Terapia manuale: i consigli di Roberto Franzese

Nel corso di questo articolo, con l’aiuto del dottor Roberto Franzese, parleremo della terapia manuale.

Dottore, tanto per cominciare, cos’è la terapia manuale?

La terapia manuale è una specializzazione della fisioterapia finalizzata al trattamento di patologie neuro-muscolo-scheletriche.

Conosciuta anche come Terapia Manuale Ortopedica, la terapia manuale si occupa di trattare tali patologie attraverso il ricorso a tecniche manuali, come manipolazioni e mobilizzazioni, e ad esercizi terapeutici mirati.

Lo scopo è alleviare i sintomi dolorosi e ottimizzare le capacità funzionali del paziente.

Cosa sono le tecniche manuali e a cosa servono?

Le tecniche manuali sono una serie di interventi passivi che il fisioterapista compie sul paziente, utilizzando le proprie mani per eseguire movimenti che hanno lo scopo di ridurre il dolore, influire sui movimenti articolari, ridurre o eliminare edemi, far rilassare i muscoli e migliorare la funzionalità polmonare del paziente.

Le tecniche e i gradi di applicazione delle forze variano in ogni intervento.

Perché la terapia manuale è così importante?

La terapia manuale aiuta a migliorare le condizioni dei pazienti, agendo sul soggetto dal punto di vista meccanico, quindi su articolazioni, tendini e muscoli, e dal punto di vista neurologico, influenzando anche aspetti metabolici ed endocrinologici.

In cosa consiste la valutazione funzionale svolta dal fisioterapista?

La valutazione funzionale serve ad analizzare la relazione tra la disfunzione del sistema locomotore e i sintomi del paziente.

Si parte dall’esame del paziente, delle sue condizioni oggettive e soggettive per arrivare ad impostare una precisa tecnica di trattamento.

Quali movimenti sono eseguiti durante la terapia?

La terapia manuale prevede il ricorso a movimenti biomeccanici di rotazione e a movimenti di traslazione, i quali ultimi producono meno dolore e sono più sicuri, in quanto non viene messo in tensione eccessiva nessun tessuto. 

Prevede anche esercizi terapeutici fondamentali per ottenere risultati concreti.

I suoi effetti sono, sostanzialmente, tre: biomeccanici, neurofisiologici e neuropsicologici. L’aspetto neurologico influenza i fattori endocrinologici e metabolici.

Esistono delle controindicazioni per questa terapia?

Certo, come ogni terapia, anche quella manuale presenta delle controindicazioni.

Questa, infatti, non viene eseguita su soggetti che presentino:

  • neoplasie;
  • fratture;
  • disturbi psicologici;
  • osteoporosi;
  • danni neurologici.

Così come non si ricorre ad essa in caso di pazienti che abbiano fatto un utilizzo prolungato di corticosteroidi.

Come capiamo se la terapia manuale sta funzionando?

Per capirlo, bisogna guardare ai suoi effetti neurofisiologici, biomeccanici e neuropsicologici.

Per quanto attiene agli effetti neurofisiologici, l’indice più rilevante è la diminuzione del dolore, ma si tiene conto anche dei cambiamenti sul sistema nervoso simpatico e parasimpatico, quindi si guarda alla temperatura, alla sudorazione e al flusso sanguigno.

In merito gli effetti biomeccanici, l’efficacia della terapia si vede fin da subito, quando si registra un miglioramento della limitazione della mobilità.

In fine, gli effetti neuropsicologici attengono ad un miglioramento complessivo dello stato emotivo del paziente, dovuto in buona parte alla riduzione dei sintomi.

Per questa ed altre terapie manuali affidati a professionisti, affidati al Centro Ryakos.

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