Come migliorare la produttività in ambulatorio in poche semplici mosse

La produttività è un concetto vissuto con accezione negativa, se lo guardiamo dal punto di vista della globalizzazione e del consumismo. In realtà essere produttivi significa qualcosa in più oltre a produrre, guadagnare o scalare in ambito di business. Un buon livello di produttività, infatti, ci permette di impiegare meglio il tempo di cui disponiamo, di separare vita privata e vita lavorativa e, soprattutto, di non incorrere nei meccanismi di freno e di auto-sabotaggio nello studio o nel lavoro. In un ambulatorio un calo di produttività può causare problemi enormi, soprattutto se a farne le spese sono i pazienti. Ecco perché abbiamo pensato che possa essere utile condividere con chi legge qualche suggerimento per migliorare questo aspetto e condurre in modo più efficiente uno studio medico o un ambulatorio.

Affidati alla tecnologia e all’innovazione

Per prima cosa occorre ridimensionare i flussi di lavoro, ottimizzandoli evitando i famosi colli di bottiglia. Per farlo è possibile ricorrere ai cosiddetti software per studi medici e poliambulatori, strumenti in grado di semplificare le mansioni d’ufficio e di offrire panoramiche di controllo in tempo reale. Grazie a questi strumenti i medici ed il personale sanitario possono liberarsi degli impegni derivanti dalla burocrazia e dalla logistica, concentrandosi, finalmente, sulla cura dei pazienti e degli assistiti. Questo aspetto non è da sottovalutare perché permette di impiegare meglio le risorse disponibili e, quindi, di evitare errori, ritardi e accavallamenti.

Impara a delegare e a fissare priorità

Saper delegare è il primo principio di una buona leadership. Chi amministra o “comanda” non deve svolgere da solo tutto il lavoro ma fare affidamento su collaboratori fidati. Questo servirà a creare un clima di fiducia reciproca e, soprattutto a permettere a tutto il team di imparare a fissare le priorità. In pratica quando impariamo a capire cosa è prioritario da cosa non lo è smettiamo di lavorare “per emergenza”, ovvero correndo dietro alle scadenze prossime e vicine. Sostanzialmente un lavoro emergenziale viene sempre svolto sotto una condizione di stress dilagante che, quindi, impedisce di creare un clima collaborativo e disteso, utile per prendere decisioni razionali e sagge.

Migliora la comunicazione

Infine occorre ragionare sulla qualità della comunicazione interna ed esterna. Da un punto di vista gestionale e organizzativo i difetti di comunicazione possono causare problematiche di interpretazione che, quindi, possono dare vita a errori, sviste, intoppi e omissioni. Esternamente, invece, una comunicazione poco accurata potrebbe causare fraintendimenti tra i pazienti e, quindi, peggiorare la percezione che le persone hanno dello studio medico o dell’ambulatorio.

La salute è un aspetto molto delicato e, per tali ragioni, andrebbe gestita con tutte le cautele. Per questo adottare stili comunicativi progettati a monte è importantissimo sia per il personale sanitario che per i pazienti. In conclusione ricordiamo che sebbene  tutti abbiano il sacrosanto diritto di comunicare il ruolo del medico o del personale professionale sanitario si trova a dover fare conti con un’importante responsabilità sociale. Dal modo di porsi alle modalità con cui restituiamo i referti al paziente tutto dovrebbe essere curato anche dal punto di vista della comunicazione, in modo tale da evitare errori e fraintendimenti che, come sai, possono causare conseguenze più spiacevoli.