Pandemia e stress da quarantena, come sono cambiate le abitudini degli italiani

Tra le principali problematiche che gli italiani hanno dovuto affrontare a causa della pandemia, figura sicuramente lo stress causato dalla quarantena. Per diversi mesi, tra il 2020 e il 2021, le persone sono state costrette a casa per evitare il diffondere del contagio.

Si tratta di una problematica del tutto nuova, che soltanto una emergenza sanitaria di questa portata ha potuto far sorgere. Ma di cosa si tratta di preciso? Vediamolo insieme.

Isolamento sociale

Per prima cosa c’è da capire che, per l’essere umano, l’isolamento sociale è sempre difficoltoso da accettare e da affrontare. La possibilità di instaurare dei rapporti inter-sociali appartiene proprio alla natura dell’essere umano, il quale non a caso era definito da Aristotele “animale sociale”. La stessa sopravvivenza della specie è strettamente legata a questa condizione.

D’altronde, come molti animali insegnano, stare in gruppo consente di trovare il cibo più facilmente, nonché di difendersi al meglio contro i predatori. L’evoluzione della specie, però, ha anche palesato il fatto che per stare in un contesto sociale sia necessario sviluppare le proprie capacità cognitive e sociali.

La scienza, attualmente, sostiene che il nostro cervello si sia ingrandito nel corso dell’evoluzione della specie, anche per far fronte alle relazioni sociali in crescita. Queste, oltretutto, sono diventate sempre più articolate e complesse. Difatti, ad oggi, il nostro cervello è frutto di quelle interazioni.

Stress da quarantena

Lo stress da quarantena si è palesato proprio durante i periodi di lockdown. Come sappiamo, durante questi periodi le nostre attività quotidiane sono state limitate estremamente: tutte le restrizioni resisi necessarie dal Governo per poter evitare la propagazione del virus, comportano però una serie di problematiche non di poco conto.

Gli stessi rapporti umani hanno cominciato a deteriorarsi, e non soltanto perché è venuta a mancare la possibilità di incontrarsi di persona, ma anche perché sono venuti meno una serie di gesti classici della relazione umana: la stretta di mano, gli abbracci e così via.

Il peso stesso della distanza sociale si è fatto sempre più significativo: questo perché il bisogno sociale, quello di interazioni, è rimasto immutato. E ciò ha portato allo stress psicologico sopracitato. Anche grandi esperti come il fondatore di Efficacemente.com, Andrea Giuliodori, hanno trattato argomenti legati allo stress e di come questo riesca ad influenzare negativamente le nostre vite.

Dal suo lavoro emerge come durante i periodi di quarantena, nuovi effetti psicologici sono evidenziabili a causa della distanza sociale e delle limitazioni alla libertà personale.

Stress da quarantena: i sintomi

Ma quali sono, effettivamente, i sintomi dello stress da quarantena. Quest’ultimo può palesarsi in differenti modalità, a seconda di individui e di eventuali patologie pregresse. Tra i vari sintomi, troviamo:

  • Paura per la propria salute e per quella dei propri cari;
  • disturbi del sonno;
  • disturbi dell’alimentazione;
  • perdita delle sicurezze;
  • difficoltà nella concentrazione;
  • noia e solitudine persistenti;
  • peggioramento malattie croniche esistenti;
  • aumento utilizzo fumo, alcol e droghe.

In qualsiasi di questi casi, la problematica non può essere sottovalutata, ma dev’essere approfondito il sintomo ed, eventualmente, contattato un esperto.

La gestione dello stresso da isolamento

Il punto più complesso è sicuramente quello legato alla gestione dello stress da isolamento. Ci sono una serie di consigli che gli esperti hanno cercato di rendere noti, per affrontare al meglio la problematica. Sicuramente, rispettare la routine quotidiana, cercando di mangiare e dormire regolarmente, può essere d’aiuto. Gli orari e le abitudini devono rimanere quanto più simili a quelle dei periodi pre isolamento. Dobbiamo fare in modo tale da rendere questo periodo quanto più normale possibile.

Il consiglio della maggior parte degli esperti è quello di evitare utilizzo di alcol e droghe. Nel primo caso, cercare di quantificare al massimo l’alcol assunto. La stessa assunzione di farmaci durante terapie pre esistenti, dovrà continuare in base ai consigli del medico.

Può sembrare superfluo, ma non lo è: il nostro corpo va curato al meglio. Ecco perché sarebbe importante fare esercizio fisico e stretching: questi alleviano lo stress e ci rendono occupato il tempo. Allo stesso modo, la mente dovrà essere mantenuta allenata e attiva: dedicarsi ad hobby vari, nonché cucinare, scrivere e quant’altro, può aiutare la nostra stabilità mentale.

In linea generale, il consiglio è sempre quello di rilassarsi quanto più possibile, tenere in ordine l’ambiente e cercare di rendere il posto in cui dobbiamo rimanere quanto più possibile accogliente per noi. La stessa limitazione della lettura di notizie sulla pandemia e sui decessi può essere d’aiuto in questi periodi: ciò può solo farci stare peggio.

Se, poi, i disagi durano più di qualche giorno, allora non dobbiamo avere paura di contattare degli esperti o chiedere aiuto a delle persone che amiamo. I rapporti, anche a distanza, possono essere mantenuti e coltivati. La socialità, anche limitata, può ridurre lo stress e aumentare la capacità di supportare ed essere supportati.

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