BRASILE -

El Salvador si conferma lo Stato latinoamericano con il maggior numero di omicidi in rapporto alla popolazione. Aumenta l'insicurezza anche in Brasile

A view of Maracana stadium as Argentina and Germany played the final of the 2014 World Cup in Rio de Janeiro

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A destabilizzare il cammino del Brasile verso i Giochi Olimpici del 2016 in programma a Rio de Janeiro, non c’è solo il rischio di impeachment per il presidente Dilma Rousseff, accusata di aver cercato di coprire il deficit del bilancio 2014. Il Paese deve infatti far fronte a un’emergenza sicurezza dilagante. Lo dicono i dati pubblicati pochi giorni fa sul nono Annuario brasiliano di pubblica sicurezza, secondo cui nel 2014 è stato registrato un nuovo picco di violenze con 58.559 omicidi, in aumento del 5% rispetto al 2013 quando le persone uccise sono state 55.878.

 

Numeri impressionanti, risultato della somma di omicidi, omicidi colposi, rapine degenerate in sparatorie, con un sensibile aumento di interventi delle forze dell’ordine terminati con spargimenti di sangue avvolti spesso nel silenzio delle istituzioni. Questa volta, però, la polizia è finita nel mirino dei media internazionali. Dopo la pubblicazione dell’Annuario, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha infatti lanciato un’accusa pesantissima nei confronti dei poliziotti brasiliani, che negli ultimi mesi avrebbero obbedito all’ordine di ripulire le metropoli di Rio de Janeiro in vista dei Giochi del 2016, uccidendo decine tra bambini e adolescenti che vivono nelle favelas.

Brazil's President and Workers' Party presidential candidate Rousseff speaks during a campaign rally at the Madureira neighborhood in Rio de Janeiro(Rio de Janeiro, il presidente del Brasile Dilma Rousseff)

 

Non è dato sapere al momento se a queste accuse seguiranno indagini interne nella polizia, oppure – ed è questo l’epilogo più probabile – se in nome degli enormi interessi economici che gravitano attorno alle Olimpiadi lo scandalo verrà messo da parte fino al termine dell’evento. Il governo finora ha respinto le accuse, dichiarando che Rio de Janeiro è il secondo Stato del Paese in cui tra il 2000 e il 2013 il tasso di omicidi di minori è stato ridotto maggiormente.

 

Eppure, nonostante queste timide repliche, il Brasile si conferma una delle nazioni più violente del mondo. Tra le aree più critiche al primo posto c’è lo Stato di Bahia (tra i più poveri e situato nel nord-est), mentre in rapporto alla popolazione il primato spetta al piccolo Stato di Alagoas (anch’esso nel nord-est) con 66,5 omicidi ogni 100.000 abitanti.

 

La classifica dei Paesi più violenti

Nella classifica mondiale, redatta tenendo conto del rapporto tra popolazione e numero di omicidi, il podio è occupato da El Salvador (92 uccisioni ogni 100.000 abitanti, uno ogni ora, dati aggiornati al 2015), seguito da Honduras (85) e Venezuela (53 ogni 100.000). Se il governo della Rousseff non arginerà il fiume di sangue che sta inondando Rio, il Brasile rischia di risalire molte posizioni in questa triste graduatoria.

 

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