Gonalgia, le principali cause

Le principali cause della gonalgia, un dolore al ginocchio piuttosto frequente, hanno solitamente origine da un affaticamento prolungato, ma possono individuate anche in traumi o patologie che possono colpire questa articolazione. La gonalgia può presentarsi in persone di tutte le età, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un disturbo transitorio della durata di pochi giorni o al massimo di un paio di settimana fino a scomparire del tutto, per risolvere il quale basta un po’ di riposo o semplici cure.

Sintomi della gonalgia

Può capitare, però, che i sintomi della gonalgia siano diversi: il dolore è persistente e  acuto, accompagnato a gonfiore o arrossamenti. In questi casi potrebbe trattarsi di una vera e propria malattia o della presenza di una lesione seria provocata da traumi. In entrambi i casi è richiesto l’intervento di un esperto di patologie del ginocchio in grado di individuare e risolvere i casi di gonalgia traumatica.

I sintomi più comuni sono:

  • rigidità e difficoltà ad estendere e flettere la gamba
  • arrossamento e lividi causati da versamenti e lacerazioni interne
  • gonfiore
  • debolezza e difficoltà a sostenere il peso corporeo durante i movimenti
  • scricchiolii quando l’articolazione è in movimento
  • deformità a causa di un grave trauma
  • in alcuni casi più seri comparsa di febbre

Le principali patologie che colpiscono questa articolazione sono:

  • gonartrosi o artrosi del ginocchio
  • instabilità femoro-rotulea
  • patologia cartilaginea del ginocchio
  • osteonecrosi del ginocchio

Prima di proseguire vediamo come funziona il ginocchio

Tra le articolazione quella del ginocchio è una delle più complessa e sottoposte a usura continua. Sostiene, infatti, il peso dell’intero corpo in posizione eretta durante la deambulazione, collegando il femore alla tibia, da un parte e il femore con la rotula dall’altra, muovendosi esclusivamente sul piano sagittale.

Il ginocchio deve la sua stabilità a quattro legamenti molto robusti che si oppongono ai movimenti di rotazione della tibia rispetto al femore:

  • due sono collaterali e si chiamano mediale e laterale
  • due sono crociati e prendono il nome di anteriore e posteriore

I due legamenti collaterali ricoprono un ulteriore importante ruolo, poiché rinforzano la capsula articolare, la quale contribuisce alla stabilità del ginocchio. Il legamento mediale e il legamento laterale sono posizionati proprio dove la capsula articolare subisce le tensioni più intense.

La stabilità del ginocchio dipende in larga parte anche dai muscoli che nell’articolazione sono numerosi, robusti e potenti. Si pensi agli atleti nei quali spesso lesioni lievi ai legamenti sono compensate dalla muscolatura che riesce a mantenere stabile l’articolazione.

Esami e trattamenti ortopedici per la cura alla gonalgia

La relazione gonalgia ginocchio evidenzia che qualcosa è andato storto nel delicato equilibrio che garantisce stabilità e benessere.

Due strutture fibro-cartilaginee, i menischi – suddivisi in menisco mediale e menisco laterale o radiale – rendono possibile il collegamento tra le superfici articolari e, essendo formati da fibrocartilagine privi di vasi sanguigni, non possono sanguinare. Per questo motivo, una lacerazione dei legamenti collaterali può cicatrizzare mentre ciò non accade per quelle del menisco.

Come diagnosticare i problemi al ginocchio

Il primo passo è quello di sottoporsi a una visita dall’ortopedico e un esame fisico. Sarà lo specialista a decidere e richiedere, altri test come:

  • Radiografia (Raggi X), la quale consente di valutare i profili ossei, gli angoli caratteristici ed il grado di usura.
  • Risonanza magnetica per immagini (RM), che permette la valutazione diretta dei legamenti, dei menischi, delle cartilagini e dell’interno dell’osso.
  • Tomografia computerizzata (TC o TAC), con la quale si realizza una ricostruzione del corpo in 3D utilizzando i raggi X e ricostruendo le informazioni mediante un computer.
  • Scansione ossea con mezzi di contrasto, che si avvale di una tecnica di imaging nucleare: una quantità molto piccola di materiale radioattivo è iniettato nel flusso sanguigno per essere rilevato da uno scanner.
  • Artroscopia, eseguita tramite un piccolo tubo ottico illuminato (artroscopio) che viene inserito nell’articolazione attraverso una piccola incisione.

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