Camici bianchi dei medici e da laboratorio, qual è la loro origine?

Il camice bianco rappresenta, da sempre, il medico o le varie professioni che hanno a che fare con il mondo sanitario e della ricerca. Nella maggior parte dei casi, la visione del colore rimanda a queste professioni e una persona si sente maggiormente a proprio agio in caso di bisogno.

Ma come si è arrivati al colore bianco? Tra storia e leggenda, scopriamolo insieme.

L’importanza del camice bianco per i medici

Il camice bianco è un simbolo che accompagna le professionisti medico/sanitarie da tantissimo tempo. Il colore è di sicuro il più amato dai pazienti, che si sentono subito a proprio agio e sanno di poter contare sull’appoggio di un professionista.

Chi svolge questo mestiere sa bene di dover scegliere tra la vasta scelta di camici da laboratorio a disposizione, non solo per dare autorevolezza alla professione ma anche per garantire protezione agli abiti personali.

Medici, infermieri e ricercatori sono riconosciuti per questo tipo di divisa: ma perché?

Storia del camice bianco

Il camice bianco rappresenta il simbolo del personale medico sanitario da oltre 1000 anni. I bambini sanno riconoscere un medico indicandolo come “persona vestita di bianco”, così come gli anziani che ne riconoscono l’autorità e il sapere.

Molti studenti universitari, quando indossano per la prima volta il classico camice bianco, sanno che è quello l’inizio della loro carriera. Forse non tutti sanno che, prima del bianco, i medici e il personale sanitario indossassero solo divise di colore nero. Ci sono moltissime storie e teorie che accompagnano il cambiamento, alcune delle quali molto interessanti:

  • La prima ipotesi sul fortunato cambio di colore è dovuta all’associazione tra nero e demonio. Il bianco era considerato come simbolo di purezza, verità e autorevolezza, per questo motivo si è deciso di dare ai medici i camici di colore bianco puro;
  • La seconda teoria si basa sul concetto di eleganza. Il nero è sempre stato considerato un colore formale e serio, considerando che gli incontri con i medici all’epoca erano molto rari e quasi solenni;
  • La terza ipotesi presunta motiva il fatto che il medico arrivasse dal malato come ultima prova, dopo aver provato una serie di metodi completamente non convenzionali.

Nel 1800 un incontro con il medico non risolveva quasi mai il problema del malato e questa visione di colore nero, rendeva il paziente molto nervoso e “pronto alla morte”. Dipinti dell’epoca raffigurano dei medici mentre svolgono un intervento chirurgico, vestiti di colore nero per dare importanza alla loro professione e forma.

La rivoluzione vera e propria arriva nel 1910, con un sistema di formazione innovativo e basato sulle reali necessità del paziente. Le uniformi dei medici lasciarono il nero per il bianco, così come le tonache delle suore degli ordini infermieristici. Da quel momento il camice bianco entra nella storia, nella visione delle persone e nell’immaginario comune.

Non è tutto, la diffusione della malaria ha fatto riscoprire il concetto di igiene e pulizia. Per questo motivo il bianco diventa il simbolo ufficiale per rappresentare la purezza, la pulizia persona e tutto ciò che potesse debellare il virus.