Alla scoperta dei siti archeologici di Olbia

Il fascino della Sardegna resta un patrimonio di indubbio e immenso valore a livello nazionale, ma anche per coloro che provengono da nazioni estere: la variabilità del suo territorio, infatti, continua ad attirare centinaia di migliaia di turisti, dal momento che l'incantevole isola sarda offre panorami come montagne, colline e vallate fino a spiagge, location balneari nonché città e borghi suggestivi.

Tra tali attrazioni turistiche, tuttavia, sono da includere quelle di interesse archeologico e storico, le quali si concentrano prevalentemente nella zona di Olbia. In questa breve guida, cerchiamo di fornire alcune informazioni utili sui principali siti archeologici ubicati nella zona di Olbia, menzionando i più importanti.

Come raggiungere la Sardegna e i suoi celebri Nuraghi

Innanzitutto, è bene focalizzare brevemente l'attenzione sulle modalità principali per raggiungere la Sardegna; ad oggi, la soluzione più comoda è quella dettata dal traghetto, grazie alle molteplici rotte e traversate operate dai principali porti del continente italiano. Tra le più importanti ricordiamo Napoli-Cagliari, Civitavecchia-Olbia, Livorno-Porto Torres, Genova-Olbia, Palermo-Cagliari e Piombino-Golfo Aranci. Per conoscere le tariffe e prenotare il traghetto visita il sito web www.traghettolivornoolbia.it.

Le compagnie di navigazione che operano tali tratte, come GNV, Grimaldi Lines, Moby, Tirrenia o Sardinia Ferries, offrono ai viaggiatori molteplici servizi a bordo, spaziando dall'intrattenimento fino ai servizi di trasporto del proprio veicolo o del proprio animale domestico, il tutto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Alla scoperta dell'archeologia sarda

Un primo sito archeologico a cielo aperto localizzato nella zona di Olbia è senz'altro l'agglomerato di Nuraghe di Riu Mulinu; la sua posizione, posta sul picco di Cabu Abbas, a circa 250 metri sopra il livello del mare, offre ai turisti una vista incantevole che permette di scorgere il golfo di Olbia e la Gallura nella loro totalità. Il sito archeologico, oltre alle nuraghe, include i resti delle antiche cinta murarie e reperti in ceramica e bronzo, oggetti di importanza storica che testimoniano come le nuraghe fossero adibite a luogo di culto durante il periodo omonimo.

Nelle immediate vicinanze delle Nuraghe di Riu Mulinu sorge l'Acquedotto Romano di Olbia, perfettamente conservato e visitabile, ubicato a circa 5 km dalle suddette nuraghe. Anticamente, l'acquedotto assurgeva al compito di trasporto dell'acqua dal Monte di Cabu Abbas fino alle terme romane di Olbia; infatti, ancora oggi sono visibili i resti di alcune piscine e di vere e proprie cisterne nelle quali venivano fatte decantare e sedimentare le acque per filtrarle da sabbia, fango e pietre, in modo tale da farle proseguire il percorso fino ad Olbia in condizioni di pulizia pressoché perfette.

Un'ulteriore sito da non perdere è senza dubbio il Pozzo Sacro Sa Testa, uno dei pochissimi pozzi meglio conservati ubicati nel territorio della Gallura. Il pozzo è immediatamente preceduto da un cortile a forma circolare che, probabilmente, aveva funzione di culto per l'acqua; nell'area successiva, sorge una scalinata composta da 17 gradini che conduce direttamente nel pozzo il quale, anticamente, veniva alimentato da una fonte perenne d'acqua. Tale sito archeologico è meta anche degli appassionati di meditazione, che scelgono l'area in cui sorge per via della tranquillità e della quiete di cui si può godere.

Infine, è degna di una menzione anche la Tomba dei Giganti Su Monte e S'Abe, uno dei luoghi di sepoltura nuragici più grandi dell'intera Sardegna: caratteristica principale del sito è la sua forma che rimanda a quella della testa di toro, anticamente considerato un animale dall'immensa sacralità.
Oggi, il suo spazio viene spesso adibito per ospitare concerti per via dell'immensa area verde e dell'atmosfera magica che regala a cantanti e a band.

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