ITALIA -

Dal Pentagono arriva l’approvazione per dotare di missili Hellfire e bombe a guida laser e gps i droni Reaper MQ-9 in servizio nell’Aeronautica Militare italiana

A General Atomics MQ-9 Reaper stands on the runway during "Black Dart", a live-fly, live fire demonstration of 55 unmanned aerial vehicles, or drones, at Naval Base Ventura County Sea Range, Point Mugu, near Oxnard, California

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Dopo anni di attesa il governo americano ha sbloccato la vendita all’Italia di armamenti per due droni Reaper MQ-9 in servizio nell’Aeronautica Militare italiana. L’annuncio è stato il 4 novembre dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. L’accordo, scrive l’agenzia Reuters citando le informazioni fornite dall’Agenzia della Difesa per la Sicurezza e la Cooperazione del Pentagono, ha un valore di 129,6 milioni di dollari e comprende la vendita di 156 missili AGM-114R2 Hellfire II prodotti dalla Lockheed Martin, 20 bombe a guida laser GBU-12 e 30 a guida gps GBU-38. I droni Reaper MQ-9 posseduti dall’Italia sono prodotti dalla società americana General Atomics, hanno un’apertura alare di oltre 20 metri, volano a una velocità superiore ai 400 km/h.

 

L’Italia aveva fatto richiesta di questi armamenti agli Stati Uniti nel 2012. La svolta è arrivata nel febbraio scorso. Il Congresso americano ha deciso di venire incontro alle richieste di alcuni dei Paesi alleati, puntando però in realtà soprattutto a un aumento delle esportazioni di armi sofisticate che per anni ha impiegato in maniera quasi esclusiva per le proprie operazioni militari all’estero: in Afghanistan e Pakistan per stanare i talebani, in Yemen per neutralizzare le cellule di AQAP (Al Qaeda nella Penisola Araba), in Iraq e Siria contro qaedisti e Stato Islamico e nel Corno d’Africa contro Al Shabaab. Con questa mossa, gli USA mandano anche un segnale a quelle potenze (Russia, Cina, Corea e GB) pronte a fare concorrenza con loro prototipi ai droni americani.

percorso_droni

 

Finora a “beneficiare” delle armi per droni era solo il Regno Unito nel 2007. Adesso c’è anche l’Italia, che ha ottenuto l’approvazione del Congresso in quanto ritenuta da Washington un alleato affidabile. I prossimi clienti potrebbero essere quegli stessi Paesi che, come l’Italia, hanno acquistato dalla General Atomics droni Reaper MQ-9: Francia, Olanda e Turchia, con quest’ultima che può fare leva sulla concessione agli Stati Uniti delle sue basi aeree al confine con la Siria per i raid aerei contro le postazioni jihadiste.

 

I droni posseduti dall’Italia

L’Aeronautica Militare italiana dispone al momento di 12 droni. Di questi, 6 sono Reaper MQ-9A armabili, altri 6 Predator MQ-IC A+ non armabili. I droni attualmente decollano dalla base di Sigonella, in provincia di Catania, sistemazione temporanea in attesa che vengano completati i lavori di ristrutturazione della pista dove è operativo il 32esimo Stormo di Amendola, a Foggia.

 

Attualmente la nostra Marina li utilizza per operazioni di intelligence, sorveglianza e acquisizioni di informazioni sensibili su obiettivi da monitorare e colpire. I fronti aperti sono tre: Iraq, dove l’Italia opera nell’ambito della coalizione internazionale guidata dagli USA contro ISIS, e il Mediterraneo, dove il nostro Paese è impegnato per fronteggiare l’emergenza migranti nelle missioni Mare sicuro (nazionale) ed EunavforMed (UE).

 

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Per ricevere la consegna delle armi l’Italia dovrà adesso attendere altri 15 giorni, nel corso dei quali i membri del Congresso potranno valutare la possibilità di bloccare l’intesa. Ma è un’eventualità che difficilmente si concretizzerà, considerato che la cooperazione militare con gli USA è consolidata tanto in Siria e Iraq quanto in Afghanistan. Con lo sblocco di questo accordo, adesso Washington potrebbe ottenere un ulteriore aiuto dall’Italia chiedendole di bombardare postazioni dello Stato Islamico dal Kuwait, dove sono pronti a decollare 4 suoi bombardieri Tornado e 2 suoi droni Reaper.