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Lo streetwear, l’abbigliamento della cultura urbana

Lo streetwear, l’abbigliamento della cultura urbana

Lo streetwear è lo stile urbano che è nato nelle cultura afroamericane, che spopola in tutto il mondo. Non è uno stile elegante, ma è decisamente un modo alternativo di vestire. Lo possiamo vedere tra i rapper  ed estremizzato tra i trapper che ne fanno una bandiera.

Abbigliamento Streetwear

I must have per uno stile di strada corretto

Sicuramente le sneaker sono un accessorio immancabile e devono essere ugly, cioè brutte e soprattutto decorate. Il nuovo trend del momento, prevede che la linguetta e il tallone della sneaker siano dorati o glitterati. Altri must have dello stile streetwear sono senza dubbio le magliette colorate, le felpe con cappuccio, i pantaloni cargo, i cappelli…La moda streetwear coinvolge anche la street art, il design, la fotografia in un mix sempre in movimento e vivo.

Per chi è pensato lo streetwear

Questo stile ha un pubblico molto ampio, dagli adolescente agli ultra trentenni. Grazie ai molti influencer che seguono questo stile, possiamo trovare Millennials che indossano lo streetwear. Questo sistema è riuscito a creare una sorta di comunità a livello mondiale, dove i ragazzi hanno interessi comuni, gusti musicali simili ed è solo merito della globalizzazione.

Le aziende che sfruttano il fenomeno

Alcuni marchi sono prestigiosi e hanno soltanto visto un’opportunità di guadagno, come BAPE, Supreme, Nike, Adidas, North Face, Off White, Palm Angels. Altri brand streetwear invece sono di origine locale e più piccoli, Nel nostro paese abbiamo Basedodici, Propaganda, Plaza Merch per esempio. Spesso per creare questi abiti ci si affida a personaggi famosi, per esempio Kanye West, che è anche uno stilista affermato in quest’ambiente.

La messa in vendita di una collezione streetwear si chiama drop e può avvenire in qualunque periodo dell’anno. Questo modo di proporre le collezioni o i prodotti, ha dato vita al fenomeno del  mercato parallelo delle rivendite, i resellers. Questo mercato, ricorda quello dei bagarini, soprattutto perché i prodotti vengono venduti a prezzi maggiorati rispetto al listino, dato che sicuramente si tratta di pezzi molto richiesti che con ogni probabilità diventeranno da collezione.

Quando un oggetto va a ruba, come descritto, prende il nome di Hype ossia super quotato. Un caso molto recente è il sold out  di una maglietta streetwear che da 460 dollari è arrivata a costare 1.600. Si tratta del caso della T-shirt Bogo (Box Logo) Swarovski x Supreme, che in pochi minuti è diventata sold out.

Mercato giovane

I designer sono tantissimi e molto giovani

Fabrizio Efrati ha creato Kickit, il market dedicato allo streetwear e alle sneakers, che si tiene a Roma, ha detto  “I giovani talenti italiani sono tanti, spesso sotto i 25 anni, ragazzi spesso appena maggiorenni che mossi dalla loro passione, hanno trasformato un locale di casa, oppure una cantina o una rimessa in un piccolo laboratorio sartoriale. Le loro cose nel passaparola del web riescono ad avere successo. E’ il passato e il presente che si incontrano: l’Italia della grande tradizione artigiana e sartoriale, quella che le passate generazioni, hanno tramandato ai loro nipoti e che oggi si fonde con l’innovazione dei tagli laser, delle nuove tecnologie, delle stampanti 3D, della creatività”. Si tratta quindi di un modo per parlare di made in Italy e artigianato, anche ai tempi di internet.

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