Manometri a capsula: guida tecnica per la misurazione di basse pressioni - manometri a capsula - Look Out News

Manometri a capsula: guida tecnica per la misurazione di basse pressioni

La misurazione delle basse pressioni richiede strumenti progettati con criteri precisi. Nei sistemi dove circolano gas leggeri o dove si lavora in condizioni di pressione minima, l’affidabilità del dato è essenziale. Il manometro a capsula per basse pressioni nasce per garantire stabilità e sensibilità anche quando i valori da misurare sono contenuti, ma non per questo meno critici.

Che cos’è un manometro a capsula?

Un manometro a capsula è uno strumento meccanico progettato per misurare pressioni molto basse, generalmente comprese tra 25 e 600 millibar. Il suo principio di funzionamento si basa sulla deformazione di una capsula metallica composta da due membrane saldate lungo il bordo. Quando la pressione interna varia, la capsula si espande o si contrae leggermente, trasmettendo il movimento a un meccanismo che muove l’ago sul quadrante.

Si differenzia dai manometri tradizionali con molla Bourdon per la sensibilità, molto più elevata. La struttura della capsula aiuta rilevare variazioni minime, senza essere influenzata da piccole vibrazioni o movimenti esterni. È, quindi, una tecnologia precisa.

Dal punto di vista costruttivo, il corpo può essere in ottone, acciaio inox o materiali anticorrosione, a seconda dell’ambiente e del gas da misurare. Le versioni offerte da Bart Srl coprono tutte queste possibilità, con una gamma completa di modelli pronti a magazzino e personalizzabili su richiesta.

Quando si usa un manometro a capsula?

I manometri a capsula trovano impiego in ambienti dove la pressione è bassa ma stabile, e dove il monitoraggio continuo è parte integrante delprocesso. Laboratori di ricerca, impianti di ventilazione, camere bianche, circuiti di regolazione pneumatica, impianti HVAC: sono tutti contesti in cui serve misurare pressioni inferiori all’atmosferica o leggermente superiori, senza margine per letture imprecise.

Un impianto di condizionamento, ad esempio, necessita di controllare la pressione nei canali d’aria o sezioni di recupero energetico. Un laboratorio chimico, invece, potrebbe richiedere monitoraggio costante della pressione di un gas non reattivo all’interno di un sistema chiuso. In entrambi i casi, un manometro standard non riuscirebbe a fornire valori attendibili.

Pressioni differenziali vs basse pressioni assolute

Per scegliere lo strumento corretto bisogna prima comprendere cosa si sta misurando. La pressione assoluta è riferita al vuoto teorico, mentre la pressione differenziale rappresenta la differenza tra due punti del sistema. Nella pratica, la differenza incide profondamente sul tipo di sensore e sulla scala necessaria.

Un manometro a capsula è pensato per lavorare in condizioni di pressione positiva molto bassa o, in alcune versioni, anche con pressioni leggermente negative. Ma non va confuso con un trasduttore differenziale, che invece è progettato per rilevare il delta tra due pressioni di ingresso. Chi progetta o gestisce impianti deve quindi valutare bene: il valore che voglio leggere è relativo all’ambiente, al vuoto, o a un’altra parte del sistema? 

Come scegliere il range di misura corretto

Scegliere il campo scala giusto è di fondamentale importanza per ottenere letture accurate. Un range troppo ampio penalizza la sensibilità, uno troppo stretto può causare sovraccarichi e danneggiamenti. La regola generale è selezionare uno strumento con fondo scala pari a circa il doppio della pressione di esercizio, ma nel caso delle basse pressioni è necessario considerare anche la precisione percentuale dello strumento.

L’unità di misura, inoltre, deve essere coerente con il sistema adottato: mbar, psi, mmH₂O o inHg possono cambiare radicalmente la lettura se mal interpretati. Bart Srl offre la possibilità di personalizzare quadranti e scale, facilitando l’integrazione dei manometri a capsula in impianti già esistenti, senza dover ricalibrare tutto il sistema.

I materiali e le connessioni più comuni

La scelta dei materiali dipende dal tipo di gas misurato, dalla temperatura di esercizio e dall’ambiente circostante. I manometri a capsula più comuni sono costruiti in ottone o acciaio inox, ma esistono versioni in rame o con trattamenti superficiali speciali per ambienti aggressivi o per l’uso con gas corrosivi.

L’ottone è adatto a impieghi generici con aria o gas neutri. L’inox garantisce durata e compatibilità anche in ambienti umidi o dove siano presenti residui di sostanze reattive. Le connessioni possono essere posteriori, inferiori, filettate secondo gli standard più comuni. Bart Srl propone entrambe le soluzioni, con possibilità di configurare attacchi su richiesta, anche per impianti non standard.

L’attenzione alla compatibilità è fondamentale: un errore di abbinamento tra fluido e materiale può ridurre drasticamente la vita utile dello strumento o, peggio, compromettere la sicurezza del sistema. Per questo è utile affidarsi a chi conosce bene sia la gamma, sia le applicazioni reali.

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