e come è adesso. Ad esempio avere come propria musa e icona di bellezza un’attrice, distante e inavvicinabile, e una persona alla quale si può scrivere un messaggio privato. Cambia come viene percepito quell’ideale: affine a sé, più imitabile e alla portata.
La body positivity
In risposta a queste pressioni si è affermato il movimento body positivity, che promuove corpi diversi da quelli standard, mostrando difetti visibili come cicatrici o smagliature. Esperimenti condotti su giovani donne mostrano che l'esposizione a contenuti body positive può aumentare nel breve periodo la soddisfazione corporea rispetto a immagini che propongono ideali magri e sessualizzati. Sono anti negli anni anche siti e associazioni come Simultanee che promuovono questo ideale.
Alcune polemiche sono sorte rispetto all’impatto che un farmaco come Ozempic sta avendo su quelle persone sovrappeso. Non sono mancate accuse a chi, promotrice di un messaggio di positività, l’ha poi abbandonato per usare la soluzione più immediata per perdere peso.
Accanto alle criticità sta emergendo una cultura digitale più consapevole che prova a rimodellare l'immagine della donna sui social. Crescono gli account che mostrano confronti tra pose studiate e posture rilassate, rendendo visibili tratti che di solito vengono nascosti. E account che sottolineano la differenza costante tra la realtà e l’immagine super filtrata. E gli utenti notano anche un’ossessiva ripetitività degli schemi.
Verso quale immagine della donna
Le ricerche mostrano che gesti anche piccoli, come smettere di seguire account tossici o esporsi a contenuti più normalizzanti, possa avere un effetto concreto sul benessere delle ragazze. L’esposizione a modelli che raccontano l’ordinario fa bene nel breve e nel lungo periodo.
